Norah Jones - la recensione di "Day Breaks"

Uscirà il 7 ottobre l'album del "ritorno alle origini" della cantautrice statunitense Norah Jones: "Day breaks"  è il suo sesto album da solista ed arriva a quattro anni di distanza dal precedente "Little broken hearts" e a tre dalla collaborazione con Billie Joe Armstrong per "Foreverly", vanta la presenza di diversi artisti jazz: tra questi il sassofonista Wayne Shorter, l'organista Dr. lonnie Smith e il batterista Brian Blade. All'interno del nuovo lavoro di Norah Jones saranno contenute 12 canzoni: 9 inediti e cover di brani originariamente interpretati da Horace Silver, Duke Ellington e Neil Young. Lo abbiamo ascoltato.

"Day breaks" non è un disco rivoluzionario, e arriva da un'artista che ha sempre fatto della sua "normalità" uno dei suoi punti di forza. Ma, nel suo genere, non risulta mai troppo patinato o artificioso come certo jazz che punta al pubblico pop, snaturandosi. Invece, questa è   Norah Jones, e questa musica le riesce con una naturalezza davvero invidiabile e piacevole.

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