NEWS   |   Italia / 27/09/2016

Marracash e Guè Pequeno annunciano il Santeria Live Tour: “Sarà un musical gangsta” – INTERVISTA

Marracash e Guè Pequeno annunciano il Santeria Live Tour: “Sarà un musical gangsta” – INTERVISTA

Dicono che non sarà il classico concerto, ma un musical urbano. Il tentativo “di fare qualcosa ‘avanti’ per l’Italia”. Uno spettacolo sul palco che interagirà con la proiezione di un film gangsta interpretato da Marracash e Guè Pequeno. Ieri il "king del rap" e il "ragazzo d’oro" hanno presentato a Milano il tour di “Santeria”, l’album uscito in giugno che li ha portati al primo posto in classifica. “Creeremo un’esperienza cinematografica”, promettono. Per ora il giro conta otto concerti in sale di media grandezza, dal Gran Teatro Geox di Padova dove partirà il 27 gennaio all’Atlantico di Roma dove si chiuderà il 18 febbraio, ma l’AD di F&P Group Ferdinando Salzano si aspetta “belle sorprese da parte del pubblico”, ovvero mette in conto che saranno aggiunte nuove date. Intanto, la coppia Marra/Guè sta per lanciare il video di “Senza Dio” diretto da Fabrizio Conte in Brasile e ne ha già girato un altro per “Salvador Dalì”, che Marracash definisce “un clip supercolorato che rievoca le opere, la vita, l’eccentricità e lo sfarzo di Dalì”.

In pratica: durante il Santeria Live Tour il pubblico assisterà a parti di un film girato ad hoc che in qualche modo proseguirà sul palco, durante le esecuzioni delle canzoni. Racconta Marracash: “Avendo fatto un disco molto cinematografico dove incarniamo fino in fondo i nostri personaggi, abbiamo pensato di continuare quel racconto anche dal vivo. Ci saranno le grafiche di Armando Mesias che ha fatto la copertina dell’album, e poi visuals, musica e il film che romanza le tappe della nostra amicizia, delle nostre esistenze private e musicali”. Il film sarà diretto da Pepsy Romanoff, vero nome Giuseppe Romano, il regista di “Tutto in una notte LiveKom015” di Vasco Rossi e sarà ispirato all’immaginario di “Quei bravi ragazzi”, “Goodfellas”, “Scarface”, “Carlito’s way”. Secondo Marracash, “i gangsta movie e l’hip-hop sono legati. Io e Guè abbiamo la credibilità per fare una cosa del genere. Il nostro background e il nostro vissuto ci consentono di inscenare quelle cose con verosimiglianza. È dagli anni ’90 che parliamo di argomenti scomodi, cocaina e malavita, ben prima di Saviano. Ma qui in Italia la gente ancora si stupisce per ‘Gomorra’ e le narrazioni della strada. E poi quei film americani sono ispirati all’estetica italiana e quindi la nostra non mi sembra una cosa forzata”.

Sul palco ci saranno solo i due rapper, niente dj né musicisti, “per offrire allo spettatore la possibilità di immedesimarsi nel racconto”. Le fonti d’ispirazione sono due, “anche se ci imbarazza dirlo, visto che siamo molto più poveri”. Il primo è l’Up in Smoke Tour di Eminem, Dr. Dre, Snoop Dogg e Ice Cube: “Un po’ come in quel caso i protagonisti della vicenda raccontata nel film si materializzeranno sul palco”. La seconda fonte d’ispirazione sono i concerti di “Watch the throne” di Jay-Z e Kanye West. “Ma la loro” spiega Pequeno “era una cosa più fashion, una videoinstallazione priva di narrativa”. La scaletta è tutta da decidere: le decisioni finali verranno prese a breve durante una trasferta a Barcellona. Di sicuro si ascolteranno molte, se non quasi tutte le canzoni di “Santeria”. Grazie a un colpo di scena, nel film i due verranno separati e questo consentirà loro di avere momenti solisti. Non si esclude la presenza di ospiti, hip-hop e non.

La coppia si lamenta, per così dire, del fatto che la loro “Cantante italiana”, tre minuti e mezzo di apprezzamenti da bar sulle doti non esattamente canore delle pop star di casa nostra ispirati a un vecchio pezzo di Notorious B.I.G., non ha suscitato le reazioni forti che si aspettavano, a parte alcuni tweet di Dolcenera. Guè Pequeno: “Lo abbiamo fatto per divertirci, portando avanti una tradizione di name dropping. In privato abbiamo avuto belle reazioni dalle artiste più intelligenti ed emancipate che magari nella vita hanno ascoltato due o tre canzoni estere e non si sono limitate a guardare il TgCom”. E chi sono queste intelligenti ed emancipate? “Emma e Alessandra Amoroso si sono dimostrate simpatiche e hanno retto il gioco. Solo un paio delle più scarse si sono indispettite. Invece le Jennifer Lopez italiane, le più fighe insomma hanno fatto finta di niente”. Marracash: “A me dell’approvazione dell’Amoroso… Avrei preferito che si fosse incazzata e avesse scritto qualcosa. Hanno un po’ disinnescato la bomba facendo le simpatiche o ignorando la cosa sapendo che in Italia il gioco dei media non è riportare quel che diciamo noi due”.

Infine, i due parlano della scena rap italiana. Guè Pequeno: “Da noi il rap ha sostituito il pop ed è storicamente e culturalmente sbagliato. All’estero gli artisti si estremizzano, da noi devi mettere la chitarrina e basi di mia nonna per merdizzare la musica”. Secondo Marracash, “da noi non esiste un’industria musicale per bambini, è un vuoto che è stato riempito dal rap. E del resto se ho 8 anni e devo ascoltarmi l’Amoroso che suona come mia zia, allora preferisco un rap che almeno ha un sintetizzatore e un po’ di batteria. Da noi non ci sono Justin Bieber o Ariana Grande, e quindi i ragazzini finiscono per ascoltare un rapper all’acqua di rose come Moreno, più in linea con il pop, e questo in qualche modo ha sostituito la musica da teen idol. Certo, adesso ci sono Benji & Fedez… scusate, Benji & Fede”. A proposito, il Santeria Live Tour si terrà in gennaio e febbraio, in marzo partirà la tournée di un’altra coppia rap. “Chi, Al Bano e Romina?”, scherza Guè Pequeno. No, Fedez e J-Ax. Si sentono in competizione con loro? “Non credo che Fedez e J-Ax, con tutto il bene e anche no, siano nostri competitor”, dice Pequeno, “sono proprio un altro genere”. Marracash: “Loro due sono più come De Gregori & Morandi [sic]”. Guè Pequeno: “Dai, diciamo che loro si collocano a metà fra ‘Santeria’ e Capitani Coraggiosi”.

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