Ci siamo ricordati di Nada solo 'grazie' a Sorrentino e 'The young pope'

Ci siamo ricordati di Nada solo 'grazie' a Sorrentino e 'The young pope'

Sono decenni che Nada non frequenta le zone alte della classifica di vendita di singoli e dischi: le ultime grandi hit della cantante toscana risalgono agli anni '80, quando la sua carriera - cominciata alla fine degli anni '60 con il successo di "Ma che freddo fa" - raggiunse il suo periodo di massimo splendore grazie a canzoni come "Dimmi che mi ami che mi ami che tu ami che tu ami solo me" (si spinse fino ad un dignitosissimo 15esimo posto nella classifica dei 45 giri), "Ti stringerò" (17esimo posto in classifica) e, soprattutto, "Amore disperato" (che portò Nada a conquistare la vetta della classifica). Proprio quando la sua carriera sembrava essere prossima a decollare, però, Nada decise di cambiare rotta, quasi seguendo altre colleghe che tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 erano riuscite a piazzare diverse hit in classifica e che poi erano scappate dal successo "pop" (Alice e Giuni Russo, su tutte): l'ultimo posto in classifica al Festival di Sanremo 1987 con "Bolero", scritta da Gerry Manzoli, fu seguito da un silenzio discografico durato sei anni.

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Nada tornò a pubblicare nuova musica solamente negli anni '90, preferendo alle hit che l'avevano portata nei piani alti della classifica un repertorio che il pubblico ha avuto difficoltà a digerire. Negli ultimi vent'anni, la cantante ha continuato a percorrere quella rotta e a testimonianza di questo suo "esilio volontario" dal successo popolare, è arrivato anche il flirt della cantante con la scena indipendente italiana. La collaborazione con Cesare Basile (ospite degli album "Tutto l'amore che mi manca" e "Luna in piena", usciti rispettivamente nel 2004 e nel 2007), ad esempio, oppure quella con gli Zen Circus di Appino (che hanno partecipato alle registrazioni dell'album "Vamp" del 2011) e con Enrico Gabrielli, Tommaso Colliva, Rodrigo D'Erasmo e Roberto Dell'Era degli Afterhours (ospiti dell'album "Occupo poco spazio", 2014).

Negli ultimi giorni, a distanza di oltre trent'anni dall'ultima volta che Nada è riuscita ad entrare nella top ten della classifica dei singoli, è successa una cosa molto curiosa: una canzone tratta dal repertorio della cantante toscana è tornata nelle prime posizioni della classifica dei singoli più scaricati su iTunes. Attenzione: non una delle sue hit degli anni '80, ma una canzone "minore", tratta da "Tutto l'amore che mi manca", uno dei suoi ultimi album (è uscito nel 2004, prodotto da John Parish, musicista e cantautore britannico già al fianco di PJ Harvey, Eels e Tracy Chapman). La canzone in questione è "Senza un perché", scritta testo e musica da Nada Malanima: ma come è riuscito, questo pezzo, ad attirare l'attenzione del pubblico?

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Il merito è di "The young pope", la serie televisiva scritta e diretta da Paolo Sorrentino, trasmessa su Sky Atlantic. La serie, suddivisa in dieci episodi, ha debuttato lo scorso 21 ottobre: racconta la storia di un giovane cardinale (interpretato da Jude Law) che viene eletto papa a sorpresa con il nome di Pio XIII e che si dimostra un pontefice controverso. Sorrentiniano, per l'appunto. Tra i protagonisti, oltre a Jude Law, ci sono anche Diane Keaton (nei panni di Suor Mary) e Silvio Orlando (nei panni del cardinale Angelo Voiello, Segretario di Stato della Santa Sede). Durante il quarto episodio della serie, andato in onda lo scorso 28 ottobre, in sottofondo alla scena finale è stata fatta ascoltare "Senza un perché", la canzone di Nada. Pio XIII ascolta il vinile 45 giri della canzone, un dono del primo ministro della Groenlandia. La musica è diegetica: la canzone è ascoltata dal personaggio, fa parte proprio di quella scena. Il papa è seduto sulla sua poltrona, la stanza è illuminata da un'abat-jour: alle sue spalle c'è un giradischi - per essere più precisi uno Stereorama 2000 De Luxe - che suona il 45 giri con la canzone di Nada. Pio XIII si alza, si affaccia dalla finestra e guarda Piazza San Pietro illuminata dai lampioni. "Non c'è meglio che stare il silenzio e pensare al meglio / ha un'estate leggera che qui ancora non c'è / e tutta la vita gira infinita senza un perché": i versi della canzone vanno a sottolineare l'inquietudine e l'irrequietezza non solo della scena in cui è stata inserita (bella l'intuizione di Lele Marchitelli, che ha curato la colonna sonora di "The young pope"), ma anche del personaggio interpretato da Jude Law.

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Grazie al passaggio in "The young pope", "Senza un perché" ha scalato la classifica di iTunes, spingendosi fino al secondo posto: a distanza di una settimana dalla messa in onda del quarto episodio della serie, la canzone di Nada è ancora tra le prime posizioni della classifica, alla quarta posizione, dietro a "Human" di Rag'n'Bone Man (la hit del momento), "Potremmo ritornare" di Tiziano Ferro, "Oronero" di Giorgia e davanti a Mengoni, Mina e Celentano e Vasco Rossi. Questo dimostra che, al giorno d'oggi, basta una serie tv di grande successo come quella di Sorrentino per permettere ad una canzone di salire in classifica o entrarci per la prima volta, come nel caso di "Senza un perché" di Nada, divenuta improvvisamente "pop", popolare: se la canzone non fosse stata inserita in sottofondo alla scena di "The young pope", adesso nessuno ne starebbe parlando. E - questa è un'altra cosa che fa riflettere e anche un po' ridere - nessuno starebbe parlando di Nada, di cui ci siamo ricordati solo "grazie" a "The young pope". Per dire: avete letto così tanti articoli sui suoi ultimi dischi come quelli che avete letto per "Senza un perché" nella serie di Sorrentino?

Solo pochi mesi fa, tra l'altro, un'altra canzone tratta dal repertorio della cantante toscana era stata inserita nella colonna sonora di un'altra pellicola, "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti, un mix di azione, fantascienza e commedia che ha riscosso un discreto successo di pubblico. Tra gli attori principali del film ci sono Claudio Santamaria e Luca Marinelli: quest'ultimo interpreta un personaggio soprannominato Lo Zingaro, che nutre un amore incondizionato per la musica italiana anni '80 e, più in generale, per tutte le icone pop femminili. È proprio a questo personaggio che si deve la presenza, nella colonna sonora di "Lo chiamavano Jeeg Robot", di alcune celebri canzoni portate al successo negli anni '80 da cantanti come Loredana Berté ("Non sono una signora"), Gianna Nannini ("Latin lover"), Anna Oxa ("Un'emozione da poco") e, appunto, Nada. La canzone della cantante toscana che è presente nella colonna sonora del film di Gabriele Mainetti è "Ti stringerò": viene fatta ascoltare in una delle ultime scene del film, quando Lo Zingaro - divenuto fortissimo grazie ad un misterioso liquido contenuto in un barile - si vendica della donna che aveva provato ad ucciderlo frantumandole le ossa - nel vero senso della parola - abbracciandola. La scelta di inserire "Ti stringerò" in sottofondo a quella scena? Semplicemente geniale.

di Mattia Marzi 


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