NEWS   |   Pop/Rock / 05/11/2018

L'uomo che ha costruito il sound dei Radiohead (una volta anche suo malgrado): tanti auguri, Jonny Greenwood (1 / 12)

L'uomo che ha costruito il sound dei Radiohead (una volta anche suo malgrado): tanti auguri, Jonny Greenwood

Avete presente la leggendaria e distortissima "grattata" di Fender Telecaster che lancia il ritornello di "Creep", croce e delizia dei fan dei Radiohead (e dei Radiohead stessi, che, non a caso, si sono rifiutati di suonarla dal vivo per parecchio tempo)? Una delle più clamorose aperture strumentali del rock moderno in verità nacque come un autentico sabotaggio: ad escogotarlo fu Jonny Greenwood, che nella band capitanata da Thom Yorke arrivò per ultimo, su segnalazione del fratello Colin, che per primo iniziò a collaborare col frontman e autore di Oxford quando ancora i due frequentavano la prestigiosa Abingdon School. A lui, che aveva un background musicale più rivolto alla musica colta che al rock d'alta classifica, la ballata che in futuro sarebbe diventata una delle hit più note della band di "Ok Computer" proprio non piaceva. Così, per cercare di cassare definitivamente il pezzo prima ancora che uscisse dalla sala prove, Jonny picchiò durissimo sulle corde della sua chitarra per cercare di ferire a morte la canzone. "Con quel suono Jonny cercò di fottere 'Creep': davvero non gli piaceva, quando la suonammo la prima volta, così cercò di rovinarla", ricorda il suo collega Ed O'Brien: "Eppure, con quel suono, Jonny si inventò il pezzo".

Questo aneddoto la dice lunga sul talento di Greenwood, vero e proprio alter ego strumentale di Thom Yorke che definire chitarrista sarebbe riduttivo: anima colta e inquieta di una delle più grandi - se non la più grande - band apparse sulla scena internazionale negli ultimi trent'anni, l'artista che oggi compie 47 anni è il trait d'union che unisce la musica di ricerca alle folle dei grandi eventi dal vivo, una specie di Stanley Kubrick musicale che riesce a sbancare i botteghini battendo strade che nessuno prima di lui - almeno in ambito popular - aveva mai avuto il coraggio di percorrere.

Per fargli gli auguri, Rockol (con la collaborazione di Giuseppe Fabris) ha scelto di ricordare i dieci capitoli essenziali della sua carriera solista, fatta di grandi successi, di un legame a doppio filo al grande schermo e di una ricerca instancabile sulla musica - su tutta la musica, alla faccia di chi crede che il rock, così come generalmente inteso, sia un mondo a sé - che ha reso i Radiohead una band in grado di leggere il proprio nome iscritto negli annali mentre ancora è in attività. Buona lettura, e buon ascolto!