Maioli (Ligabue) e Salzano (F&P Group) dopo il caso biglietti Coldplay: 'Secondary ticketing cancro da estirpare'. Il promoter: 'Pronto a uscire da Assomusica se non verranno presi provvedimenti'

Maioli (Ligabue) e Salzano (F&P Group) dopo il caso biglietti Coldplay: 'Secondary ticketing cancro da estirpare'. Il promoter: 'Pronto a uscire da Assomusica se non verranno presi provvedimenti'

E' "incazzato", Ferdinando Salzano, nonostante gli 80mila biglietti staccati in meno di ventiquattr'ore per il prossimo tour di Ligabue, eppure "tristemente contento": il disastroso andamento delle prevendite per le due date dei Coldplay a Milano ha portato all'attenzione del pubblico generale la questione del secondary ticketing, e l'ad di F&P Group, che con il manager del rocker di Correggio Claudio Maioli è stato dai primi a schierarsi contro le speculazioni, in quanto successo nelle ultime ore tutto sommato vede qualcosa di positivo.

"Era ora di togliere il coperchio a una pentola che stava bollendo da troppo tempo", ci ha spiegato Salzano: "Se ci sono voluti i Coldplay per fare capire a tutti che questo è un problema grave, ben venga, ne sono tristemente contento. La cosa che trovo più sconvolgente, su questo scenario, è la presenza nella stessa filiera di chi deve formulare il valore dell'offerta e chi crea un plusvalore sulla stessa. Perché è risaputo che Live Nation, che immette i biglietti sul mercato primario, è controllata da Ticketmaster e/o comunque in società con lei, che a sua volta controlla Seatwave, che opera sul mercato secondario. Ora, non voglio accusare di connivenza nessuno né puntare il dito, ma - se come pare - i biglietti per i Coldplay hanno fatto fatica ad arrivare alla prevendita generale, trovo doveroso richiedere trasparenza".

"E ci sono altre domande che mi piacerebbe fare", prosegue Salzano: "Alla SIAE, per esempio, che sulla vendita dei biglietti dei concerti incassa il diritto d'autore: il mancato guadagno sul plusvalore imposto sul mercato secondario non è fonte di preoccupazione? Non sarebbe il caso di regolamentarlo? La stessa domanda la rivolgo alla Guardia di Finanza: l'imposta sul differenziale tra face value che fine fa? E' necessario che il pubblico capisca che questo cancro, questo bagarinaggio online danneggia in primo luogo i consumatori che frequentano i concerti, e in secondo luogo artisti e agenzie. A patto, ovviamente, che queste ultime non sia colluse: altrimenti a rimetterci è solo lo spettatore...".

"Sono anni che con Luciano e Ferdinando lo diciamo, ma fino a l'altro ieri sembravamo gli unici a parlarne", ribatte Maioli: "A me, come organizzatore, dà fastidio mettere in commercio biglietti a 40 / 60 euro e ritrovarmeli in vendita a 200 e più. Credo sia ora che chi di dovere imbastisca un'inchiesta per appurare chi faccia sparire i biglietti dal mercato primario per farli apparire su quello secondario. Questo è un vero e proprio cancro che andrebbe estirpato per legge".

Se all'estero la lotta al secondary ticketing è sostenuta e promossa spesso dagli artisti stessi, che si spendono in prima persona in campagne come #toutsout ("Fuori i bagarini", che ha visto i Mumford & Sons scendere in campo e metterci la faccia), in Italia non si ha notizia di un artista di alto profilo che abbia mai preso pubblicamente parola al proposito. "Con Ligabue ci siamo esposti da subito, con messaggi molto espliciti sui canali ufficiali", precisa Maioli, subito incalzato da Salzano: "Chiederò agli artisti che collaborano con F&P Group una presa di posizione precisa al proposito: forse è arrivato il momento che anche loro si esprimano in merito, per potenziare il messaggio".

E' sul piede di guerra, l'ad di F&P: oltre che la collaborazione degli artisti, Salzano chiederà anche il suppporto dell'associazione di categoria degli impresari musicali italiani, Assomusica, che - spiega lui - "si è sempre limitata a definire il secondary ticketing 'una piaga' senza mai prendere provvedimenti precisi in merito. E, se la linea non cambierà, velocemente e in fretta, sono disposto a considerare l'eventualità di lasciare l'associazione. Spera deve fare di tutto per fare pressioni sul governo perché venga approvata una legislazione efficace in merito: quello del secondary ticketing è un fenomeno che deve essere bandito, perché causa un danno di immagine ed economico a un intero settore. E, cosa più importante, che tra qualche anno potrebbe trasformare in una giungla un'operazione semplice e bella come comprare un biglietto per un concerto...".

(Queste dichiarazioni sono state rilasciate in esclusiva a Rockol: la riproduzione integrale o parziale è concessa previo citazione della fonte e link all'articolo originale)

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.