Il rock come arte marziale: Lou Reed e il Tai Chi

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/FkQCPHRSGriBCm5dvIRdLEr0RqU=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.kungfumagazine.com%2Fadmin%2Fsite_images%2FKungfuMagazine%2Fupload%2F8537_Lou-Reed-deep-stance.jpg
L’opera forse meno nota della discografia di Lou Reed è “Hudson river wind meditations”, un pacifico album strumentale, all’esatto opposto della violenta sperimentazione di “Metal machine music”. Pubblicato nel 2007 da indipendente, l’album era pensato come colonna sonora di una delle grandi passioni dell'ex-Velvet Underground: la pratica del Tai Chi Chuan. Lou Reed era un grande appassionato di arti marziali. Anzi, era un Maestro: per oltre 20 anni si è esercitato almeno 2 ore al giorno.

Quattro giorni dopo la sua scomparsa, il 27 ottobre del 2013, la moglie Laurie Anderson raccontò:

E' morto domenica mattina, guardando gli alberi ed eseguendo la famosa Forma 21 del tai chi, con solo le sue mani da musicista che si muovevano nell'aria.

La “forma” del Tai Chi di cui parla la moglie è una sequenza codificata di movimenti, derivati dalle tecniche marziali di combattimento. Il Tai Chi Chuan però prevede un'esecuzione molto lenta, per permettere concentrazione, percezione del proprio corpo e flusso di di energia: per questo viene spesso definito “meditazione in movimento".

Il Tai Chi, è infatti un’arte marziale “interna”, orientata al benessere psicofisico, a differenza di quelle “esterne”, come il kung-fu, orientate al combattimento.  Lou Reed ha raccontato che la sua pratica costante negli anni ha avuto benefici sulla sua musica, sia sul suo tormentato fisico.

Nato in Cina (sulla sua origine ci sono più leggende che fatti), sviluppatosi soprattutto tra fine ‘800 e inizio ‘900, il Tai Chi ormai da decenni è praticato comunemente in occidente: diversi studi scientifici ne hanno dimostrato i benefici non solo mentali ma anche fisici.  Si basa sulla filosofia taoista: letteralmente vuol dire: “la boxe della suprema polarità” (ovvero la boxe dello Yin e dello Yang) e sull’idea di unire in maniera armonica gli opposti in unico movimento.

Esistono diverse scuole e molti modelli della forma: la 21, quella praticata da Lou Reed, era stata creata appositamente da lui stesso con il maestro Ren, che l’ex Velvet Underground si portava spesso in tour e sul palco e in TV. Reed praticava lo stile Chen, quello più antico e marziale, contraddistinto da brevi accelerazioni nei movimento. In Occidente lo stile più praticato è invece lo stile Yang, più dolce, fluido e meditativo.  

Il Maestro Ren aveva partecipato al tour del 2003 (anche in Italia), in cui Lou Reed aveva con sé anche Anthony. Oltre a “Hudson river meditation”, Lou Reed ha inciso assieme a Sarth Calhoun altra musica inedita per il DVD “Power and serenity”, dedicato a Master Ren e al suo insegnamenti. Qua un’esibizione al Jools Holland con Ren, sulle note di "Perfect Day."

Si dice che nel “rider” di Lou Reed in tour ci fosse esplicitamente la richiesta di avere un luogo a disposizione dove potersi allenare ogni giorno: negli alberghi usava le sale conferenze, mentre a New York praticava sul terrazzo di casa, che dava appunto sul fiume Hudson.

Quando recentemente abbiamo incontrato Laurie Anderson (per la proiezione italiana di “Heart of a dog”) ci ha raccontato che sta raccogliendo i material scritti sul Tai Chi da Lou Reed per un libro che non è riuscito a finire in tempo: “The art of the straight line”

La passione di Lou Reed per il Tai Chi era nota nell’ambiente musicale. Tony Visconti, produttore di Bowie, raccontò che fu proprio il Duca Bianco a suggerirgli di andare da Reed. Visconti, che viveva a Londra, si doveva trasferire a New York, praticava Tai Chi e cercava qualcuno che gli indicasse un buon maestro.

“Vai da Lou, lui sta studiando Tai Chi”, mi disse David.

Pensai che potevo affrontare Lou. Dovevo solo nominare quelle due parole. Tai Chi. Quando lo feci, Lou si aprì come un fiore. Praticavamo assieme ogni domenica mattina, assieme a muratori, idraulici, banchieri. Lou sarebbe diventato uno dei miei migliori amici, nei 10 anni successivi, grazie al Tai Chi.

Una piccola chicca finale: il grande poeta Allen Ginsberg, amico di Lou Reed, ha scritto una poesia sul Tai Chi, o meglio sul praticarlo negli spazi stretti di una grande città, e ne ha fatto un video.

(Gianni Sibilla)



https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/EsJsaolmZOKypMXdqhmaX72dPww=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fassets.fightland.com%2Fcontent-images%2Fcontentimage%2F48080%2Fkungfuloureed.jpg

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.