Briga, esce il nuovo album 'Talento': 'È un prisma con tante facce. A Sanremo ci andrei per togliermi un sassolino dalla scarpa'

Briga, esce il nuovo album 'Talento': 'È un prisma con tante facce. A Sanremo ci andrei per togliermi un sassolino dalla scarpa'

Il rapper-cantautore romano, venuto alla ribalta più o meno un anno fa grazie alla partecipazione ad Amici (si è classificato al secondo posto, dietro i Kolors), pubblica il suo nuovo album in studio, "Talento". Il disco, ideale successore di "Never again", esce il 7 ottobre per Honiro Label su licenza Sony e mischia brani dal sapore cantautorale ad altri più fedeli alle radici rap di Briga. Anche i duetti presenti nel disco dimostrano questa apertura a due diversi generi musicali: da un lato ci sono quelli con Lorenzo Fragola ("Rimani qui"), Alessio Bernabei ("Abbi cura di me") e Gianluca Grignani ("Nudo)", dall'altro ci sono quelli con i colleghi rapper Gemitaiz ("Non chiederlo a me"), Secho ("Eo-eo"), Gemello ("A due cieli da me"), Mostro e Clementino ("Fuoco amico"). "Talento" è stato anticipato dai singoli "Baciami (Hasta luego)" e "Mentre nasce l'aurora" ed è disponibile sia in versione standard con 13 brani, sia in versione deluxe con 17 brani e un booklet di quaranta pagine con i testi e le foto.

Briga, come lo presenti questo nuovo album?
"'Talento' è un disco che tratta diverse tematiche. È un prisma che ha molte facce e ogni faccia porta il suo riflesso: ogni canzone è diversa dalle altre. Si parla anche d'amore, ma sotto diverse sfaccettature. Cerco di portare nei dischi quello che sono io veramente e da me non ci si può mai aspettare niente di uguale".

Il primo singolo estratto dal disco, "Baciami (Hasta luego)", è una canzone estiva e molto tropical-house: sonorità inedite, per te...
"Abbiamo scelto quel singolo perché sapevamo che il disco sarebbe uscito più in là, è una canzone estiva sull'onda di quelle che funzionano in estate: bisogna scegliere qualcosa che faccia breccia immediatamente. È un pezzo diverso rispetto a quelli che ho fatto in passato, ma era proprio quello che volevamo fare insieme a Takagi & Ketra, che lo hanno prodotto. Mi sono trovato a mio agio".

Ascoltando il disco si ha come l'impressione di trovarsi di fronte a due versioni differenti di Briga: il rapper e il cantautore. Ti senti più l'uno o l'altro?
"Mi sento Mattia Briga, nel senso che ci sono due poli diversi che si attraggono e racchiudo un po' entrambe le facce. Non mi piace molto essere inquadrato in un contesto e facilitare l'analisi artistica o umana facendomi affibbiare delle etichette. Credo di avere una cultura musicale molto varia, mi piace tutto: probabilmente, se andassi a vivere in Brasile farei canzoni con sottofondi samba...".

"Eo-eo" è il pezzo più hip hop del disco, con la struttura metrica serrata tipica del rap e un testo provocatorio che parla della difficoltà di gestire il successo e una vita tutta "firme, flash, video".
"In 'Eo-eo' ci sono molte verità: non oggettive, eh, ma le mie verità. Che sono quelle di un ragazzo abituato a farsi gli affari suoi: quando cambia la vita bisogna mettere sulla bilancia i vari aspetti generati dal successo e dalla popolarità e tra questi anche il fatto che la privacy è un po' a rischio. Magari non mi posso più muovere con la stessa libertà con cui mi muovevo prima, ma non mi lamento: 'È la mia vita, io sto bene come sto'".

"Ti viene facile", invece, è la canzone più sanremese. Come ti ci vedi sul palco del Festival di Sanremo?
"Devo essere sincero: per qualche giorno mi ero immaginato a Sanremo con questa canzone, poi ne è uscita un'altra più adatta e ci stiamo lavorando. Parteciperei al Festival per togliermi un sassolino dalla scarpa: non che sia un punto di arrivo, ma è un'esperienza importante. Vorrei portare su quel palco la mia musica e fare una bella figura, far capire di essere più maturo e completo: è l'ambizione più grande".

"Bambi" e "Milly", invece, sono i pezzi più cantautorali, due ritratti "vaschiani" e molto sintetici, per quanto riguarda il testo.
"La sintesi è un dono e credo che una canzone non necessiti di così tante parole per spiegare un concetto. Con 'Milly' volevo dire che quando si è a contatto con una persona, per capirsi o accorgersi di qualcosa, basta uno sguardo. Io non me ne accorgevo perché, evidentemente, non amavo veramente: 'E io non so che farci, se quando ti imbarazzi non me ne accorgo', canto alla fine della canzone. È uno dei primi brani che ho composto da solo con la chitarra, suonata da Mario Romano. L'arrangiamento comprende anche un quartetto d'archi diretto dal Maestro Emanuele Bossi: il primo violino è Eunice Cangianiello, collaboratrice di Ennio Morricone".

Le collaborazioni con Lorenzo Fragola, Alessio Bernabei e Gianluca Grignani come sono nate?
"Cerco sempre di lavorare con persone che stimo anche a livello professionale, oltre che umano. Con Lorenzo Fragola ci siamo visti a Roma, durante il Coca-Cola Summer Festival: io avevo le prove e lui è rimasto da solo in studio a lavorare a 'Rimani qui', partecipando anche alla composizione della canzone. Alessio Bernabei mi ha raggiunto a Roma, in studio, per registrare 'Abbi cura di te', nata su una barca a Ponza. Grignani aveva nel cassetto questo brano, 'Nudo', e mi ha detto: 'Mattia, cantalo tu'. Lo abbiamo rivisto e rielaborato insieme, prima di registrarlo. La produzione è di Grignani stesso e di Fabio Massimo Colasanti, che per vent'anni ha lavorato con Pino Daniele. Penso che Gianluca Grignani sia uno dei cantautori italiani che conosco meglio, artisticamente parlando: 'La fabbrica di plastica' è uno dei dischi italiani più belli, per me".

Stai scrivendo anche canzoni per altri cantanti, come autore?
"C'è qualcosa in ballo, solo che se poi la canzone è troppo bella me la tengo io".

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