Desert Trip, domani al via 'il più grande festival rock di sempre'. Le ultime: l'organizzatore, 'Non voglio fare la storia, è solo un concerto'. Il toto-super ospiti. Crosby polemizza: 'E' una truffa'. GLI ORARI DEI SET

Desert Trip, domani al via 'il più grande festival rock di sempre'. Le ultime: l'organizzatore, 'Non voglio fare la storia, è solo un concerto'. Il toto-super ospiti. Crosby polemizza: 'E' una truffa'. GLI ORARI DEI SET

E così è arrivata la vigilia del Desert Trip Festival, il Coachella "maturo" che il prossimo weekend - e quello successivo - riporterà sul palco (e all'attenzione dei media mondiali) la "generazione Woodstock", ovvero quella genìa di rocker che a settant'anni suonati ancora non hanno perso la voglia di darsi da fare sotto i riflettori.

Nelle ultime ore gli organizzatori hanno reso noti l'ordine e gli orari delle esibizioni:

Gli orari indicati si riferiscono al Pacific Daylight Time (PDT): vigendo in Italia ancora l'ora legale, per calcolare gli orari italiani delle esibizioni (che, in ogni modo, non verranno trasmesse in diretta né in TV né sul Web) occorre spostare in avanti i set di 9 ore

Con un bill da favola - Rolling Stones, Bob Dylan, Paul McCartney, Neil Young, Roger Waters e Who: tutti i dettagli li abbiamo raccolti qui - il grande happening di Indio, in California, si sta preparando ad occupare manu militari i titoli di gran parte della stampa mondiale. E dato che saranno inevitabili le tirate retoriche sul rock dei bei vecchi tempi, Paul Tollett, ad di Goldenvoice, la controllata di AEG Live che ha inventato il Coachella Festival e la sua declinazione classica, ha pensato bene di mettere le mani avanti: "Non voglio che se ne faccia un caso", ha spiegato il promoter alla testata locale Desert Sun, "Alla fine si tratta solo di un concerto. Non voglio che si parli della storia degli ultimi cinquant'anni, o del lavoro di chi ci sta dietro. Tutto quello che devo fare è mettere su un palco e assicurarmi che tutto funzioni per il meglio. Io e tutto lo staff abbiamo messo in questo festival tutto ciò che abbiamo imparato negli anni. Dal cibo, agli show, fino alla logistica: voglio solo essere sicuro che tutti si divertano".

Ottimi propositi, indubbiamente, che però difficilmente conviceranno David Crosby a farci una capatina per vedere in azione l'ex collega Neil Young. Il già CSN&Y e fondatore dei Byrds, sentito dall'irlandese TV3, ha detto a chiare lettere che al Desert Trip non ci andrebbe nemmeno gratis: "Credo sia una truffa: alla fine si tratta giusto di uno spiazzo vuoto, una specie di parcheggio pieno di polvere. E ci devi rimanere per ore e ore, con questi che ti vendono le bottiglie d'acqua a 5 dollari l'una. E sei così lontano che sul palco puoi vedere giusto dei puntini. Ecco perché [Mick] Jagger indosserà una sciarpa: per segnalarsi". E, giusto per fornire il quadro completo: "Il sound all'aperto in quel posto è una merda. La situazione è una merda. Hai voglia a dire: 'Ci sono stato, ho visto i Rolling Stones, Neil Young e tutti gli altri in un colpo solo'. Quel festival fa schifo: non ci andrei nemmeno se mi regalassero il biglietto". Da spettatore, almeno, perché se anche i Byrds fossero finiti nelle mire di Tollett allora "sì, l'avrei fatto". Potere del cachet?

Chi non sia riuscito a iscrivere il proprio nome nella storia del rock, invece, si rassegni a pagare il biglietto: per il secondo weekend ci sono ancora posti liberi, ma il fine settimana di debutto è ormai sold-out da un pezzo. Ai forzati della prima non resta che ricorrere al mercato secondario, che però in questo frangente resta la più pericolosa delle opzioni: primo, perché Goldenvoice ha da sempre una politica di tolleranza zero nei confronti del secondary ticketing, arrivando a denunciare senza problemi le società di booking per procura che, all'inizio di quest'anno, offrivano ingressi per il Coachella 2016. Secondo, perché quando un evento ha un'allure anche solo vagamente epocale gli speculatori alzano il tiro: nella serata di ieri, su StubHub, una delle principali piattaforme di compravendita operanti negli USA controllata da eBay, il prezzo degli ingressi per la prima serata con Rolling Stones e Bob Dylan era arrivato fino a 20mila dollari, più ovviamente le spese accessorie. Roba da rendere l'ipotesi di scavalcare le reti di cinta quasi plausibile... In alternativa, si può sempre tornare al botteghino: gli organizzatori, a sorpresa, a poche ore dall'apertura dei cancelli hanno reso disponibili altri biglietti sul mercato primario, facendo crollare le quotazioni dei tagliandi offerti sul secondary market.

 

Il toto-ospiti

L'aura di mistero che circonda il Desert Trip - nessuno degli artisti coinvolti ha in programma di rilasciare interviste riguardanti la propria partecipazione alla manifestazione - è tutto sommato funzionale ad eventuali sorprese dell'ultima ora, vero e proprio marchio di fabbrica della Goldenvoice, che al Coachella ha stupito più di una volta la platea con lussuose ospitate sul palco di Indio.

Detto che, come pare, sarà difficile vedere David Crosby calcare le assi installate nell'area del locale Polo Club al fianco di Neil Young, non è del tutto ozioso sperare in qualche apparizione non annunciata in cartellone: per esempio, Ringo Starr potrebbe sedersi alla batteria durante il set dell'ex compagno di band Paul McCartney per rinverdire gli antichi fasti dei Fab Four, così come David Gilmour potrebbe replicare l'operazione compiuta alla O2 Arena di Londra nel 2011 presentandosi al fianco di Roger Waters, all'epoca impegnato nella riproposizione dal vivo del classico dei Pink Floyd "The Wall".

E se le collaborazioni "interne" alle star annunciate nel bill potrebbero essere tutto sommato considerate probabili - i Rolling Stones rilessero la dylaniana "Like a Rolling Stone" in "Stripped" del '95, e quale migliore occasione se non suonare dopo il bardo di Duluth per una bella versione corale del classico? - c'è un nome che gira insistentemente tra gli addetti ai lavori per il ruolo di "ospite a sorpresa designato": Eric Clapton.

Slowhand, infatti, è stato chiamato come ospite da Mick Jagger e soci durante le session del prossimo album degli Stones, del quale al Desert Trip - con ogni probabilità - ascolteremo una prima anticipazione: una collaborazione live tra due leggende del rock sul più prestigioso dei palchi sul circuito internazionale potrebbe essere un'ottima trovata nell'ambito di un lancio promozionale in grande stile. Ma Clapton, è giusto ricordarlo, nel corso della sua carriera ha collaborato con tutti i protagonisti del Desert Trip: nel '65 il bluesman britannico fu invitato insieme ai Bluesbreakers di John Mayall da Dylan per una session sperimentale in vista della registrazione di "Highway 61 Revisited" (primo album registrato dal cantautore con una band a organico pieno), e nel '68 prese parte insieme ai Beatles - John Lennon escluso - alle registrazioni di "While My Guitar Gently Weeps". Sempre nel '68 Clapton fu arrestato insieme a Neil Young a Topanga Canyon a causa di una jam session troppo rumorosa, negli stessi mesi in cui - con Keith Richards dei Rolling Stones e John Lennon dei Beatles - era impegnato con il supergruppo dei Dirty Mac. Qualche anno dopo, nel 1973, ritroveremo Slowhand al fianco di Pete Townshend degli Who per il live album "Eric Clapton’s Rainbow Concert", e nell''84 il chitarrista contribuì alla realizzazione del primo album di Roger Waters da solista, "The Pros and Cons of Hitch Hiking".

Insomma, le premesse ci sono tutte. E' vero, Clapton qualche tempo fa annunciò l'abbandono delle scene dal vivo, ma non tout-court: pur avendo dato l'addio definitivo ai lunghi tour mondiali, l'asso delle sei corde britannico solo lo scorso aprile ha tenuto a Tokyo una residency da quattro date allo storico Nippon Budokan. E Tokyo, da Londra, non è più lontana di L.A...

Leggi anche: Desert Trip Festival con Rolling Stones, Bob Dylan, Paul McCartney, Neil Young, Roger Waters e Who: la guida essenziale al G6 del rock mondiale

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