Mentre il termine giapponese Obake significa “cosa che cambia”, o “creatura che muta la propria forma” o più generalmente fantasma”, per il titolo del terzo album gli Obake hanno scelto “Draugr”, parola di origine indoeuropea che designa appunto una creatura che ritorna dai morti. In questa sovrapposizione di concetti, “Draugr” rappresenta contemporaneamente sia un ritorno alle origini sia una purificazione nel suono del gruppo. La compattezza e coerenza formale di nome e titolo riflettono l’equilibrio finalmente trovato nella formazione, nella quale si e` fatto spazio - prima dal vivo nel 2015 e ora in studio - il poliedrico batterista Jacopo Pierazzuoli (membro dei Morkobot, King’s Of Fire). La sezione ritmica e` completata da Colin Edwin (Porcupine Tree e Metallic Taste Of Blood con Eraldo Bernocchi e membro degli O.R.K. con Lorenzo Esposito Fornasari), mentre alle chitarre e voce troviamo Lorenzo Esposito Fornasari e alle chitarre baritone Eraldo Bernocchi, fondatore del progetto. La band sarà in tour con la stessa formazione del disco nella primavera del 2017.
Tra gli anni novanta e i primi duemila. Tra il doom e il prog, con un tocco alternative e uno sperimentale, che male non fa. “Draugr”, nove pezzi più una versione alternativa della titletrack remixata da Leon Switch, è figlio di una band, gli Obake, che dopo cinque anni e due dischi è riuscita ad assestarsi mettendo i ruoli chiave del gruppo nelle mani di musicisti ben più che qualificati...