Bruce Springsteen, Tom Joad e il Festival di Sanremo

Bruce Springsteen, Tom Joad e il Festival di Sanremo

Autunno 1995. Bruce Springsteen ha liberato dagli impegni la sua E Street Band da ormai qualche anno, l’esperienza con un nuovo gruppo che lo ha affiancato per i due album pubblicati nel 1992, ”Lucky town” e ”Human touch”, e nel seguente tour, seppur da lui definita soddisfacente, in realtà ha generato i due album meno amati dal pubblico della ormai ventennale carriera del Boss. Springsteen, lo racconta lui stesso nella bella autobiografia “Born to run” uscita sul mercato poco più di un mese fa. La prima metà degli anni novanta è dedicata alla famiglia, nascono i suoi tre figli ed è per lui un tempo dedicato alla riflessione artistica. Questa riflessione lo porta a pubblicare un album solista, folk e acustico intitolato ”The ghost of Tom Joad” che metterà a fuoco i temi che svilupperà di lì in avanti nella sua opera.



Il Tom Joad evocato dal titolo dell’album è il protagonista del romanzo “Furore” pubblicato nel 1939 dal Premio Nobel per la letteratura 1962 – sì, proprio lo stesso premio che quest’anno è stato assegnato a Bob Dylan - John Steinbeck, in cui si narrano le traversie della famiglia contadina dei Joad rovinata dalla recessione di quegli anni e costretta a emigrare da una parte all’altra degli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore. Tom Joad è un personaggio emblematico tanto che a lui venne dedicata nel 1940 la canzone “Tom Joad”, oltre mezzo secolo prima di Bruce Springsteen, dal cantore folk americano per eccellenza, Woody Guthrie. L’epopea dei Joad è stata portata sul grande schermo nel film “Furore” diretto nel 1940 dal grande regista John Ford. Nella pellicola che si aggiudicò due premi Oscar – uno per la migliore regia e l’altro per la migliore attrice non protagonista assegnato a Jane Darwell per l’interpretazione di mamma Joad – la parte di Tom Joad è affidata a un’indimenticabile Henry Fonda.



Nel suo album Bruce Springsteen recupera il Tom Joad letterario di Steinbeck, quello musicale di Guthrie e quello cinematografico di John Ford per raccontare una volta di più quanto accade alle fasce più basse della scala sociale e di una ‘grande depressione’ che solo a volerla vedere è molto evidente e non ha mai abbandonato la sua America. Parla della penosa migrazione tra Messico e Stati Uniti e delle disgraziate vite della moltitudine di persone che nasconde negli angoli più inaccessibili la dignità per trovare un futuro migliore o, a volte, solo la sopravvivenza. “The ghost of Tom Joad” parla di questo e Springsteen fa emergere la sua anima folk. Come dice lui stesso nella autobiografia “Born to run”: “Pur sapendo che non sarebbe stato un trionfo di vendite, ero convinto che “The ghost of Tom Joad” dimostrasse quanto di meglio sapevo fare. Era qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo si richiamava a valori che avevano ispirato i miei esordi e nei quali credevo ancora come cantautore”.



Bruce Springsteen porta il suo Tom Joad sul palco del teatro Ariston di Sanremo la sera del 20 febbraio 1996. Chiede di non inserire la performance all’interno del contenitore televisivo e di non essere intervistato, tiene moltissimo al suo lavoro, al significato e al messaggio della canzone. Annunciato dal conduttore Pippo Baudo guadagna il centro della scena, solo con chitarra e armonica, buio tutto intorno, silenzio tutto intorno. Il testo tradotto in italiano, su richiesta di Bruce perché si comprendano al meglio le parole cantate, in sovraimpressione a favore dei milioni sintonizzati in prima serata su RaiUno. Cinque minuti di una intensità rara, terminati i quali esce di scena. Solo ora, anche per quella sera, il festival della canzone italiana può iniziare. Bruce Springsteen in aprile, un paio di mesi più tardi, tornerà in Italia per tre concerti in teatro, il luogo più consono per presentare l’album acustico ma, come è sempre bello scrivere, questa è un’altra storia.

(Paolo Panzeri)


 

Scheda artista Tour&Concerti Testi
BEATLES
Scopri qui tutti i vinili!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.