“Non siamo meteore”: Benji & Fede raccontano il nuovo album ‘0+’ – VIDEOINTERVISTA

“Non siamo meteore”: Benji & Fede raccontano il nuovo album ‘0+’ – VIDEOINTERVISTA

Benji & Fede hanno voglia di crescere. I ragazzi poco più che ventenni con un nome da manga e un seguito sterminato hanno voluto mettere un po’ di sé nel secondo album “0+” (leggasi: zero positivo). “Questa volta abbiamo partecipato al processo creativo fin dal primo giorno”, spiega Benjamin Mascolo, “e abbiamo valorizzato di più la voce di Fede. La nostra ambizione è crescere con il pubblico. Non vogliamo essere meteore, di quelli che fanno un disco e spariscono nel nulla”. Nato nell’arco di sette mesi, pubblicato un anno dopo l’esordio “20:05”, l’album è prodotto da musicisti finlandesi e norvegesi loro coetanei e ospita la giovanissima cantautrice inglese Jasmine Thompson, ma guarda anche a un pubblico lievemente più adulto con i featuring di Max Pezzali e Annalisa, e una canzone scritta da Andrea Nardinocchi. “Abbiamo testato un nuovo metodo di lavoro”, dicono. “Siamo andati in studio con l’idea di fare un pezzo al giorno unendo suono internazionale e italianità. E alla fine abbiano intitolato l’album ‘0+’, come il nostro gruppo sanguigno, per sottolineare il legame che ci unisce”.


Curiosamente, la traccia numero 3 dell’album s’intitola… “Traccia numero 3”. Nata dall’idea che per qualche motivo la traccia migliore negli album è sempre la terza, è in realtà una canzone stranamente nostalgica per ragazzi che devono ancora compiere 25 anni e ospita la voce di Max Pezzali. “È nata un giorno, durante un viaggio in auto”, spiega Benji. “L’idea era parlare del nostro passato e anche quello della generazione di Max”. E la nostalgia? Risponde Federico Rossi: “È quella di casa, per la famiglia, per quand’eravamo più piccoli. Sai, siamo in giro da un anno… Il bello di questa canzone è che mischia le nostre due vite, le nostre due prospettive per fare un racconto unico”. È un tema toccato anche in “Adrenalina”, che “parla di come la nostra vita è cambiata da quando abbiamo avuto successo. I nostri riferimenti sono Roby Facchinetti o Max Pezzali, gente che ha avuto successo, ma è rimasta umile”.

Ecco, il successo. Si sono mai chiesti il motivo? “Forse è per quello che la gente vede in noi”, risponde Benji. “Siamo due ragazzi normalissimi che hanno raggiunto il loro sogno lavorando sodo. Vai a vedere i nostri post del 2013 e 2014, e vedrai la nostra crescita, il coinvolgimento sempre maggiore delle persone che si sono sentite parte del mondo Benji & Fede. I fan apprezzano spontaneità, genuinità”. Altri, invece, criticano aspramente il duo. “Ti può non piacere quel che facciamo”, ribatte Fede, “ma non puoi dire che sia stato costruito a tavolino. Abbiamo scritto il libro ‘Vietato smettere di sognare’ proprio per raccontare i nostri cinque anni di gavetta. Non è accaduto da un giorno all’altro. Abbiamo suonato dappertutto, persino nei ristoranti giapponesi. Non è stato un boom, ma una crescita graduale. La nostra paura, semmai, è di tradire le aspettative del nostro pubblico”.

Prima ancora di partire nel 2017 per il loro primo vero giro di concerti, “la realizzazione di un sogno”, tra il 21 ottobre e il 5 novembre il duo sarà protagonista di un piccolo tour de force: 16 instore in 16 giorni, da Torino a Catania. Fede: “Oh Dio mio… temo di non reggere. Davvero, resti in piedi per cinque, sei ore e cerchi di dare retta a ogni singola persona che viene da te. Dopo un po’ impazzisci perché vedi 1000 persone al giorno. Non so se sono pronto…”. Benji: “Devi trasmettere energia positiva a tutti e a fine giornata sei distrutto, ma a quel punto arriva la mamma della fan che ti urla che devi sorridere per le foto. Ma fai fatica, fisicamente proprio”.

Oltre ai piani di conquista del mercato spagnolo, dove sta per uscire una versione di “Adrenalina”, Benji & Fede hanno approvato un libro di fan fiction edito da Rizzoli in uscita per Natale. Racconta Benji: “È di una ragazza che scrive su Wattpad, che è un po’ lo YouTube degli scrittori. Lì molte fan scrivono storie in cui noi due siamo protagonisti. Questa in particolare, di una ragazza che ha da poco compiuto 19 anni, ha fatto 2 milioni di letture. Ci ha colpiti il fatto che, pur che inventandosi un racconto, parlava di noi in modo molto fedele. Sì, c’è il nostro intervento: commentiamo mentre la storia si svolge, è divertente, cose tipo ‘Ma no, questo non l’avrei mai fatto’, oppure ‘Sì, questo è proprio Fede, lui l’avrebbe fattissimo’”.

 

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