Emis Killa, '3 messaggi in segreteria' e le accuse di istigazione al femminicidio: ecco cosa è successo e le dichiarazioni del rapper

Emis Killa, '3 messaggi in segreteria' e le accuse di istigazione al femminicidio: ecco cosa è successo e le dichiarazioni del rapper

Nell'ultimo album in studio di Emis Killa, "Terza stagione", uscito appena una settimana fa, c'è una canzone intitolata "3 messaggi in segreteria": il testo del brano, scritto da Emis Killa stesso, vede il rapper di Vimercate calarsi nei panni di un uomo che sembra non accettare la fine di una storia d'amore e che finisce per diventare un vero e proprio stalker: "Baby ciao sono ancora io, anche oggi è la solita storia / Ultimamente t'ho chiamata così tanto che ho imparato il tuo numero a memoria / Sì lo so che ti dà noia io faccia così, scusami ma no non me ne capacito / Negare ogni legame sparire così", recitano i primi versi della canzone. Un altro verso, invece, fa: "Lo so sono egoista, un bastardo / Ma preferisco saperti morta che con un altro".

L'intento del rapper, con "3 messaggi in segreteria", era quello di portare il suo pubblico - composto per lo più da ragazzi giovani - a riflettere su un tema importante come quello del femminicidio e della violenza sulle donne. Nella nostra intervista per "Terza stagione", parlando di "3 messaggi in segreteria", Emis Killa ha detto in merito alle tematiche della canzone:

"Un artista deve spingersi oltre anche a costo di risultare fastidioso. Fabri Fibra (ospite in ‘Sopravvissuti’, altrove appaiono Neffa, Maruego, Jake La Furia, Coez, Giso e Jamil, ndr) al primo ascolto mi turbava, ma mi faceva riflettere. Mi dicono: sei un modello per i giovani. E allora è bene che ascoltino ‘3 messaggi in segreteria’. Sbattere le cose in faccia alla gente è utile. È una scelta che devo al mio manager, che dice che devo smettere di fare canzoni che parlano solo di me".


Non tutti, però, sembrano aver compreso il messaggio del brano del rapper. Alcuni centri violenza, infatti, hanno mosso accuse pesanti verso Emis Killa e la sua canzone: in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, ad esempio, il Centro Antiviolenza "Roberta Lanzino" di Cosenza ha definito "3 messaggi in segreteria" "istigazione alla violenza alle donne" e ha chiesto alle autorità preposte l'immediato ritiro del brano.




Il post è stato rilanciato anche da altri centri antiviolenza e dall'associazione D.i.Re (Donne in Rete), ideale "portavoce" dei centri violenza presenti sul territorio nazionale. Nella giornata di ieri, mercoledì 19 ottobre, Emis Killa - che stava presentando il suo disco al teatro San Babila di Milano - si è visto contestato da alcune attiviste milanesi del collettivo Ri-Make, che si sono presentate in sala con alcuni striscioni.

Il rapper, ora, ha voluto fare chiarezza in merito alla vicenda e al testo di "3 messaggi in segreteria" e ha pubblicato sui suoi canali social ufficiali una nota che vi riportiamo di seguito, per intero. Più sotto, invece, potete ascoltare la canzone:

"Emis Killa istiga al femminicidio? Ora che ho la vostra attenzione leggete le righe che seguono. In questi giorni sta andando tutto bene, gli instore procedono e il disco sta piacendo molto, però sta succedendo anche altro. Si parla di '3 messaggi in segreteria', e certi lo fanno come se istigasse alla violenza sulle donne. In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla. Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza. E' il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio. Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l'attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società. Come artista è mio privilegio e mio compito raccontare storie e far pensare chi mi ascolta. Quando creo canzoni creo mondi, a volte colorati, a volte crudi. Nelle canzoni racconto la realtà, che a volte è orribile, a volte è sbagliata, ma mai possiamo far finta che non esista. Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l'ho fatto coi modi e le parole che sono mie. Nella conferenza stampa di presentazione l'avevo spiegato ai giornalisti e il senso e lo spirito del mio pezzo era stato ben compreso. Spero che un brano così forte spinga soprattutto i più giovani e chi ignora questi fatti a farsi due domande e a non ignorarli. Non temo assolutamente che qualcuno pensi ad emulare il personaggio che interpreto, sarebbe come temere che chi legge gialli poi diventasse un serial killer. Amo e rispetto l'universo femminile a cui credo di aver dedicato belle parole nel corso della mia discografia; ci sta che qualcuno abbia frainteso lo spirito del brano, ma a volte una nota stonata spicca più delle altre in mezzo all'armonia. Un saluto a tutti. Emis Killa".



 

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