Red Hot Chili Peppers in concerto a Torino: la recensione

Red Hot Chili Peppers in concerto a Torino: la recensione

Si è concluso, con la seconda tappa torinese di ieri 11 ottobre, il mini tour di 3 date dei Red Hot Chili Peppers in Italia. Nonostante la temperatura molto bassa, gente già in fila dal mattina per accaparrarsi i posti migliori: la conferma che l’affetto con gli anni e` cresciuto, nonostante il cambio di sound di "The getaway" uscito lo scorso giugno. La composizione del pubblico e` eterogenea: si passa da chi li ha conosciuti con "Blood sugar sex magic", a chi ha la stessa eta` di quell'album. Come nelle altre date del tour il gruppo di supporto incaricato ad aprire i concerti sono i francesi La Femme: con dei rimandi new wave, cercano di alleviare l’attesa scaldando il palazzetto.

Alle 21.15 Chad, Flea, e Josh in un boato assordante salgono sul palco, iniziando una jam strumentale che mette subito in chiaro quale sara` il mood della serata. Dopo qualche minuto arriva anche il frontman Antony, che si affianca ai compagni con una serie di balletti che sfociano in tre super classici in serie "Can't Stop", "Dani California" e soprattutto "Scar Tissue".

L’alchimia tra i 4 componenti e` ormai rodata da anni e anche chi rimpiange Frusciante non puo` negare che Josh si sia integrato perfettamente. Si arriva a “Dark Necessities”, primo singolo estratto dell’ultimo lavoro, con il quale si percepisce la diversita` di coinvolgimento tra chi apprezza cantando e chi quasi storce il naso per i suoni molto pop e quindi diversi ai quali siamo abituati.

Il palco e` molto scarno, con un mega schermo alle spalle dei quattro, ma l’originalita` si trova nelle luci colorate a forma di candele che sono appese nella parte centrale del soffitto del palazzetto che, salendo e scendendo riproducono il movimento delle onde sonore. Tutto questo non fa altro che aumentare la carica verso il Pala Alpitour, che apprezza la partenza a razzo cantando i ritornelli e incitando la band.

Flea, come sempre scatenato con le sue dita sul basso, regala anche siparietti e versi al limite del surreale. Chad non smette mai di martellare dietro la batteria e incita spesso il pubblico con le bacchette. Infine Antony e` in ottima forma, con una voce limpida come non capitava da tempo, nonostante sia la seconda data in due giorni nonche´ la terza in quattro.

La parte centrale del concerto, che non ha mai pause anche grazie alle numerose jam tra un brano e l’altro, si sviluppa spaziando tra i nuovi brani come "Go Robot", "Detroit" e i classici come "Tell me baby" e "Californication"
Quando tutti si aspettano il classico "Under the bridge" (suonata qui lunedi` ma non sabato a Bologna), i Red Hot scelgono invece sempre dallo stesso album "The power of equality" e il lento "I could have lied". L’atmosfera di intimita` viene spazzata subito via dalla carica di "By the Way", singolo del 2001, che infiamma Torino scatenando il classico pogo sotto palco.

Dopo una breve pausa si arriva al gran finale con Antony e Flea che si presentano a petto nudo e il secondo addirittura cammina per qualche metro a testa in giu` mentre Chad e Josh eseguono un’altra jam che introduce un brano da "The getaway", “Goodbye Angels”.

L’immancabile chiusura viene affidata a “Give it away”, il cavallo di battaglia nonche` la hit piu` amata, suonata e ballata, che sancisce anche la chiusura del concerto.

Mentre la band lascia il palco, Chad prende il microfono: dopo un saluto in inglese, si lascia andare ad un “you are crazy, grazie Torino” mandando in visibilio il palazzetto. Nonostante molti intuiscano che il concerto sia finito alcuni ragazzi cercano invano di richiamare il gruppo sul palco.


Alla fine si conteranno 16 canzoni (piu` 2 jam e una cover, "What is soul?" dei Funkadelic) per 1 ora e 45 di show incandescente. A farla da padrona ovviamente ci sono quelle tratte dall’ultimo album con ben cinque brani, seguite dalle tre di "Blood sugar sex magic" del 1991 e i tre di "Stadium arcadium" del 2006, mentre e` curioso notare che i primi anni dal 1984 al 1989 vengano rappresentati da un solo brano.

Piu` in generale e` da lodare la scelta di aver stilato ogni sera, anche nelle tre tappe italiane, scalette
abbastanza diverse evitando di essere ripetitivi e dando spazio a molti piu` brani. Visto il successo di queste date, sarebbe bello vederli la prossima estate, magari in spazi piu` grandi di un palazzetto.

(Gianmatteo Bruno)

SETLIST
"Intro Jam"

"Can't stop"

"Dani California"

"Scar tissue"

"Dark necessities"

"Hard to concentrate"

"Nobody weird like me"

"Sick love"

"Tell me baby"

"Go robot"

"Californication"

"What is soul?" (Funkadelic)

"Detroit"

"The power of equality"

"I could have lied"

"By the way"

BIS:
"Chad & Josh Jam"

"Goodbye angels"

"Give it away"

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