Devendra Banhart guarda al Brasile e al Giappone, usa arrangiamenti pieni di particolari inusuali ed esotici per mettere assieme piccole storie di vita cantate con l’aria di chi attraversa il mondo con leggerezza
Ci sono il ricordo di un amico morto e una signora di Taiwan vestita di verde lime. Ci sono richiami alla cosmologia buddista e il ritratto di un seduttore fuori tempo massimo. Ci sono accordi “rubati” a Jonathan Richman ed esotismi in quantità. C’è quell’aria da storiella sussurrata fra amici che Devendra Banhart sa evocare come pochi, mettendoci un pizzico di incanto