I Pixies, raccontati dagli artisti italiani: Perturbazione e Andrea Mirò

I Pixies, raccontati dagli artisti italiani: Perturbazione e Andrea Mirò

I Pixies pubblicheranno il 30 settemvre “Head carrier”, il loro nuovo album di inediti, il secondo della reunion dopo una lunga serie di concerti e dopo “Indie Cindy”, il primo con la nuova bassista Paz Lenchantin. E, soprattutto, un gran disco, che ci restituisce la band di Frank Black al suo meglio: capaci come nessun altro a giocare con i canoni del rock e del pop.
Inauguriamo una serie di interviste ad artisti italiani, che raccontano il loro amore per la band. Cominciamo con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione - con lui il “membro aggiunto” del gruppo Andrea Mirò: attualmente sono in tour assieme a supporto di “Le storie che ci raccontiamo” e “Nessuna paura di vivere"

“Hai voglia!”. La domanda è ovvia: “Ti piacciono i Pixies?”. La risposta non di Tommaso non fa nulla per nascondere l’entusiasmo. “Sono un gruppo della fine degli anni ’80, ma da noi in Italia sono stati scoperti a cavallo del decennio successivo. Quella roba lì fu un suono nuovo, perché riusciva a mettere assieme una parte melodica con un mondo stralunato. Non sapevi spiegarlo, sul momento. Oggi lo riconosci come uno stile, allora era più complesso. Non è un caso che Kurt Cobain li amasse: linee melodiche molte forte con una carica incendiaria. poi anche questo fatto di non capire bene i testi, in un periodo in cui non c’era la rete, i testi cercavi di tirarteli giù tu. Per capire che nel ritornello di Debaser diceva “I am un chien andalusia”, che citava Bunuel, ci ho messo cinque anni, chiedendo ad amici madre lingua. Era una cosa onirica, davvero figa. E poi lui, Black Frances, era una cosa fuori dall’iconografia classica del rock, una sorta di orsetto. E poi la bassista donna come noi Talking Heads…"

“Innanzitutto : Chi non avrebbe voluto scrivere un pezzo come "where is my mind”?” dice invece Andrea. “Io, fine anni '80, affamata di ascolti musicali sempre diversi, tra le abbuffate di prog passato, e  di Joni Mitchell, di Lori Anderson, Kate Bush e Talking Heads, Cale e Reed, l'elettronica e la new wave, mi ascolto “Surfer Rosa”, nel periodo post adolescenziale, e lì, in quel momento, mi sembra una delle risposte più perfette alla mia età, noi in provincia, lo stato d'animo altalenante tra risate senza motivo, le bocce coi vecchi, le vigne e le moto,  e l'ombra esistenzialista sui volti, sempre bianchi anche d'estate ( per carità niente tintarella, siamo dark), sempre in ritardo sui tempi della città (ma chissenefrega, son particolari che ci fanno credere di esser un po' più diversi). Il ricordo che associo a quelle chitarre storte e malaticce è fatto di queste immagini, del gusto delle Lucky Strike pacchetto molle fumate a raffica una dopo l’altra".

“Se poi pensi alla sequenza degli album, di in quanto poco tempo hanno fatto tutta quella roba, era inevitabile che si andassero a schiantare…”, continua Tommaso. Poi sono tornati, invece, ma ci hanno messo un po' a pubblicare musica nuova. Ma hanno avuto il riconoscimento che meritano, gli chiediamo?
“Loro sono il tipico gruppo che piace tantissimo ai musicisti, perché riesce a mettere assieme delle cose totalmente contrastanti. La musica poi ti lega a quello che ti succede in quel periodo, Conoscere una band del genere in un periodo formativo della vita, come l’adolescenza o la post adolescenza, è una fortuna. Oggi in radio vanno altre cose, si producono cose più standardizzate - parlo ovviamente del pop, che ha poco a che vedere con quella cosa lì. Poi invece vai ad ascoltare altre cose meno diffuse su quei canali, e ti rendi conto come la loro sia una lezione ancora attuale”.

Cosa vi hanno insegnato?
"Da loro abbiamo imparato i contrasti, il non pensare che tutto debba avere un gusto. Prendere una linea melodica dolce ma metterci sopra una chitarra distorta. Noi non abbiamo giocato con quel livello di abrasione, ma abbiamo provato a declinarla a nostro modo. Anche nei testi: quando inizi tendi a essere didascalico, se hai un testo malinconico tendi a rifletterlo nella musica. Ma questo non è un valore aggiunto, finisce per tradire il racconto. Siamo essere umani, con le nostre contraddizioni, e le cerchiamo anche nell’espressione artistica. Quello che impari nel tempo, che realizzi consciamente nel tempo, ma che band come i Pixies o gli Husker Du ci hanno passato quando le ascoltavamo da ragazzi. Ci sentivi che un altro mondo".

Quindi, i Pixies, oggi cosa rappresentano, e cosa aspettarsi da un loro disco? “Son ricordi che vuoi non disturbare mai, lasciati intatti così”, dice Andrea. “Insomma cosa mi dovrei aspettare da un nuovo disco dei Pixies? Come minimo uno zainetto di ricordi "forti" come questi…”. “Sono una band con 25 anni di storia”, dice Tommaso. “Quindi c’è il rischio di pensare che siano ancora quelli di quel periodo, si tende a non pensare che le cose mutano nel tempo, e così è anche per loro. E’ l’eterno conflitto tra romanticismo e classicismo”.

Scheda artista Tour&Concerti Testi
11 ott
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.