Pixies, guerra al secondary ticketing in UK: metà dei biglietti per la data a Londra disponibili su Songkick

Pixies, guerra al secondary ticketing in UK: metà dei biglietti per la data a Londra disponibili su Songkick

Nel mondo anglosassone, dove il fenomeno del secondary ticketing è decisamente più radicato ed endemico che da noi, non è difficile vedere speculazioni attuate anche su eventi non di primissimo piano: ne sanno qualcosa i Pixies, che per il loro prossimo tour nel Regno Unito - per assistere al quale sono stati messi in vendita sul mercato primario tagliandi al prezzo di 32 sterline e 50 - si sono ritrovati sulle maggiori piattaforme di mercato secondario biglietti in vendita a cifre che superavano le 800 sterline.

"I nostri fan significano dannatamente molto per noi", ha spiegato all'Observer il leader della band di Boston Frank Black: "Il fatto che chiunque di loro possa venire raggirato da ladri e farabutti con biglietti a prezzi gonfiati semplicemente non è accettabile". Così il gruppo, di concerto con il proprio manager, Richard Jones, veterano della discografia che in passato tra i propri clienti ha avuto anche le Spice Girls, ha deciso di tentare una via sperimentale nella lotta al bagarinaggio online: metà dei biglietti disponibili per la data alla O2 Brixton Arena di Londra - una delle più attese del tour, e di conseguenza una a maggior potenziale speculativo - sono stati messi in vendita su Songkick, piattaforma dedicata alla musica dal vivo che permetterà ai fan di scambiarsi sì i tagliandi, ma solo al face value, cioè al prezzo stabilito sul circuito di vendita primario.

Jones porterà il problema all'attenzione di addeti ai lavori e autorità britanniche nei prossimi giorni, per mezzo di un intervento programmato a un convegno dedicato all'industria della musica dal vivo organizzato proprio nella capitale inglese: "Le speculazioni ci sono sempre state, ma negli ultimi tempi paiono essersi istituzionalizzate e organizzate", ha spiegato il manager al Guardian, "Questo è un problema che dobbiamo affrontare, e per affrontarlo ci servono delle leggi. Dal canto nostro, potremmo vendere biglietti al doppio del prezzo, fare più soldi e organizzare spettacoli più ricchi, ma non lo facciamo. Anzi, ci autoriduciamo la nostra quota di guadagno perché sentiamo che quello si il prezzo giusto da far pagare ai nostri fan. Poi, dopo tutto questo, scopri che almeno il 30% di loro hanno speso almeno il doppio. E questa non è una cosa che ti fa sentire bene...".

Nel Regno Unito da anni si cerca di arginare legalmente il fenomeno del secondary ticketing: l'ultima voce levatasi al proposito è stata quella della parlamentare laburista Sharon Hodgson, che ha invitato il governo a "smetterla di stare con le mani in mano" di fronte al fenomeno osservando come sia naturale che, in mancanza di un intervento instituzionale, "l'industria musicale cerchi soluzioni in autonomia".

In Italia, al momento, l'attuale proposta di legge sulla musica non ha in previsione provvedimenti diretti alla regolamentazione del mercato secondario sul territorio nazionale.

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