Comunicato Stampa: 'Hommage a Antonin Artaud' a Cagliari

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Cooperativa Teatro Alkestis
Incontri 2004

Hommage a Antonin Artaud

Cagliari, Teatro Alkestis - 8 ottobre – 28 novembre

Avrà inizio il prossimo 8 ottobre la seconda edizione di Hommage a Antonin Artaud, il progetto che il Teatro Alkestis di Cagliari, con la direzione artistica di Massimo Michittu, dedica dallo scorso anno al grande intellettuale francese nato nel 1896 a Marsiglia e morto a a Ivry-sur-Seine nel 1948.
Un appuntamento che si articola, ancora una volta, lungo le direttrici del cinema, delle conferenze e degli spettacoli teatrali e musicali per cercare di indagare a fondo attorno alla vita e all’opera di un personaggio così affascinante e complesso che ha dato, come forse nessun altro artista del ‘900, una svolta decisiva nel rinnovamento del teatro.
Per quanto riguarda il cinema è prevista una sezione di ben undici pellicole firmate da alcuni grandi maestri del cinema e prodotte prevalentemente fra gli anni Venti e Cinquanta. Il programma è stato curato da Alessandro Cappabianca, uno dei più importanti studiosi di cinema in Italia. Autore di numerose pubblicazioni, Cappabianca ha tracciato un percorso per temi che consentirà di avvicinarsi ad Artaud attraverso sia i film da Artaud stesso citati come buoni o pessimi esempi di cinema, sia a pellicole apparentemente distanti ma che ci consentono di guardare con occhio trasversale al complicato universo artaudiano.
La prima parte della manifestazione sarà dunque aperta venerdì 8 ottobre (ore 21) proprio da Alessandro Cappabianca con una conferenza in cui sarà affrontato il rapporto tormentato fra Artaud e il cinema. L’intervento di Cappabianca sarà preceduto dalla proiezione di una pellicola che rappresenta una vera rarità e che segna l’ ingresso di Artaud nel cinema: il cortometraggio Fait Divers, del 1923, il primo film girato dal grande regista Claude Autant-Lara. Diciassette minuti in cui, per la prima volta compare Antonin Artaud, giovane “anche insolito nel suo essere seducente rispetto alla decadenza fisica dei suoi ultimi anni”, come ebbe a dire il critico cinematografico Claude Mauriac.
Per illustrare efficacemente la differenza che Artaud poneva tra avanguardia sostanziale e avanguardia formale, sono stati scelti quattro film espressamente citati dallo stesso Artaud in alcune note aggiunte del suo testo chiave Il Teatro e il suo doppio. I primi due, di cui si parla come esempio di buon cinema e che evidentemente colpirono Artaud per motivi che vanno al la dell’aspetto comico, sono entrambi dei Fratelli Marx: Monkey Business (1931) e Animal Crackers (1930) che saranno proiettati rispettivamente sabato 9 (ore 21 con presentazione di Alessandro Cappabianca) e domenica 10 ottobre (ore 19:15 con presentazione di Antonello Zanda, critico cinematografico e operatore della Cineteca Sarda). Così si espresse lo stesso Artaud: “(…)Per capire l’originalità potente, totale, definitiva, assoluta (non esagero, cerco semplicemente di definire , e tanto peggio se mi lascio trascinare dall’entusiasmo) di un film come Animal Crackers e di taluni momenti di Monkey Business (almeno tutta la parte finale), bisognerebbe sommare all’umorismo la nozione di qualcosa di inquietante e di tragico, di una fatalità (non felice né infelice, ma difficile da formulare) che vi si introducesse di soppiatto, come la rivelazione di una malattia atroce in un profilo di assoluta bellezza (…)”.
Venerdì 15 e sabato 16 ottobre saranno invece dedicati a due film, considerati capolavori del movimento surrealista, ma sui quali Artaud espresse il suo più assoluto dissenso: Le sang d’un poète, di Jean Cocteau (15 ottobre ore 21, con introduzione di Antioco Floris dell’Università di Cagliari) e L’age d’or, di Luis Buñuel (sabato 16 ore 21, con introduzione del critico cinematografico Gianni Olla). In una lettera a Jean Paulhan, Artaud cita infatti i due film “d’avanguardia” che gli sono parsi “l’uno e l’altro gratuiti e inutili (…) Questo genere di film appartiene, anche e soprattutto composto in stato di veglia, alla logica oscura e segreta del sogno, ma ciò che sfugge loro è la corrente intellettuale, è l’ordine d’organizzazione di queste immagini sognate, la cui necessità non s’impone allo spirito che per la forza di questa corrente organizzatrice soggiacente”.
La settimana sarà chiusa dal film documentario di Sergej Ejzenštejn, Lampi sul Messico, in programma domenica 17 ottobre alle ore 19,15 (con introduzione di Giuseppe Pilleri, operatore Cineteca Sarda) che richiama le atmosfere descritte da Artaud in occasione dell’incontro con gli indiani Taraumara conosciuti durante il suo viaggio in Messico nel 1936, appena tre anni dopo che fu girato il film di Ejzenštejn. Un incontro fondamentale, come quello con le danze balinesi, che diede vita alla sua idea rivoluzionaria del teatro.
Venerdì 22 e sabato 23 due titoli di Tod Browning: Freaks (venerdì 22 ore 21 con presentazione del critico cinematografico Sergio Naitza) inserito in riferimento al tema della Crudeltà e Lo sconosciuto (sabato 23 ore 21) per il “corpo senz’organi”. Il primo, la cui visione rappresenta ancora oggi una esperienza disturbante, per l’assoluta assenza di pietà con cui Browning traccia i personaggi per la maggior parte veri e propri “mostri”. Il secondo è uno dei più deliranti melodrammi d'amore del cinema muto, e dovrebbe figurare in un'ideale antologia dei migliori film d'ambiente circense.
Lo spezzarsi del corpo, il suo ricomporsi al di fuori della dittatura linguistica imposta all'esperienza dall'ordine sociale, torna più volte nell'opera di Artaud: in ultimo, nella trasmissione del 1947 censurata dalla radio francese Pour en finir avec le jugement de dieu (Per farla finita con il giudizio di dio), in cui scoppia letteralmente la visione e la rivendicazione del nuovo corpo:
E legatemi se volete, ma non c'è nulla di più inutile di un organo. Quando gli avrete fatto un corpo senza organi, lo avrete allora liberato da tutti i suoi automatismi e reso alla sua autentica libertà. Allora gli insegnerete di nuovo a danzare all'inverso come nel delirio delle balere e l'inverso sarà il suo autentico luogo.

Il tema della follia, che rivela chiaramente un forte spirito anti-nazista, è magistralmente racchiuso nel celebre capolavoro di Fritz Lang Il testamento del dottor Mabuse (1933) che sarà proiettato domenica 24 ottobre (inizio ore 19,15).
Per la chiusura della sezione cinematografica si è scelto di “far ricomparire” Artaud sia in una piccola ma significativa parte che Fritz Lang gli diede nel 1934 nel film fantastico La leggenda di Liliom che sarà proiettato venerdì 29 ottobre (ore 21), sia nel bellissimo bianco e nero, già proposto lo scorso anno, di Gerard Mordillat (in lingua francese) En compagnie d’Antonin Artaud, girato nel 1993 in programma sabato 30 alle ore 21.
A fare da “spartiacque” fra cinema e teatro, domenica 31 ottobre è in programma un concerto che segna il graditissimo ritorno in Sardegna del percussionista persiano Mohssen Kasirossafar. Più volte ospite del festival Con gli Occhi dell’Oriente, organizzato dal Teatro Alkestis per diverse stagioni e da due anni chiuso in seguito ai forti tagli contributivi, Kasirossafar proporrà con il suo Trio un concerto di musiche tradizionali iraniane che consentirà allo spettatore di immergersi nelle musiche di quell’Oriente che ad Artaud sollecitò più di una “visione”. Sul palco anche Behdad Babai, oggi considerato uno dei più grandi virtuosi di setâr.
Chiusa la parentesi cinematografica si apre quella teatrale con tre appuntamenti di grande interesse e da una conferenza tenuta dallo scrittore Marco Dotti, saggista, redattore e consulente, per la letteratura francofona, di Stampa Alternativa, grande esperto di Artaud e Genet di cui ha tradotto diverse opere.
Il primo appuntamento con il teatro è fissato per venerdì 5 novembre (inizio ore 21) con il Theatre du Chene Noir di Avignone. Diretto da Gérard Gelas, regista della compagnia ma anche autore di numerose opere teatrali, il Theatre du Chene Noir, che opera nella cittadina francese dal 1966, metterà in scena Histoire vécue d’Artaud Mômo, spettacolo interpretato dall’attore Damien Rémy nel ruolo di Artaud. Lo spettacolo che mette in scena la conferenza tenuta da Artaud al Vieux-Colombier di Parigi, è stato realizzato nel 2000 in occasione delle celebrazioni per Avignone capitale della cultura. Presentato al festival di Avignone sia nel 2001 che nel 2002, Histoire vécue d’Artaud Mômo ha all’attivo una lunghissima tournèe in Francia e in numerose nazioni europee e anche dell’estremo Oriente. Lo spettacolo sarà replicato sabato 6 novembre, sempre alle 21.
Angela Malfitano, attrice formatasi soprattutto alla scuola di Leo De Berardinis, è legata al Teatro Alkestis da svariate frequentazioni che l’hanno vista in diverse occasioni sul palcoscenico di via Loru e Luca Garino pittore, musicista e regista teatrale che fin dal 1996 si è dedicato alla sperimentazione musicale elettroacustica ed informatica, rappresenteranno il filo conduttore di una tre giorni divisa fra conferenze/spettacolo e concerti in cui saranno impegnati a dare voce e tappeti sonori a poesie e altri brani letterari muovendosi fra i vari personaggi dell’universo artaudiano. Tre relatori d’eccezione affronteranno con loro venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 novembre, argomenti poco trattati negli studi classici artaudiani, ma di grandissimo fascino. Il primo sarà Marco Dotti, saggista per la casa editrice Stampa Alternativa, giornalista collaboratore del quotidiano Il Manifesto e uno dei maggiori esperti di Artaud in Italia, cui spetterà il compito venerdì 12 novembre (ore 21) di restituirci un Artaud anche e soprattutto visto attraverso il suo legame artistico con l’attrice Colette Thomas. E lo farà anche attraverso un percorso, dal titolo La sofferenza armata. Artaud, Colette e la sovversione del linguaggio, che ci offrirà occasione per comprendere alcune delle “tecniche” comunicative e grafiche («a partire da un giorno del 1939», confessava lo stesso Artaud, «non ho più scritto nulla senza disegnare»), anche le potenzialità acustiche e performative della parola, che Artaud cercherà di elaborare in un singolare «metodo di reintegrazione» basato sul ritmo del respiro, o, secondo le sue stesse parole, su «soffi e grida».
Sabato 13 novembre (ore 21) sarà invece la volta, sempre con Angela Malfitano, di una serata dedicata ai rapporti fra Artaud e la poesia con l’intervento di Pasquale Di Palmo poeta, saggista e traduttore. In La poesia della crudeltà. Le liriche di Artaud sono dominate dalla presenza di una fisicità che si protrarrà durante tutto il suo itinerario creativo. In Artaud il corpo, il “suo” corpo suppliziato, mortificato, martirizzato, diventerà paradossalmente strumento di conoscenza e di ribellione. Si arriverà, attraverso un processo particolarmente tormentato, al concepimento della teoria del “corpo senza organi” che, come nel mito di Osiride, abbisogna della mutilazione e dello smembramento per poter rinascere sotto forme nuove e rivelatrici.
Sarà proprio Luca Garino a chiudere la tre giorni con una conferenza concerto in cui tratterà i rapporti musicali fra Artaud e Giacinto Scelsi. De-Compositore e poeta, amico di Henry Michaux, René Char, Pierre-Jean Jouve ed Igor Markevitch, Scelsi è morto a Roma nel 1988. Dopo la formazione musicale accademica entra in una profonda crisi psicofisica ed a causa di questa malattia indiagnosticabile passò un lungo soggiorno presso una casa di cura in Svizzera. guarisce in seguito da solo, per mezzo d'un gioco infantile ovvero ribattendo per ore e per lunghi periodi lo stesso suono al pianoforte. Si dedica in seguito allo sviluppo di un suo processo scompositivo che lo porterà all'uso del singolo suono.

Si riprende con il teatro, e più precisamente con il “teatro sonoro” venerdì 19 novembre ore 21 (repliche sabato 20 sempre alle 21 e domenica 21 alle ore 19:15)con un’altra compagnia transalpina, la Compagnie Licences, che presenta un’interessante produzione del Theatre du Nesle di Parigi, dal titolo Dramaphonie I (Opus XV), con la regia di Alexandre Yterce. Con questo spettacolo Yterce prosegue la sua ricerca nel teatro musicale, iniziata nel 1983. È precisamente dal testo di Artaud Pour en finir avec le jugement de Dieu, andato in scena più volte a Parigi, che si dedica al teatro. Continuerà con Il teatro della crudeltà nel 1991, poi avvicinerà le opere di De Sade, Nietzsche, Bataille, Rimbaud, Holderlin, anche lavorando su testi propri rappresentati in numerosi teatri in tutta Europa. Regista e compositore, è uno dei principali rappresentanti attuali della MusicaConcreta/Acusmatica. Nel 2000 ha fondato a Parigi il Festival di Poesia Sonora, Poesia Azione, Criritmi, Musiche.
Nello spettacolo che sarà presentato al Teatro Alkestis le azioni sceniche sono state elaborate a partire dalle due stesure del poema Il teatro della crudeltà e da frammenti inediti del “Quaderno” scritto dal 2 al 6 febbraio 1948. È lo stesso poeta che scriveva “Il teatro della crudeltà è stato creato per terminare questa messa in scena e per intraprendere, attraverso una nuova danza del corpo dell’uomo, una sconfitta di questo mondo di microbi che non è nient’altro che un niente coagulato”.
Il programma teatrale sarà chiuso da un vero e proprio evento che anche questa volta ci presenta artisti provenienti dalla capitale francese. Venerdì 26 novembre, ore 21 (replica il giorno dopo alla stessa ora) sarà presentato lo spettacolo Artaud Remix, creazione dell’artista Marc Chalosse. Vero e proprio spettacolo di culto delle ultime stagioni francesi
L’idea di Artaud Remix nasce dalla trasmissione radiofonica francese commissionata ad Antonin Artaud (1869-1948) nel 1947 e mai andata in onda (il divieto è ancora vigente). La trasmissione, dal titolo "Pour en finir avec le jugement de dieu" (Per farla finita col giudizio di Dio) è praticamente il suo testamento e parla di un terribile connubio tra chiesa e governo per il controllo dell'umanità. Il sonoro di questa trasmissione è stato poi rielaborato elettronicamente da Marc Chalosse che ha portato in scena (coadiuvato da Eric Verhne alla consolle video, Sebastien Lemonon apparecchi elettronici vari e voci e Naomi Mutho, danza) questa forma "estrema" di arte, chiamata appunto "Artaud Remix". Partendo dal disco in vinile della trasmissione, la registrazione è stata campionata, rimodultata, remixata (fino ad elminarme la comprensione e a ridurla al livello di rumore, a volte) e miscelata con altri suoni o rumori.

L’Hommage a Antonin Artaud si chiuderà domenica 28 novembre (ore 19:15), con la presentazione, in prima nazionale, di una nuova produzione del Teatro Alkestis dal titolo Je ne délire pas. Si tratta di una videoistallazione che il cagliaritano Raffaele Mandis ha realizzato partendo da preziosi documenti che ripercorrono la vita di Artaud.

Informazioni
Teatro Alkestis
Uffici : via Satta 49 – 09128 Cagliari – tel. 00 39 070 490697
Teatro : via Loru 31 – 09100 Cagliari – tel. 00 39 070 306392
e-mail : teatro.alkestis@tiscali.it
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