Cesare Cremonini e il suo poetico commento al Nobel a Dylan (ovvero: la storia istruttiva di un titolo paradossale)

Cesare Cremonini e il suo poetico commento al Nobel a Dylan (ovvero: la storia istruttiva di un titolo paradossale)

Qualche decina di minuti fa abbiamo pubblicato il commento, rilasciato in esclusiva a Rockol, di Cesare Cremonini in merito all'assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan. Siamo stati noi a chiedere questo commento a Cesare Cremonini, conoscendo la sua grande ammirazione per Dylan e la sua profonda conoscenza per l'opera del cantautore statunitense.

E sono stato io a intitolare l'articolo con le prime parole del commento di Cesare Cremonini. E ho sbagliato, perché purtroppo ho sopravvalutato l'intelligenza di chi l'avrebbe letto. Anzi, mi scuso e mi correggo: l'intelligenza di chi "non" l'avrebbe letto, perché la metà di quelli che hanno letto il titolo non hanno letto l'articolo, e tuttavia si sono precipitati a commentare il titolo.
Ora: a me sembra paternalistico spiegare che se Cesare Cremonini, nelle righe che ha scritto per noi, fa riferimento al fatto che Dylan ha sostenuto che le parole delle sue canzoni sono frutto di un'ispirazione quasi magica e non una forma di letteratura; se Cesare Cremonini scrive, con un'espressione bellissima, che quelle di Dylan sono "piantagioni di parole in rima, nate calpestando la macchina da scrivere prima che la musica prendesse forma, poesie vestite da canzoni"; se Cesare Cremonini scrive che Dylan "poco più che ventenne parlava e scriveva già alla pari con i grandi poeti della sua epoca", dovrebbe essere ovvio a chi capisce un minimo la lingua italiana che l'incipit del suo scritto - "Il Nobel a Dylan è una truffa" - è un paradosso, e quasi, senza volerlo, una risposta ghignante e anticipata a una dichiarazione, questa sì presuntuosetta, di Alessandro Baricco che Repubblica.it nel suo titolo ha sintetizzato così: "Che c'entra Dylan con la letteratura?".
Comunque: per tranquillizzare tutti quelli che non riescono a leggere più di cinque parole di fila, e per chiudere il becco a tutti quelli che hanno commentato un titolo senza leggere l'articolo di cui quelle parole erano il titolo, ripeto come un bravo e paziente maestro d'asilo:
"Cesare Cremonini è molto contento che Bob Dylan abbia ricevuto il Nobel per la letteratura, perché è un suo grande ammiratore".
"Cesare Cremonini ha scritto un commento bellissimo che abbiamo cercato di invitare a leggere con un titolo che voleva e doveva incuriosire".
"Mi sono sbagliato io scegliendo quel titolo: avrei dovuto immaginare che c'è in giro tanta gente che non capisce i paradossi, anzi che non sa nemmeno cosa voglia dire la parola paradosso".
"Prometto che non lo farò più".
(Franco Zanetti)

 

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