Da riscoprire: la storia di “Make yourself” degli Incubus

"Crossover”. La sola menzione di questa parola, ad un appassionato di musica, fa l’effetto della madeleine a Proust: in fiume in piena di memorie, alla ricerca del tempo perduto. A Gli anni ’90. E tra tutti, gli Incubus. E tra gli album della band californiana, “Make yourself”.

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Brandon Boyd, Jose Pasillas, Mike Einzinger e  Alex Katunich hanno formato la band nel ’91. Nel ’95 pubblicano il primo album e suonano. Suonano tanto, così tanto che il disco successivo, “S.C.I.E.N.C.E.”, arriva a vendere 100.000 copie senza alcuna copertura da parte dei media mainstream, anche se è già pubblicato dalla major Epic. Ma stabilisce un’identità sonora per la band: metal e funk, bianco e nero - e un un DJ che fa scratch sulle basi suonate. Ovvero i fondamentali del crossover, appunto, reso mainstream dai Red Hot Chili Peppers, dai Limp Bizkit.

Per il terzo disco, però, iniziano a pensare a cambiamenti...

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