NEWS   |   Italia / 23/09/2016

Diego Mancino, esce il nuovo album 'Un invito a te': 'Ascoltavo i Joy Division per combattere la musica di mio padre'

Diego Mancino, esce il nuovo album 'Un invito a te': 'Ascoltavo i Joy Division per combattere la musica di mio padre'

"Un invito a te" è il nuovo album di Diego Mancino, cantautore milanese classe 1970 noto ai più come autore di successo per alcune delle voci più importanti del pop italiano contemporaneo (ha firmato canzoni per Emma Marrone, Noemi, Francesco Renga). Il disco arriva a quattro anni di distanza dal precedente, un periodo in cui Mancino ha consolidato la sua attività di autore, è stato realizzato attraverso la piattaforma di crowdfunding musicale Music Raiser e raggiunge il mercato per Universal Music (ma il contratto con la major - ci tiene a specificare lui - "non ha comportato nessun cambio di rotta per i sottoscrittori di Music Raiser"): "Il primo invito era rivolto alla mia fan base, fondamentalista e radicale", spiega il cantautore in merito al titolo del disco, "successivamente, l'invito è stato rivolto all'ascoltatore. Ed è un invito alla compartecipazione emotiva, a liberarsi un po'".

Anticipato dal singolo "Succede d'estate" (la protagonista del video è Ambra Angiolini), il disco contiene nove canzoni tra cui una cover di "Ragazzo mio" di Luigi Tenco. Tutti i brani sono accomunati da un vago sapore retrò e da atmosfere che richiamano le canzoni e i dischi del cantautorato italiano anni '60, come riconosce lo stesso Mancino: "Io arrivo da quel mondo lì. Mio papà ascoltava tutti i grandi cantautori italiani, io ascoltavo i Joy Division per combattere con tutte le forze quella che era la musica di mio padre. Poi, crescendo, ho scoperto che sono nato artisticamente grazie a quella musica: mi ha dato delle forme, dei colori riconoscibili in molti aspetti della mia scrittura. Non mi vergogno a riconoscere in Dalla, Tenco e gli altri alcuni dei miei maestri. E dalle canzoni pop sono stato formato anche sentimentalmente". "In questo disco", prosegue il cantautore, "c'è tutta la mia esperienza musicale, anche qualcosa del disco precedente ("È necessario", frutto del suo contatto con il mondo hip hop, ndr). Quel disco, nato in maniera quasi hardcore, in una cantina, con pochissimi mezzi a disposizione, era un esperimento necessario che mi ha aiutato a trovare una forma di scrittura più sintetica: è stato un punto di svolta nella capacità di sintetizzare i concetti".



Diversi brani contenuti all'interno del disco sono stati firmati a quattro mani con Dario Faini, partner di composizione anche delle canzoni scritte per le altre voci alle quali abbiamo già accennato: "Ci troviamo molto bene e scriviamo tantissimo, insieme. Abbiamo trovato un modo divertente di lavorare: lui sa chi sono io e io so chi è lui", racconta Mancino, "Dario è il re del melodramma e so bene cosa chiedergli se voglio un ritornello efficace per una determinata canzone. E poi è un musicista eccelso".

Il nuovo album non ferma l'attività di autore, che anzi - fa sapere Diego Mancino - prosegue e lo vede impegnato al servizio di alcuni artisti italiani che stanno per pubblicare i rispettivi nuovi dischi (sui nomi, però, non si sbottona). Nel frattempo, il cantautore si appresta a partire alla volta di un tour per farsi conoscere ancora a chi non lo conosce ("Non sono un musicista che arriva dalla televisione, ma dai centri sociali e dal punk", dice lui): "Il live è il punto di forza: puoi rielaborare le canzoni, mischiarle con le vecchie. È il momento in cui noi musicisti riusciamo ad esprimere davvero chi siamo, al di là del disco che abbiamo appena pubblicato".

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