Play it fuckin’ loud! -Il rock e il pop sono Cultura (e il Nobel lo ha capito in ritardo)

Play it fuckin’ loud! -Il rock e il pop sono Cultura (e il Nobel lo ha capito in ritardo)

Voi che vi chiedete cosa c’entri il rock con il Nobel e con la letteratura, lasciatevelo dire: siete ridicoli. O non avete letto bene le motivazioni, o state rosicando.

Quante ne abbiamo lette, tra ieri in rete e oggi sui quotidiani, di uscite del genere? Da Baricco a Irvine Welsh, da Gramellini all’amico che crede di fare il bastian contrario.

Forse su una cosa, avete ragione. La musica rock e pop non sono né letteratura, né poesia. Sono una cosa diversa. Sono una forma d’espressione artistica e sono semplicemente Cultura, con la C maiuscola.

In realtà, quando questa gente dice che Dylan non è letteratura, mente sapendo di mentire. Perché è vero che si chiama “Premio Nobel per letteratura”, ma chiunque conosce bene il suo valore simbolico. E sa che è uno dei più grandi baluardi della Cultura Alta.
La motivazione parla di “nuove forme poetiche nella tradizione della canzone americana”. La parola “poetica” va letta nel senso di “espressione artistica” (Aristotele), non nel senso di “Poesia”.

E’ un premio alla canzone, oltre che a Dylan. Ed arriva tardissimo.

Il Nobel è l’ultimo fronte culturale ad arrendersi all’evidenza: il rock, il pop - la cultura popolare in genere - sono da decenni più rilevanti della cosiddetta “cultura alta”, della cultura tradizionale, come il romanzo e la poesia.

Un riconoscimento che altri luoghi della Cultura hanno già dato: il rock e il pop va nei musei (pensate al successo della mostra su Bowie). Il rock e il pop si insegnano nei conservatori. Si insegnano pure in Università, anche in Italia e ormai da diversi anni (nel mio piccolo, dirigo un corso universitario sulla musica pop da 16 anni alla Cattolica, di cui Rockol è partner). C'è ancora molto da fare, ma il rock e il pop, negli ultimi due decenni, sono stati finalmente "sdoganati". Non sono più solo una cosa "leggera", dove l'aggettivo è inteso come opposto di "Cultura".

A me spiace che nella musica pop e rock ci sia ancora chi fa distinzioni tra “leggera” e “d’autore”, ricreando al suo interno gli stessi pregiudizi di cui è storicamente vittima dall’esterno. Non ci sono musiche automaticamente buone o cattive: l’intrattenimento, quando fatto bene, è molto più interessante di valore di una canzone pesante e con pretese intellettuali male articolate.

 Per me, la musica è semplicemente pop, come l’arte di Andy Warhol: un’espressione artistica che viene fatta in serie e lavora su oggetti ed esperienze quotidiane. Come in tutte le forme di cultura ci possono essere cose brutte e cose belle.

Il Nobel, per riconoscere il valore della canzone, ha scelto un nome inattaccabile: l'autore di un repertorio di enorme valore, e della più grande canzone rock di tutti i tempi, “Like a rolling stone”. Una canzone in cui le parole sono inscindbili dalla carica e dalla furia della musica. Avrebbe dovuto farlo prima? Certo che sì. Ma meglio tardi che mai.

Quindi, a chi ancora oggi dice che il rock e la canzone non meritano il Nobel, bisogna rispondere come fece Dylan quando gli diedero del giuda perché aveva tradito la tradizione folk.

“Non vi credo, siete dei bugiardi”. E poi, rivolto alla band, prima di attaccare “Like rolling stone”:
“Play it fuckin’ loud!”

(Gianni Sibilla)

 

 

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