Finalmente, l'iTunes italiano: chi c'è e chi non c'è

Come annunciavano già dal pomeriggio di ieri (26 ottobre, vedi News) le anticipazioni provenienti da San José, California, sede della conferenza stampa di lancio, è finalmente in funzione l’iTunes Music Store in edizione “paneuropea” per Mac e Windows (il software può essere scaricato gratuitamente dai siti Web di Apple). La nuova versione della piattaforma più utilizzata al mondo per il downloading a pagamento, già disponibile negli Usa, in Francia, Gran Bretagna e Germania, è ora a disposizione del pubblico italiano, austriaco, belga, finlandese, greco, lussemburghese, olandese, portoghese e spagnolo, raggiungendo dunque quasi il 70 % del mercato mondiale: per acquistare le canzoni, 0,99 euro a pezzo, servono una carta di credito e una banca d’appoggio in una delle nazioni coperte dal servizio.
Le funzionalità del “negozio” sono naturalmente le stesse che hanno fatto finora la fortuna di iTunes nel resto del mondo: possibilità di trasferire le tracce scaricate sull’iPod per l’ascolto in movimento (oltre all’U2 iPod Special Edition, vedi News, sono ora disponibili due nuovi modelli “iPod Photo” da 40 e 60 GB che permettono di archiviare, insieme alla musica, fino a 25 mila fotografie digitali), di convertire automaticamente i file Windows Media Audio nel formato Apple AAC, di avere a disposizione la collezione di musica acquistata su un numero massimo di cinque computer, di masterizzare senza limiti singole tracce e di duplicare fino a sette volte su Cd la stessa playlist.
Settecentomila i brani per ora in catalogo, ceduti dalle quattro major discografiche e da centinaia di etichette indipendenti (alcune, anche italiane, inizieranno a fornire repertorio dall’anno prossimo). Ma nella “localizzazione” dell’offerta, sembra che la casa californiana abbia ancora parecchia strada da fare: in Inghilterra, dove con le etichette indipendenti è ancora in corso una battaglia che ha per oggetto una presunta disparità di trattamento con le major (vedi News), ma anche in Italia, dove l’assortimento iniziale propone Laura Pausini (un pezzo live in esclusiva) e Gianni Morandi, Andrea Bocelli e Zucchero, Mina e Lucio Battisti, svariando su ogni fronte del pop e del rock, da Raffaella Carrà a Vasco Rossi, dal Banco del Mutuo Soccorso (e Quella Vecchia Locanda, persino) a Eiffel 65: ma non include ancora, per esempio, i Subsonica, Ligabue o Carmen Consoli. E molta musica indie. Tanto che Enzo Mazza, direttore generale della FIMI, accusa: "Non hanno neanche voluto incontrare l'industria discografica indipendente italiana, come FIMI siamo rimasti sorpresi dal comportamento di Apple. Siamo tra i primi sostenitori della diffusione di musica legale online", continua Mazza, "ma se le piattaforme legali snobbano le etichette discografiche italiane fanno un grosso errore. In Italia i clienti vogliono per la maggior parte musica italiana".
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