NEWS   |   Italia / 03/11/2016

Esiste ancora la “Musica ribelle”? Quando il rock era avanguardia: i tempi della Cramps (e di Eugenio Finardi)   (1 / 5)

Esiste ancora la “Musica ribelle”? Quando il rock era avanguardia: i tempi della Cramps (e di Eugenio Finardi)  

Clubs, Records, Agency, Management, Publishing, Spettacoli. O più semplicemente Cramps. Il rock italiano passa da quell’acronimo, nato alla fine del 1972 dalla mente di Gianni Sassi, assieme al suo socio Sergio Albergoni e al promoter Franco Mamone.
Sassi e Albergoni avevano già lavorato con Battiato (usando lo pseudonimo Frankestein, che diventerà anche il logo della neonata etichetta) e con gli Area: “Arbeit macht frei” sarà il primo album della band.

Oggi la chiameremmo “indie”, al tempo era semplicemente avanguardia, in tutto e per tutto. Vera e propria “Musica ribelle”, come nella famosa canzone di “Sugo” di Eugenio Finardi, uno dei grandi artisti dell’etichetta, assieme Arti e Mestieri,, Alberto Camerini, Skiantos, Roberto Ciotti.

L’idea era trovare uno spazio per musica diversa, “alternativa” e diffonderla in maniera nuova. Finardi avrebbe pubblicato il suo primo album nel ’75, portato alla Cramps da Demetrio Stratos: “Non gettate alcun oggetto dai finestrini” - oggi è contenuto in una poderosa ristampa, “40 anni di musica ribelle”, dedicata ai suoi primi 5 lavori.

Ecco come Finardi racconta la Cramps.

 

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