Secondary ticketing, oggi a Milano l'appello di Salzano (F&P Group), Maioli (Ligabue) e degli altri promoter che dicono no: 'Oscurare i siti di bagarinaggio online per salvare la musica live. E chi è connivente si autodenunci'

Secondary ticketing, oggi a Milano l'appello di Salzano (F&P Group), Maioli (Ligabue) e degli altri promoter che dicono no: 'Oscurare i siti di bagarinaggio online per salvare la musica live. E chi è connivente si autodenunci'

L'espressione che tutti temevano, quella che nessuno voleva sentire, soprattutto tra gli addetti ai lavori, è la stessa che oggi, 10 novembre, prima delle conferenza stampa indetta in un hotel di Milano dall'ad di F&P Group Ferdinando Salzano e dal manager di Ligabue Claudio Maioli, circolava un po' sulla bocca di tutti: è come tangentopoli.

Perché il servizio di Matteo Viviani delle Iene sulla relazione (diretta ma segreta) tra un promoter - Live Nation - e una piattaforma di secondary ticketing - Viagogo - nella percezione del fenomeno in Italia (e probabilmente non solo) rappresenta una sorta di rivoluzione copernicana, dato che per la prima volta - come ha spiegato bene l'avvocato della SIAE Antonella Rizzi - ci sono le prove, cioè le fatture prodotte nel servizio andato in onda lo scorso martedì sera: il vaso di Pandora è stato scoperchiato, quindi, e oggi, nel corso di una delle più affollate conferenze stampa mai viste in tempi recenti, si raccolgono - cercando di ricomporli - i pezzi di una credibilità che l'industria del live dovrà stare bene attenta a ricostruire.

Ad aprire le danze è Maioli, "molto incazzato", che appunto delle generalizzazioni secondo le quali il mondo della musica dal vivo sia tutta compromessa proprio non ne vuole sapere: "De Luca faccia i nomi degli artisti che hanno caldeggiato questo genere di pratiche o eviti di fare di tutta l'erba un fascio. Gli operatori che agiscono nel nostro settore non sono tutti uguali. Noi, con F&P, è da almeno sette anni che abbiamo una posizione molto netta sul secondary ticketing, così come ce l'ha Claudio Trotta di Barley Arts, che ringraziamo per essere stato anche lui tra i primi a metterci la faccia: per questo chiediamo l'oscuramento di queste piattaforma online, che ledono l'immagine di quanti lavorano nel mondo della musica. Il live entertainement è un corpo che ha un cancro: tolto il cancro, il corpo dovrebbe tornare sano".

A ribadire il concetto è Salzano, che ha chiamato all'incontro tutti i manager dei suoi artisti oltre che a una nutrita rappresentanza di colleghi (i promoter Trident, Saludo e Vivo), partner (l'ad di Ticketone Stefano Lionetti) e istituzioni (i presidenti di FIMI e Assomusica Enzo Mazza e Vincenzo Spera): "E' la conferenza stampa più difficile che mi sia mai capitato di convocare: di solito al centro dell'attenzione ci sono gli artisti, oggi, invece, la protagonista è la musica. Dato che nessuno degli artisti che lavora con noi è o è mai stato coinvolto in situazioni del genere, credo sia venuto il momento di dirci tutto: oltre a Live Nation, penso che ci siano altri promoter coinvolti in questa pratica. E a loro mi rivolgo: autodenunciatevi, perché ormai sanno tutto. Questo pentolone di merda che si sta riversando sulla musica italiana colpirà tutti. E proprio per questo non immagino nessun tipo di negoziazione con gli operatori sul mercato secondario: questi siti vanno oscurati, punto. C'è una parte dell'industria della musica dal vivo italiana che è sana: noi chiediamo al pubblico fiducia, e il secondary market la sta distruggendo".

Perché, effettivamente, agli occhi del frequentatore di eventi meno avvertito è davvero difficile orientarsi nella vendita di biglietti online: le piattaforme secondary spendono molte risorse in indicizzazione sul Web, risultando il più delle volte più visibili dei canali ufficiali come Ticketone. Salzano porta degli esempi, come i biglietti di Ligabue (suo artista) e dei Radiohead ("Che non sono stati salvati nemmeno dalla politica, dall'attuazione tra l'altro complicatissima, del biglietto nominale", spiega il promoter) siano disponibili sui canali secondary nonostante la presenza regolare sui canali ufficiali: di qui una richiesta a Lionetti del capo di F&P di potenziare le contromisure telematiche e tecniche per battere la concorrenza secondary sul campo. "Siamo il segmento della filiera più controllato di tutti, e in questi giorni, dopo gli esposti, nei nostri uffici Finanza e Antitrust sono ormai di casa", ribatte Lionetti: "Noi abbiamo sempre agito nel pieno rispetto delle norme, infatti siamo stati interpellati come soggetto informato dei fatti. Se nonostante tutti i biglietti di eventi ad alto richiamo si trovano disponibili sul mercato secondario è perché siti come Seatwave o Viagogo dispongono di schiere di stagisti che vengono sguinzagliati con mazzetti di carte di credito in occasione dell'apertura delle prevendite. Nel 2011 abbiamo anche provato a citare in giudizio Viagogo per essersi indicizzato su Google anche con la parola 'Ticketone', ma la sede della società era appena stata spostata in Svizzera, fuori dalla UE, e quindi molto più difficile da coinvolgere in un procedimento legale". Che si tratti di acquisto di massa sistematizzato o di bagarinaggio online di piccolo cabotaggio, Lionetti è sostanzialmente d'accordo con Salzano: "Ticketone non può riconoscere la buona fede della controparte, così come un venditore di auto non può essere sicuro che il suo cliente guidi rispettando sempre il limite di velocità. Quindi sì, l'unica soluzione è quella dell'oscuramento".

Resta il fatto che, oggi, la credibilità del comparto sia ai minimi storici: possibile che questo problema - che esiste da anni, come non abbiamo mai mancato di riferire - venga affrontato solo ora, dopo il micidiale uno due Coldplay / Iene e la conseguente esposizione televisiva? Dell'ultima ora è la notizia della denuncia di Live Nation  presentata da Codacons, che segue le prese di distanza - più o meno nette - di artisti di punta della scuderia di De Luca come Vasco Rossi, Marco Mengoni, Tiziano Ferro e Giorgia. Dal canto suo, la filiale italiana del colosso guidato da Michael Rapino si è autosospesa dall'associazione di categoria che rappresenta i promoter italiani, Assomusica. Alla quale Salzano rivolge un appello che sa di ultimatum: "Chiediamo che a tutti i soci venga chiesto di sottoscrivere un codice etico che preveda l'impossibilità di adesione in caso di connivenze con il mercato secondario e di conflitto di interessi tra mercato primario e secondario [il riferimento è sempre a Live Nation, fusasi con l'operatore primario Ticketmaster che a sua volta controlla la piattaforma secondaria Seatwave]. In caso contrario, come abbiamo già avuto modo di spiegare, non ci sarà più possibile fare parte di Assomusica". "Un codice etico l'abbiamo già", ha ribattuto Spera: "Il secondary ticketing non è un problema che si possa affrontare solo a livello nazionale, perché ormai diffuso a livello mondiale. Il nostro compito è rappresentare la maggioranza degli associati: se accettiamo il mercato, dobbiamo renderci conto che il mercato non è etico".

Riguardo alla vicenda Live Nation, resta da capire cosa intenda fare Ticketone, da contratto concessionario esclusivo in Italia per la vendita di biglietti della società guidata da De Luca, relativamente al rapporto commerciale con Viagogo svelato da Viviani: "Al di là del servizio delle Iene, stiamo aspettando di vedere cosa emergerà dalle indagini: al momento, con solo un servizio televisivo a disposizione, non abbiamo abbastanza elementi per quantificare il danno. Acquisite le informazioni necessarie, sicuramente ci attiveremo prendendo le necessaria misura a tutela dell'azienda, che in una società seria come la nostra passano necessariamente dal consiglio di amministrazione. Se c'è una cosa certa, però, è che non è nostra intenzione soffiare sul fuoco".

Il contributo forse più illuminante sulle dinamiche del secondary ticketing e sui retroscena dell'affaire Live Nation / Iene a darlo è stato David Zard, il decano dei promoter italiani oggi in pensione ma comunque presente alla conferenza insieme ai colleghi più giovani (e al figlio Clemente, oggi contemporaneamente ad di Saluto e Vivo): "Non me la sento di fare la iena che salta al collo di De Luca: Live Nation è americana, e lui, da amministratore, segue le direttive che gli vengono impartite, a differenza degli indipendenti che hanno libertà di azione, quindi penso sia inutile metterlo in croce. Io mi sono ritirato da questa attività proprio quando sul mercato sono arrivate multinazionali come Live Nation, che grazie a budget enormi hanno il monopolio mondiale, rendendo impossibile la concorrenza. L'ho già detto l'ADNKronos qualche tempo fa: quando si offrono agli artisti compensi esorbitanti che non permettano il raggiungimento del punto di pareggio nemmeno con la vendita del 100% dei biglietti, è ovvio che entri in gioco un'altra fonte di reddito, che va da sé essere il secondary ticketing. E se pensate che sono stati gli stessi vertici mondiali di Live Nation a dire che il secondary ticketing è il futuro..."

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