Desert Trip, Rolling Stones e il "tributo" ai Beatles: l'autorevole commento di Riccardo Bertoncelli

Come certamente sapete, nel corso della loro prima esibizione al Desert Trip Festival, avvenuta venerdì 7 ottobre scorso, i Rolling Stones hanno proposto una cover di "Come together" dei Beatles.
La mossa ha suscitato curiosità e stupore, e qualche interrogativo, oltre a invitare Paul McCartney, che si è esibito sempre al Desert Trip il giorno seguente, a reciprocare il gesto eseguendo "I wanna be your man". Abbiamo chiesto il suo parere al più autorevole degli opinionisti musicali italiani. Ecco cosa ci ha scritto.

La cover di "Come Together" che i Rolling Stones hanno offerto al pubblico del Desert Trip Festival, e la gentile replica del Macca sullo stesso palco con "I Wanna Be Your Man", sono spunti interessanti e perfino utili. Servono o, perlomeno, dovrebbe servire a far desistere chi più di cinquant'anni dopo si ostina ancora a parlare di rivalità tra Beatles e Stones. Ma su, dai. Erano amici, qualche volta proprio pappa e ciccia, si scambiavano complimenti e notizie, han confessato addirittura che si telefonavano per decidere le date di uscita dei loro dischi – alternate, così da evitare spargimenti di beat. La piantiamo allora? E già che ci siamo, la piantiamo anche di domandare ai capelloni che furono, oggi pantere bianche, da che parte stavano? Ma che domande, chi mai è stato solo da una parte? Eravamo per il nuovo che avanzava, per Beatles Stones ma anche Kinks Animals Yardbirds, tutto insieme, contro i giannimorandi, contro i balli del mattone e geghegeghegé, contro Elvis che stava diventando grasso.
Ma c'è dell'altro. Come i vecchi elefanti tornano in vecchiaia sulle piste della loro giovinezza, così gli Stones sul viale del tramonto rivisitano i luoghi delle loro imprese migliori e vanno là dove li porta il cuore. "Come Together" non l'hanno scritta loro, è vero, ma solo perché nello stesso periodo erano impegnati con "Gimme Shelter" e "You Can't Always Get What You Want": gli anni d'oro, la tetralogia che da "Beggar's Banquet" porta a "Exile On Main Street". Dopo avere cercato per anni anche faticosamente di sintonizzarsi con i tempi nuovi, i Rolling hanno deciso di lasciar stare. Basta l'orologio biologico: e quello, come a dicembre confermerà il nuovo album blues, segna infallibilmente l'ora dei Sixties.
Riccardo Bertoncelli

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