NEWS   |   Industria / 07/11/2016

Facebook si schiera contro la pirateria musicale sulla sua piattaforma

Facebook si schiera contro la pirateria musicale sulla sua piattaforma

Come riportato da Repubblica.it, Facebook comincia a rimuovere la pirateria musicale dalla propria piattaforma. Ha infatti eliminato nove gruppi dove gli utenti si scambiavano link a musica pirata (ospitata su “cyberlocker” come Dropbox o altri siti), accogliendo le richieste dell'associazione antipirateria olandese Brein, come riporta Torrentfreak.

Si immagina possa non essere un caso una tantum. Facebook ha inaugurato una periodo di maggiore collaborazione con le autorità e soggetti portatori di interesse controllando in modo più stretto la propria piattaforma. Dice il presidente della Fimi Enzo Mazza: “Facebook sta cominciando ad ascoltare le richieste delle associazioni del copyright, dopo che ha passato anni a ignorarle, in particolare in Italia. E' un piccolo passo. E anche Google dovrebbe fare di più per rimuovere i link pirata dal motore”. Un’altra battaglia in essere è il ripping da Youtube. “Degli 8,2 milioni di utenti che fanno pirateria musicale, 3,2 milioni lo fa con ripping dello streaming di Youtube”, dice sempre Mazza.

E' possibile per mezzo di servizi gratuiti online incollare il link della canzone su Youtube per trasformarla in un file scaricato su hard disk o su cellulare, spiega Enzo Mazza “lo fanno soprattutto quelli che vogliono ascoltare la musica in mobilità senza consumare preziosi gigabyte”. E' un fenomeno difficilmente attaccabile dai detentori di copyright, dato che la musica è legalmente presente su Youtube, per ora sono legali anche i siti che permettono di fare ripping ed è illegale - ma difficilmente perseguibile - solo l'azione dell'utente. La licenza copyright per la canzone copre solo lo streaming, non il download.

Ci saranno azioni anche sui link: “L'obiettivo è fissare nelle norme una più chiara responsabilità delle piattaforme - dice il presidente della Fimi - e per questo contiamo sulla prossima direttiva europea  copyright. In questo senso: se segnaliamo un link pirata su una piattaforma, questa poi deve preoccuparsi di rimuovere anche futuri link pirata riguardanti la stessa opera”. Ora le piattaforme sono obbligate dalle norme solo a rimuovere gli specifici link.

Da sempre internet si è retta sul concetto della non responsabilità delle piattaforme verso i propri contenuti. In questo modo i servizi hanno potuto svilupparsi, al riparo da azioni legali e senza l'obbligo di controllare i propri contenuti. Le cose però stanno cambiando. Ora si inizia a pensare che le piattaforme non sono più davvero neutre.

L'idea dei detentori di copyright è quella di costringere le piattaforme a usare meglio le tecnologie automatiche di identificazione dei contenuti pirata e di rimozione. “Strumenti che ora funzionano male. Le piattaforme non sarebbero costrette a fare i poliziotti, a cercare a priori i contenuti illegali. Dovrebbero invece usare gli strumenti automatici per continuare a perseguire i nuovi link di opere che abbiamo già segnalato”, commenta Mazza. La situazione è tutta in divenire.