Bataclan, un anno fa la notte nella quale il rock visse il peggiore degli incubi - LO SPECIALE DI ROCKOL

Bataclan, un anno fa la notte nella quale il rock visse il peggiore degli incubi - LO SPECIALE DI ROCKOL

Noi - ma immaginiamo anche voi - restammo impietriti come Dave Catching, il chitarrista degli Eagles of Death Metal, in quel famoso video che hanno visto tutti e che non ci pare il caso riproporre ancora: se ti occupi di musica, l'eventualità di essere richiamato in servizio un venerdì sera per scrivere di esplosioni, sparatorie, attacchi di reparti speciali e conta delle vittime la contempli solo nel peggiore degli incubi. Eppure è successo davvero, appena un anno fa.

C'è un momento che segna un prima e un dopo in ogni storia, e la sera del 13 novembre 2015 al Bataclan è destinato a restare uno spartiacque in quella della musica popolare: durante un concerto degli Eagles of Death Metal un commando di terroristi fece irruzione in una delle più popolari sale da concerto di Parigi uccidendo ottantanove spettatori e ferendone almeno altro cento.

Il mondo della musica, che fino ad allora delle cellule dormienti collegate al califfato nero aveva giusto letto sui giornali, si scoprì nel mirino. La consapevolezza di avere un ruolo - da allora, i media iniziarono a parlare degli eventi live in termini di soft target - in quella che forse è la vicenda più tragica registrata dalla storia all'inizio del nuovo secolo deflagrò presso pubblico e artisti scaturendo reazioni tra le più disparate. Ci fu chi cercò di mantenere nonostante tutto una certa lucidità, chi si abbandonò all'ira più ceca, chi si chiuse nella propria paura e chi ne approfittò per alimentare polemiche. Non ci sentiamo di esprimere giudizi, perché storie del genere sono più grandi di chi le vive, e davanti al dolore - seppure vissuto di riflesso, perché parlare, scrivere e leggere del Bataclan è stato un conto, esserci stati un altro - occorre sempre mettere il rispetto davanti a tutto.

A un anno dai tragici fatti di Parigi, Rockol propone uno speciale per ricordare una delle peggiori ferite subite dal rock - da chi lo fa, e da chi lo ascolta - in quasi cento anni di storia. E per ricordarci che il miglior modo per fare sì che si rimargini è racchiuso in quelle parole che si sentono spesso sui palchi, quando si rompe una corda o un microfono smette di funzionare: the show must go on. (dp)

 

Lo speciale:

I fatti: cosa è successo la sera del 13 novembre 2015 al Bataclan.

Dopo l'orrore: come reagirono gli artisti in tour in Francia e in Europa nelle ore e nei giorni immediatamente successivi l'attentato.

I tributi dal vivo: cosa hanno fatto i big della musica mondiale quando sono tornati sul palco dopo la tragedia.

Le polemiche: Jesse Hughes degli Eagles of Death Metal, che il Bataclan l'ha vissuto sulla propria pelle, parla di armi e della security nel locale quella maledetta sera. E scoppia la controversia.

Il gruppo: il modo peggiore, per una band, per diventare famosa a livello mondiale. Cosa è cambiato, se qualcosa è cambiato, per gli Eagles of Death Metal dopo la tragedia del Bataclan.

 

Leggi anche, dall'archivio:

Tutte le notizie sull'attentato al Bataclan di Parigi 

 

Link esterni:

Bataclan, il sito ufficiale

Eagles of Death Metal, il sito ufficiale - Facebook ufficiale

La commemorazione delle vittime del presidente francese François Hollande

 

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