Un anno fa la strage del Bataclan: cosa successe la sera del 13 novembre 2015 a Parigi

Un anno fa la strage del Bataclan: cosa successe la sera del 13 novembre 2015 a Parigi

I 1500 biglietti per il concerto degli Eagles of Death Metal del 13 novembre al Bataclan di Parigi erano già andati esauriti in prevendita: non male, ma nemmeno un exploit clamoroso, in una città che macina concerti come poche altre nel Vecchio Continente. Il gruppo di Jesse Hughes era arrivato in Europa - o, meglio, nel Regno Unito, che allora chiamavamo ancora così - da poco, già ben rodato dalla branca nordamericana del tour in supporto a "Zipper Down". Una sera come tante, per un gruppo abituato a suonare pressoché senza day off e a lasciare passare solo quattro giorni da un live a San Francisco (il 26 ottobre) e uno a Londra (il 30 ottobre): la scaletta era una specie di fotocopia di quelle delle sera prima, con "I Only Want You" in apertura, seguita da "Complexity" (forse l'unica sorpresa, nella setlist di quella sera), "Don't Speak (I Came to Make a Bang!)", "Secret Plans", "Cherry Cola" e la cover di "Save a Prayer" dei Duran Duran. E poi, come decima canzone, "Kiss the Devil". Sono le 21 e 40.

I testimoni parleranno di petardi che esplodono nel foyer - il Bataclan è stato un teatro e ne conserva le caratteristiche. Nello spezzone filmato che farà il giro del Web si sentiranno come dei colpi di rullante fuori tempo. Il bassista Matt McJunkins e il batterista Julian Dorio si ritirano dietro la backline mentre Dave Catching, alla chitarra, rimane immobile, con l'espressione di chi non sta capendo esattamente cosa sta succedendo, ma sa che si tratta di qualcosa di brutto.

Il commando, composto da tre uomini in tutto, era entrato, sparando a caso sulla folla. La band scappa dall'ingresso sul retro senza nemmeno prendere le giacche, ma per il suo merchandiser, Nick Alexander, assunto per restare in platea durante gli show del tour europeo, non c'è niente da fare. Gli attentatori iniziano a svuotare i caricatori dei loro Kalashnikov dall'ingresso, spingendosi poi sempre più verso il centro della platea. Il primo attacco dura venti minuti. I terroristi hanno il tempo di ricaricare le armi e lanciare granate là dove alcuni superstiti si erano rifugiati. Qualcuno si nasconde nei camerini e nei bagni, qualcuno scappa sul tetto, altri si fingono morti, nel parterre. Alle 22 un'ottantina di persone viene presa in ostaggio dal commando, che inizia a comunicare con l'esterno, dove nel frattempo si sono presentati i primi rappresentati delle autorità: i contatti non promettono nulla di buono, e sul posto arrivano le unità d'assalto di elite dell'esercito francese. Il blitz scatta quando la mezzanotte è passata da venti minuti: all'interno i terroristi iniziano a mantenere fede a quanto minacciato, cominciando a uccidere gli spettatori presi in ostaggio. L'irruzione dura in tutto tre minuti. Due terroristi si fanno esplodere, il terzo viene ucciso dai militari. L'identificazione delle vittime e il recupero dei corpi terrà impegnate le autorità fino alla tarda mattinata: tra il pubblico c'era anche una nostra connazionale, Valeria Solesin, che a Parigi - dove faceva la ricercatrice - viveva da sei anni, e che era andata a vedere gli Eagles of Death Metal con il suo fidanzato, Andrea Ravagnani. Per lei Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia - sua città natale - dichiarerà lutto cittadino: i funerali di stato, ai quali prenderà parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si svolgeranno in Piazza San Marco, alla presenza di rappresentati delle religioni cristiana, ebraica e musulmana. 

Bataclan, un anno fa la strage che gettò il rock nell'incubo - Lo speciale

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