I Depeche Mode a Milano presentano album e tour: "Siamo grati di essere qua"

I Depeche Mode a Milano presentano album e tour: "Siamo grati di essere qua"

Fuori dalla Triennale di Milano stazione una camionetta della Polizia, e molta gente si affretta ad entrare. “Cosa succede”, chiede un passante?
I Depeche Mode sono a Milano: hanno scelto la città italiana per convocare stampa e fan per annunciare il loro ritorno sulle scene a tre anni da “Delta machine” e relativo tour.

Dentro la Triennale i fan sono già in coda, in attesa di entrare al Teatro dell’Arte: a tutti viene assegnato un pass da appendere al collo, con la categoria di appartenenza. La convocazione è molto in anticipo, e una volta sbrigate le formalità, si viene ammessi nel teatro: sullo schermo campeggia il nome del gruppo e tre poltrone vuote. Una volta dentro c’è da attendere un’ora: nel frattempo la band fa il “photo call” con i fotografi, mentre i presenti in sala vengono istruiti sulle procedure e su come fare le domande.

All’una puntuale i tre si presentano in sala: tutti vestiti di nero, come d’ordinanza. Dave sfoggia un vistoso paio di stivaletti dorati. “Lo sai che attirano l’attenzione?”, gli faranno notare dopo. “Perché non avete visto il resto”, risponde, alzando i pantaloni e rivelando i calzini lamé, ridendo. Altre foto, un rapido saluto, e si comincia. Inizia Dave, che legge da un foglietto parte con i ringraziamente e passa subito all’annuncio, secco: "Abbiamo un nuovo disco, che si chiama 'Spirit': ci abbiamo lavorato a Santa Barbara e New York. Ne abbiamo qui un piccolo assaggio".
 Partono una serie di tre brevi anteprime da brani, due strumentali e uno cantato, che recita “Where’s the revolution”: il teatro esplode in uno boato quando sente la voce di Dave cantare. Interviene Fletch: “Dave, abbiamo dimenticato qualcosa?”. “Si, che non avremo parrucchieri con noi il prossimo anno”, scherza. Poi continua: ”Il nuovo album suona in modo incredibile, e ne siamo veramente fieri. Uscirà in primavera e sarà seguito dal 'Global spirit tour’”. Anche Martin legge uno “statement” e racconta l’impegno della band a favore dell’organizzazione “Charity water”

Non è la prima volta che Milano ospita un incontro di Dave, Martin e Fletch con la stampa internazionale. Nel 2009 da Milano venne annunciato “Sounds of the universe” e il relativo tour, con il debutto del gruppo a San Siro. Al tempo, era una più piccola sala d’albergo, e qualche giornalista era dubbioso che la band potesse reggere la cattedrale italiana del rock. Oggi l’atmosfera è diversa, in parte per la presenza dei fan, ma soprattutto perché chi aveva quei dubbi è stato ampiamente smentito. I Depeche annunciano 32 concerti, in 21 paesi, la maggior parte all’aperto, partenza il 5 maggio da Stoccolma, date italiane a giugno, in prevendita da questa settimana. Il dubbio semmai è “come ci stupirete questa volta dal vivo?”. E’ questa una delle prime domanda quando viene data la parola ai giornalisti. “Anton farà come sempre la parte visual, girerà anche un video, lo vedremo a novembre e a quel punto inizieremo a capire, ma c’è tempo”, dicono, citando solo per nome Anton Corbijn, fotografo e regista, da sempre loro spalla e il loro occhio.

“C’è tempo” è di fatto il mantra della loro conferenza stampa. L’annuncio di tour e album arriva con largo anticipo, e i tre non si vogliono scoprire più di tanto.  Spiegano che il disco è stato prodotto da James Ford, già al lavoro con Florence & The Machine, Arctic Monkeys, Mumford & Sons e membro dei Last Shadow Puppets: “Abbiamo un nuovo team: James ha portato una ventata di freschezza, ci ha guidato in un processo che ha permesso di prendere le grandi canzoni di Martin e portarle ad un nuovo livello”, dice Dave. A richiesta di ulteriori dettagli, nicchiano: “Il disco non è ancora finito”, dice Martin. “Suona più sexy... no, scherzo”, dice Fletch. “Ogni volta cerchiamo di fare un disco migliore del precedente”. “Uplifting & provoking”, lo definisce Dave. Uscirà nella primavera del 2017, ma bisogna ancora attendere per altri dettagli.

Le domande dei fan sono più spontanee, spesso emozionate, e cercano di portare  allo scoperto la band: “Siamo vivi e vegeti, facciamo musica di cui siamo orgogliosi. La musica è una delle ultime cose che uniscono le persone, e questo è qualcosa che continueremo a fare”, dice Dave. Un fan garbatamente si lamenta delle scalette sempre uguali da data a data, un problema per i fan che li seguono in tour. “Il nostro processo è simile all’Eurovision Song Contest per scegliere le canzoni: facciamo una lista e le votiamo. Ma per fortuna siamo solo in tre”, scherza Fletch, la battuta sempre pronta. “Suoneranno le canzoni del nuovo album e ne ripescheremo altre”, dice più serio Dave. “Proviamo molti brani, ma poi non cambiamo molto la scaletta perché la performance è incorporata con i visual, è una storia che inizia e finisce. Non suoniamo più nei club dove possiamo improvvisare”.

Un altro fan chiede se, visto che vanno di moda le reunion, è ipotizzabile un ritorno di  Alan Wilder. “Ho già dimenticato la domanda, comunque la risposta è no. Comunque siamo fortunati a suonare con questi musicisti” dice Dave con un sorriso, svicolando ed elencando i musicisti che seguono il trio in tour. “La nostra musica attira diverse generazioni, non ce lo spieghiamo e ne siamo grati”, chiude Martin.

Si chiude la conferenza stampa, dopo 45 minuti: la band si concede ancora a qualche foto, e dietro il muro della security esce, dal teatro. Appuntamento al 25, 27 e 29 giugno allo Stadio Olimpico, allo Stadio Dall'Ara e allo Stadio Meazza di San Siro, e prima ancora con Spirit.

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