Ozzy, la pensione e quella volta che si ritirò... per finta

Ozzy, la pensione e quella volta che si ritirò... per finta

Ozzy Osbourne il prossimo 3 dicembre compirà 68 anni: un’età ragguardevole per trovarsi su un palco in qualità di frontman e Principe delle Tenebre. Come dire… a 68 anni la gente normale a volte è già al ricovero, o comunque invece di cantare “Paranoid” o “Iron Man” davanti a folle di metallari va a giocare a bocce, a guardare i cantieri e a corteggiare le cassiere del supermercato al mattino presto. E, in effetti, la voce su un possibile pensionamento di Ozzy circola da qualche tempo.
Si dice – lo afferma la moglie con corna (non quelle del metal, proprio quelle da tradimento) e manager Sharon Osbourne – che alla fine del tour di addio dei Black Sabbath Ozzy potrebbe fare un nuovo disco e poi, alla soglia delle 70 primavere, ritirarsi a vita privata, lasciando le scene sperabilmente ancora in forma e senza rovinare il ricordo che i fan hanno di lui. Sharon ha detto:

Andremo avanti finché Ozzy non avrà finito ciò che deve fare. Ma non passerà molto tempo, dopo l'addio dei Black Sabbath, poi anche Ozzy saluterà. Non sarà il prossimo anno, ma è una cosa vicina. Non voglio che Ozzy a 75 anni si trovi su un palco a cantare "Crazy Train". Penso che sia meglio mollare tutto prima di arrivare a 70 anni e andarsene al top della forma.

Ozzy, dal canto suo, sostiene di essere ben intenzionato a non mollare, desideroso di continuare a cantare finché la salute glielo permetterà… ma si sa, quando si parla di business e vita artistica, in casa Osbourne è  da sempre Sharon a portare i pantaloni, per cui le eventuali pulsioni di Ozzy dovranno passare al vaglio del suo severissimo giudizio.
Insomma, il futuro è da scrivere, come disse il poeta Joe Strummer… ma non si può fare a meno di ricordare come andò a finire quando, nel 1992 (quindi a soli 44 anni), decise di andare in pensione e ritirarsi: un vero casino coi fiocchi, per dirla finemente.

Il 15 novembre del 1992 Ozzy suonò quello che avrebbe dovuto essere il suo ultimo concerto – la data finale di un tour di addio battezzato “No More Tours” (un gioco di parole col titolo del suo disco appena uscito, “No More Tears”) al Pacific Amphitheater di Costa Mesa, California. Per l’occasione – e per il concerto subito precedente – Ozzy si esibì in un doppio set, solista e con gli ex compari dei Black Sabbath Iommi, Ward e Butler (che suonarono anche un terzo set insieme a Rob Halford dei Judas Priest, nel frattempo subentrato a un incavolatissimo Ronnie James Dio, che si era prestato a una reunion dei Black Sabbath con cui aveva inciso “Dehumanizer”, ma aveva rifiutato l’offerta di comparire in un live con Ozzy).

Quel concerto, contrariamente a quanto annunciato, non fu assolutamente l’ultimo di Ozzy – che pochi giorni dopo era già intento a rilasciare dichiarazioni a proposito di progetti futuri. Il motivo? Molto semplicemente si era reso conto subito che la pensione era uno stato esistenziale noioso – le sue parole furono “retirement sucked”. Dopo pochissimi giorni di inattività Ozzy infatti si trovò nuovamente a scrivere canzoni e a desiderare impazientemente di esibirsi. E, infatti, nel 1995 uscì “Ozzmosis”, seguito da un tour appropriatamente chiamato “Retirement Sucks Tour”.

Morale: l’ultima volta che Ozzy ha annunciato la pensione, è finita in caos, ma lui non si è ritirato affatto. Dobbiamo dunque credere all’aria di pensionamento che tira per Ozzy? Probabilmente sì – 70 anni sono una bella età e un rocker deve sapere quando è il momento di smettere con dignità, senza macchiare la propria immagine o insultare i fan con performance da ristopub di campagna facendo pietosi karaoke di se stesso. Ma non è detto che avverrà nelle tempistiche auspicate da Sharon: del resto Ozzy ha ancora una bella energia e se riuscirà a concentrarsi e a mantenere la sobrietà che sostiene di praticare da anni.

[a.v.]

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