Metamorfosi, “Purgatorio”: sotto il segno di Dante Alighieri

Metamorfosi, “Purgatorio”: sotto il segno di Dante Alighieri

Dall’incontro, l’amicizia e la sintonia artistica tra il cantante siciliano Jimmy Spitaleri e i musicisti dei romani Frammenti (legati al giro delle Messe Beat di fine anni 60), dove milita il tastierista Enrico Olivieri, nel 1971 nasce un nuovo gruppo: Metamorfosi. All’indomani di un primo album pubblicato nel 1972, “E fu il sesto giorno”, piuttosto legato a tematiche spirituali, la band pensa già al secondo disco: da un lato il nascente rock progressivo, dall’altro un cambio di formazione che ne muta l’assetto sonoro (fuori il chitarrista e il batterista in favore di una più accentuata presenza delle tastiere e di un drumming più “massiccio”) ed ecco “Inferno”. Contestualizzarli artisticamente non deve mai essere stato semplice, come suggerisce il ripescaggio di un brano della recensione di Enzo Caffarelli su «Ciao 2001»: “Metamorfosi si può collocare, nell’ambito della scena italiana, al fianco del Banco del Mutuo Soccorso e, forse, delle Orme, anche per certi riferimenti a Emerson, Lake & Palmer e ad altri gruppi inglesi che usano di preferenza le tastiere”. Beh, le Orme proprio no, anche se Jimmy Spitaleri mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventato proprio il loro cantante incidendo “Progfiles” (2010) dal vivo e “La via della seta” (2011) in studio. Il Banco…? Neanche: l’approccio di Metamorfosi è più dichiaratamente sinfonico e meno aperto, anche se tecnicamente sia Vittorio Nocenzi che Enrico Olivieri sono tastieristi straordinari. Con Emerson Lake & Palmer, invece, la similitudine ci sta - d’altronde a loro si rifacevano un po’ tutti gli esponenti del prog più tastieristico. Comunque, dopo sei mesi di “sofferenze” artistiche, la band si scioglie, collocandosi di fatto nell’archivio del prog dopo una breve e complicata vicenda artistica. Ma nel rock , si sa, mai dire mai: nel 1995 i due principali compositori, Olivieri e Spitaleri, torneranno a collaborare sotto il marchio Metamorfosi, reclutando una sezione ritmica di eccellente livello e suonando diversi concerti (tra cui il NearFest negli Stati Uniti). La loro seconda vita artistica sarebbe durata molti altri anni, passando prima per la pubblicazione di “Paradiso” (2004) e poi, come a suggellare i tormenti e le sofferenze del loro ultimo album, di “Purgatorio” (2014): una gestazione quasi interminabile, durata più di 10 anni, non avrebbe però minimamente scalfito l’approccio classicheggiante-sinfonico del gruppo, finalmente giunto a conclusione di una trilogia storica e lunga come una carriera intera. Il “Cielo di Marte”, uno dei brani migliori di “Paradiso”, nel 2014 è incluso nella compilation “Progressivamente” della Sony.

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