NEWS   |   Italia / 02/11/2016

Fiorella Mannoia, esce il nuovo album 'Combattente': 'È molto più pop, mi adatto ai tempi che cambiano' - VIDEOINTERVISTA

Fiorella Mannoia, esce il nuovo album 'Combattente': 'È molto più pop, mi adatto ai tempi che cambiano' - VIDEOINTERVISTA

Esce venerdì 4 novembre "Combattente", il nuovo album di inediti di Fiorella Mannoia, il primo in quattro anni (dopo "Sud", del 2012). L'album, che arriva dopo l'album-tributo a Dalla del 2013 e dopo la raccolta di duetti "Fiorella" del 2014, è stato anticipato dal singolo omonimo, scritto da Federica Abbate e Chope, e contiene undici brani: tra gli autori delle canzoni ci sono anche Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi, Fabrizio Moro, Bungaro, Cesare Chiodo e la stessa cantautrice romana. Fiorella Mannoia presenterà dal vivo il nuovo disco con il "Combattente tour", che partirà da Bergamo il prossimo 1° dicembre e che porterà la cantautrice ad esibirsi dal vivo fino alla fine dello stesso mese: la tournée chiuderà il 22 dicembre a Roma.

"Forse è vero, mi sono un po' addolcita. La vita mi ha smussato gli angoli, mi ha tolto qualche asperità": il nuovo disco si apre con questi versi, i primi della canzone "Combattente".
"È vero, perché con gli anni gli angoli si smussano. È normale che oggi, alla mia età, non sia più quella di prima. Però, come dice la canzone, non sottovalutare, perché anche io, in fondo, poi sono rimasta la stessa: la mia voglia di lottare non è cambiata. Fiorella Mannoia, oggi, è una donna di 62 anni, appagata, privilegiata, che fa un mestiere che ama (e questo è già il primo grande privilegio): una donna felice, che non ha da lamentarsi e che non deve lamentarsi".

La canzone è stata scritta da una delle autrici italiane di maggiore successo del momento, Federica Abbate. Come le è arrivata?
"Federica Abbate ha scritto, insieme a Cheope, anche altre due canzoni del disco, 'Nessuna conseguenza' e 'L'abitudine che ho'. Mi ha contattata, mi ha fatto ascoltare queste canzoni: quando ho ascoltato la prima, 'Combattente', sono rimasta sbalordita perché mi ci sono ritrovata in tutto, in ogni singola parola. Lei mi ha detto che avevano pensato proprio a me, scrivendola".

Questa canzone ha dato il titolo all'intero disco.
"È un disco molto autobiografico, non è stato voluto: c'è molto di me, della mia vita, del modo di vedere il mondo. E ho pensato che nessun'altra canzone mi potesse rappresentare meglio. Abbiamo deciso di dare il titolo a tutto l'album perché raccoglie tutto quello che viene detto nel resto del disco. 'Combattente' sono io, ma non sono solo io: non sono così presuntuosa di pensare che l'unica combattente sia io. Qui combattiamo tutti, in realtà: per un ideale, un'idea, un'ingiustizia, per lavoro. Siamo tutti combattenti, fondamentalmente combattiamo per essere felici. Non è un disco concettuale, ma in fondo lo è, perché parte da 'Combattente' per poi raccontare tante storie, che sono collegate tra loro".

L'album ha avuto una gestazione piuttosto lunga: ha cominciato a lavorarci nel 2013 e le lavorazioni sono state sospese più volte, prima per lasciare spazio all'album di cover di Dalla, poi alla raccolta del 2014.
"Dopo il disco del 2012, 'Sud', io sarei dovuta entrare di nuovo in studio per registrare il disco di inediti. Nel mezzo, però, ci sono stati il disco-tributo a Dalla e l'album di duetti 'Fiorella', per cui questo disco è rimasto in sospeso. Avevamo cominciato ad ascoltare canzoni già nel 2013, altre le abbiamo raccolte recentemente".

Musicalmente parlando è un disco più "elettronico" dei precedenti, ci sono parecchie programmazioni.
"Sì, è vero. Ho questo team di lavoro che è guidato da Carlo Di Francesco, che è il produttore dei miei ultimi dischi e che insieme a Davide Aru cura anche gli arrangiamenti delle canzoni. Siamo un gruppo ben affiatato. Lascio molto spazio ai giovani musicisti e ai giovani arrangiatori. È giusto che io mi adatti ai tempi che cambiano, perché se c'è una cosa che non sopporto del nostro mestiere è continuare a ripetere sé stessi all'infinito. Io voglio provare a cambiare, le sonorità cambiano, i gusti musicali cambiano: ed è giusto che io mi mantenga al passo con i tempi. Mi fido molto dei miei collaboratori, decidiamo insieme che indirizzo dare alle canzoni. Il precedente disco, 'Sud', aveva bisogno di altre sonorità, più vere, di strumenti più acustici, per cui siamo andati dietro ad un indirizzo ben preciso, perché parlavamo appunto di sud. Questo disco, invece, è molto più pop".





Tra gli autori delle canzoni c'è anche Ivano Fossati: avete scritto insieme l'ultima traccia, "La terra da lontano".
"È l'epilogo di tutto quello che racconto durante il corso del disco, non a caso l'abbiamo messa alla fine del disco e non a caso l'abbiamo fatta solo orchestra e voce. Con questa canzone sono tornata a casa, a dove sono partita. La collaborazione con Ivano Fossati non si è mai interrotta in questi anni, è sempre rimasta viva. Ivano è stato il mio punto di riferimento: ho cantato canzoni di autori molto importanti, però con lui si è consolidato un rapporto, ormai ventennale. La novità è che abbiamo trovato questa nuova e inaspettata formula: i testi li scrivo io e la musica la scrive lui. Sarebbe stato impensabile, dieci anni fa. Ho scritto questo testo ed ero certa che Ivano ne avrebbe scritto la musica adatta. È successo quello che era già successo in una canzone di 'Sud', 'Se solo mi guardassi': è stato il primo testo che ho scritto e l'ho mandato ad Ivano, perché volevo che lui mi desse un giudizio. Mi ha molto lusingato il fatto non solo che gli fosse piaciuto, ma che avesse voglia anche di scriverne la musica".

Fabrizio Moro, invece, ha firmato due canzoni del disco: "I pensieri di Zo" e "I miei passi". Qualche anno fa aveva rifiutato la sua "Acqua"...
"Non l'avevo rifiutata. Io l'avevo già messa da parte per quello che sarebbe stato il mio nuovo disco di inediti dopo 'Sud': lui non lo aveva capito e l'ha incisa lui per il suo disco. C'è stata un'incomprensione, ma prima o poi me la riprendo: ci avevo messo il bollo. Scherzando, allora, ho detto a Fabrizio: 'A questo punto mi devi scrivere un'altra canzone'. Lui mi ha proposto queste due canzoni, 'I pensieri di Zo' e 'I miei passi', e io le ho scelte tutte e due".

Tra il precedente album di inediti e questo, oltre al disco-tributo a Dalla e la raccolta di duetti, c'è stata anche la produzione del disco di Loredana Berté.
"Per me è stato un privilegio. Loredana mi ha chiesto se volevo produrre il suo disco e io le ho proposto di fare un disco di duetti con le sue colleghe, che hanno accettato con l'entusiasmo di stringersi intorno a lei, tutte. Penso che Loredana Berté sia una grandissima artista e lo dico con grande ammirazione. Ci conoscevamo da anni, ma non avevamo mai lavorato insieme: lei ha capito che io lavoravo per lei, che ero al suo servizio. C'è stato un piccolo diverbio su cose tecniche, su sonorità, su un basso: io gli ho sempre detto 'Loredana, se non ti piace lo rifaccio'. Si è un po' addolcita e si è fidata di me. Mi sono ritrovata in un ruolo che non pensavo mai di poter ricoprire, che è quello di produttore, con tutte le tensioni e le responsabilità che hai quando ti trovi ad avere a che fare con un'artista del genere e con un repertorio che andava rispettato, anche se lo abbiamo rivisitato".

Nel corso della sua carriera ha avuto modo di interpretare canzoni di autori come lo stesso Fossati, Ruggeri, De Gregori, Paolo Conte, Ligabue, Tiziano Ferro, per fare qualche nome. Qual è quella più importante?
"Non posso non parlare di 'Quello che le donne non dicono', che nel 2017 compie 30 anni. Mi sta addosso, ormai, fa parte della mia vita e non posso prescindere da questa canzone. Enrico Ruggeri mi ha cambiato la vita, con 'Quello che le donne non dicono': è cominciato tutto da lì, lui mi ha aperto la porta della canzone d'autore. Sono sempre stata attratta dai cantautori, sentivo che la mia voce era in sintonia con quello che loro componevano. Enrico ha fatto in modo che questa porta si aprisse".

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