Banco del Mutuo Soccorso: il “tesoro” nel Salvadanaio

Banco del Mutuo Soccorso: il “tesoro” nel Salvadanaio

I più illuminati appassionati rock all’alba degli anni 70 già conoscono i ragazzi del BMS. Alcuni provengono da gruppi con nomi “naif” e che hanno popolato le notti live di club e festival pop: Le Esperienze, Fiori di Campo, mentre i fratelli Nocenzi hanno già registrato come Banco del Mutuo Soccorso alcuni brani per la RCA con musicisti diversi. Nel 1972 esce l’ormai leggendario SALVADANAIO, così conosciuto per la copertina sagomata come un classico salvadanaio di terracotta. Nel suono, notevole e articolatamente sinfonico, spicca la splendida voce, lirica e potente, supportata da incredibili intrecci tastieristici: i nuovi linguaggi del rock sposano le proposte mediterranee, anche di provenienza classica, non disdegnando la forza di matrice hard. La filosofia “aperta” del gruppo, marchio distintivo in ogni fase della propria attività, è tutta in queste parole di Vittorio Nocenzi: “Avvertivo l’esigenza di andare oltre gli strumenti ordinari. Volevo andare a rompere le barriere sonore con i nuovi sintetizzatori ma non ne possedevo uno, allora utilizzai l’oscillatore con cui i tecnici della Ricordi taravano gli strumenti elettronici: feci dei segni con la matita sulla manopola, corrispondenti ai toni e ai semitoni, e, muovendo in fretta la stessa manopola, ottenni dei suoni intonati e adatti al mio scopo. È proprio vero che la necessità aguzza l’ingegno”. Da quel momento il gruppo sforna lavori che sintetizzano quella voglia di cambiare la musica senza preoccuparsi di ciò che dice la critica e il pubblico… arrivano alla corte della Manticore di Emerson Lake & Palmer, attraversano il mondo classico, il jazz, il pop, la canzone d’autore… vanno persino al festival di Sanremo, riuscendo a scontentare i “talebani” del rock progressivo ma fregandosene come sempre. Ancora oggi dopo le scomparse di Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese il BMS, guidato da un mai stanco Vittorio Nocenzi, non ha perso la voglia di perdersi nelle emozioni della sua gente, che ricambia con passione l’abbraccio… perché il Banco è “Un’idea che non puoi fermare”, come il titolo dell’ultimo album uscito nel 2014. La Sony ha incluso il “Salvadanaio” nel cofanetto “Prog”, che include 15 lavori fondamentali del rock italiano degli anni 70 e un numero speciale della rivista bimestrale Prog Italia con foto rare e articoli sui festival pop e sulle riviste musicali degli anni 70. L’edizione in vinile è distribuita in esclusiva su Amazon, quella in CD nel circuito delle librerie Feltrinelli.

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