Coldplay e Depeche Mode, biglietti 'spariti' e riapparsi a prezzo maggiorato: cos'è e come funziona il secondary ticketing, le risposte alle domande dei lettori

Coldplay e Depeche Mode, biglietti 'spariti' e riapparsi a prezzo maggiorato: cos'è e come funziona il secondary ticketing, le risposte alle domande dei lettori

Chi ci segue sa che la vaporizzazione istantanea dei biglietti per le due date che i Coldplay terranno a Milano i prossimi 3 e 4 luglio e per quelle dei Depeche Mode, seppur in misura sensibilmente minore (per quanto riguarda la band di "Personal Jesus": in programma tra Roma, Milano e Bologna i prossimi 25, 27 e 29 giugno è tutto meno che una novità: non riuscire a comprare un ingresso ufficiale per un grande concerto per ritrovarselo poi a prezzo notevolmente maggiorato altrove è un fenomeno, vecchio di almeno una decina d'anni in USA e Gran Bretagna, che ormai da diverse stagioni sta imperversando anche nel nostro Paese. Una breve parentesi per quanto riguarda la situazione Depeche Mode: la vaporizzazione istantanea dei biglietti ha interessato solamente i posti prato, sia standard che gold, per tutte e tre le città interessate del tour, terminati nel giro di dieci minuti. Dopo mezz'ora dall'apertura delle vendite, sono terminati anche i biglietti per il primo anello verde, il primo anello rosso e il primo anello blu dello Stadio San Siro di Milano. Riassumendo: sono ancora disponibili tagliandi per tutti i settori dell'Olimpico di Roma, ad eccezione del prato; per tutti i settori di San Siro, ad eccezione di prato e primo anello; e tutti i settori del Dall'Ara di Bologna, ad eccezione del prato. 

I casi di Bruce Springsteen (quando quasi un anno fa il suo promoter italiano Claudio Trotta presentò alla procura un esposto analogo a quello presentato nelle ultime ore dal Codacons) o di Black Sabbath, Adele e Foo Fighters bruciano ancora. Eppure molti lettori e utenti, dentro e fuori Rockol, sono rimasti spiacevolmente stupiti da quanto successo con le prossime date di Chris Martin e compagni e, pochi giorni dopo, per quelle della band di "Violator".

Allora usiamo questi due “incidenti” per spiegare le dinamiche standard tra le parti in causa e le loro relazioni fornendo un compendio in materia che risponde alla semplice domanda: perché, ormai, riuscire a comprare un biglietto per un live di grande richiamo pare diventata un'impresa quasi impossibile?


 

- Perché su siti come Viagogo, Seatwave e TicketBis c'erano già biglietti in vendita a prezzo maggiorato prima ancora che si aprisse la prevendita generale su TicketOne, considerato il punto vendita ‘ufficiale’?

TicketOne è una piattaforma di vendita e distribuzione al pubblico che opera in modalità non necessariamente esclusiva per conto degli organizzatori. Nella fattispecie, l’organizzatore è la filiale italiana di Live Nation, ‘live promoter’ mondiale dei Coldplay. Dopo aver ufficializzato la prima delle due date italiane, Live Nation Italia ha attivato prima - il 4 ottobre - una pre-prevendita anticipata riservata ai titolari di American Express (in virtù di una partnership globale stretta tra le due società), poi - il 6 ottobre, quindi un giorno prima dell'apertura della prevendita generale aperta a tutti - una prevendita riservata agli iscritti della propria piattaforma. La stessa cosa, qualche giorno dopo, si è ripetuta con i Depeche Mode. Ecco perché qualcuno è riuscito a comprare i biglietti a prezzo normale (detto anche face value) prima dell'apertura delle prevendite alle quale potevate accedere voi.

 

- Perché non sono riuscito a comprare il biglietto su TicketOne nonostante sia stato online dalle 9 e 59 all'una passata e alle 10.01 su Viagogo, Seatwave, TicketBis e altri siti, erano già disponibili biglietti a prezzi maggiorati?

Chi specula sui biglietti in maniera sistematica utilizza dei bot, dei software che "bombardano" i server del rivenditore lanciando numerosissime richieste automatizzate simultanee fino a che una (o più) vengono accettate. Il volume di query generato da questi programmi, specie nelle primissime fasi della prevendita, può "oscurare" quello generato dalle persone fisiche che vogliano compare uno o due biglietti per vedere il concerto. A prescindere dal successo o meno del bot nell'attaccare un server, comunque, i biglietti compaiono sul secondary market prima delle vendite ufficiali perchè non occorre disporre del biglietto per inserirlo in vendita: quando eventualmente il rivenditore "secondary" non avesse poi il biglietto e non potesse consegnarlo, semplicemente la vendita non avrebbe luogo (si tratta, in sostanza, di 'opzioni').

 

- E' legale utilizzare dei bot per comprare dei biglietti di concerti su Internet?

In Italia, tecnicamente sì, o - per lo meno - non esiste una legislazione in merito. Nello stato di New York, negli USA, tale pratica costituisce reato penale dalla seconda metà del giugno scorso.


 

- Chi ci guadagna a vendere i biglietti a prezzo maggiorato?

Innanzitutto chi li vende, e chi li vende su siti come Seatwave, Ticketbis e Viagogo è sempre una persona fisica, come voi. I siti che ospitano l'offerta di questo singolo sono soliti trattenere una commissione percentuale sul totale del prezzo del biglietto venduto con maggiorazione, quindi più il biglietto costa (e quindi più il singolo specula) più la piattaforma che ospita la transazione guadagna.


 

- Chi ci perde?

Gli artisti e i promoter, che spesso fanno sforzi per contenere il prezzo dei biglietti apposta per andare incontro alle esigenze del pubblico e che poi si trovano comunque biglietti in vendita a prezzi molto alti, senza beneficiare di alcuna percentuale su questa maggiorazione. In maniera indiretta, operatori come TicketOne, erroneamente percepiti come artefici unici della situazione in quanto “vetrina” ufficiale della rivendita online. E, soprattutto, il pubblico.


 

- E' legale compare uno o più biglietti e rivenderli a prezzo maggiorato?

In Italia attualmente lo è. Il disegno di legge sulla musica presentato dal deputato Roberto Rampi e da una squadra bipartisan di suoi colleghi all'inizio della scorsa estate per il momento non prevede provvedimenti in merito, quindi - a meno che non venga approvato un decreto legge nel futuro prossimo (che successivamente venga commutato in legge ordinaria) - pare sia destinato a rimanerlo a lungo.


 

- Perché non si cerca di combattere questa pratica utilizzando per i concerti il biglietto nominale?

La ragione che i promoter adducono nello spiegare perché quella del biglietto nominale è una via non percorribile è innanzitutto pratica: porre i controlli sui documenti di identità agli ingressi di grandi strutture come gli stadi richiederebbe un impegno logistico maggiore in termini di personale che farebbe lievitare i costi dell'evento, oltre che a causare disagi all'afflusso del pubblico.


 

- Gli artisti non dicono niente?

All'estero sì: Bruce Springsteen e Mumford & Sons, giusto per fare due esempi, sono due tra i nomi più in vista ad essersi esposti in prima persona, parlando del secondary ticketing come di "bagarinaggio" e facendo pressione sulle autorità del proprio paese - per mezzo di campagne di informazione come #toutsout (letteralmente, "fuori i bagarini") - affinché si trovi una soluzione almeno per arginare il fenomeno. In Italia nessun artista si è mai espresso in termini ufficiali sul secondary ticketing.

 

- In Italia c'è qualcuno che abbia tentato di fare qualcosa?

In Italia, per il momento, solo due promoter - Barley Arts e F&P Group - hanno preso ufficialmente posizione contro il secondary ticketing, con campagne di informazione a tutela dello spettatore e altri provvedimenti. La SIAE ha annunciato giovedì 13 ottobre di aver presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Civile per contrastare questa pratica.


 

- Possibile che queste cose succedano solo in Italia?

No, cose del genere non succedono solo in Italia. Anzi, nel Regno Unito e prima ancora negli USA il fenomeno del secondary ticketing è ancora più diffuso, raggiungendo anche i concerti di dimensioni medie, e non solo i grandi tour internazionali o gli eventi unici. In Asia e in alcuni paesi anglofoni i siti di secondary ticketing possono operare come attori sul mercato primario, in virtù di accordi con promoter e organizzatori: per esempio, Ticketbis è stato partner dell'edizione 2016 del festival portoghese Rock in Rio, mentre Viagogo è da qualche anno partner del festival inglese dell'isola di Wight.


 

- Che legame c'è tra Live Nation, TicketOne e i siti sui quali si vendono biglietti a prezzo maggiorato?

Live Nation Italia e TicketOne sono due società distinte legate da un rapporto di partnership non esclusivo: in buona sostanza Live Nation Italia riserva una quantità determinata di biglietti a TicketOne, TicketOne li vende online e nei negozi attraverso la sua piattaforma e il suo circuito trattenendo, come commissione, i diritti di prevendita. Questo è il mercato primario, o ufficiale, cioè quello dove si trovano i biglietti a face value, ovvero al prezzo stabilito dagli organizzatori. Venendo invece ai siti dove si trovano i biglietti a prezzi maggiorati: TicketBis e Viagogo sono due società indipendenti con sede legale rispettivamente in Spagna e Svizzera: la prima, di recente, è stata acquistata da un'altra società di secondary ticketing, Stubhub, a sua volta controllata dal gruppo eBay. Né l'una né l'altra ha alcun rapporto con gli attori sul circuito primario, almeno in Italia. Seatwave è una società con sede legale a Londra controllata da Ticketmaster, che è una società di distribuzione di biglietti internazionale analoga a TicketOne. Ticketmaster e TicketOne sono concorrenti (potenziali, poiché Ticketmaster non è ancora sbarcata in Italia). La prima nel 2010 si è fusa con Live Nation Entertainment, colosso dell'industria della musica dal vivo con sede a Los Angeles che ha tra le sue filiali anche Live Nation Italia; la seconda è controllata da Cts Eventim AG, multinazionale tedesca quotata in borsa e anch'essa operante sul mercato primario.


 

- E' legale che Live Nation Entertainment controlli sia Live Nation Italia, che vende i biglietti a prezzo "normale", che Seatwave, che li vende a prezzo maggiorato?

In Italia, per il momento, sì. Ma ci sono paesi, come ad esempio il Belgio, dove il problema è stato sollevato.

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