Gigi D'Alessio scrive una lettera aperta al Corriere della Sera per chiarire la sua posizione finanziaria - LEGGI

Gigi D'Alessio scrive una lettera aperta al Corriere della Sera per chiarire la sua posizione finanziaria - LEGGI

Nei giorni scorsi Gigi D’Alessio ha raccontato al Corriere della Sera di essere sommerso dai debiti tanto da dover cantare per i prossimi 15 anni anche e soprattutto per fare fronte alla sua situazione finanziaria.

Ora il musicista napoletano scrive una lettera aperta al Corriere della Sera, usando il proprio profilo Facebook, per chiarire la sua situazione: ”Caro direttore, pur sapendo che questa mia lettera non guadagnerà la prima pagina del Corriere della Sera, non ottenendo quindi la stessa visibilità dell'articolo da voi pubblicato in data 1 settembre 2016, nel quale si evidenzia una mia enorme difficoltà economica, senza entrare nei dettagli, per non tediare chi mi legge, sento il desiderio di chiarire alcuni punti. L'ingiusto sciacallaggio mediatico che sto subendo è dovuto al fatto di essere stato accompagnato in investimenti sbagliati (il cui danno ribadisco essere di gran lunga inferiore a quanto riportato, e sottolineo di essermi assunto l'onere di voler assolvere a tali responsabilità) e a mutui contratti con istituto di credito. Vorrei ricordare che i mutui vengono erogati solo se c'è l'acquisto di un bene, con lo stesso a garanzia del dovuto. Ma non per questo chiunque lo faccia viene crocefisso come accaduto a me. Faccio anche presente, a chi ha indagato nella mia vita privata, che alcuni di questi sono stati accesi, benché mi dispiaccia ricordarlo, anche per finalità benefiche. Ho constatato che l'opinione pubblica è nettamente divisa in due. A quelli che mi attaccano deridendomi, vorrei ricordare che il lavoro è creato dall' impresa, e io - pur esponendomi ai rischi che ciò comporta - ho comunque creato lavoro per tante persone nell' indotto delle mie attività. Quelli invece che mi dimostrano la loro solidarietà, vorrei tranquillizzarli, e dire loro semplicemente grazie. In ultimo ma non per ultimo, desidero rivolgermi alla direzione del Partito democratico di Torino, nella persona del loro vicepresidente provinciale Raffaele Bianco, che invocando la trasparenza, mi ha revocato l'invito (non retribuito) previsto per la Festa dell' Unità del 3 settembre 2016, solo per quanto mi sta accadendo...porgendogli i miei più cordiali saluti.”

Il finale della lettera di Gigi D’Alessio chiama in causa Raffaele Bianco, vicepresidente del Pd di Torino, che gli aveva chiesto, dopo l’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, di rinunciare a presenziare alla Festa dell’Unità di Torino perché, come scritto da Bianco “sembrerebbe coinvolto in vicende di pignoramenti, debiti, libretti auto falsi, transazioni poco limpide, ipoteche e azioni giudiziarie”.

Viste le pressioni D’Alessio aveva rinunciato ad essere a Torino. Ma poi, la politica a volte sa essere meravigliosa, il senatore Pd Stefano Esposito (ubi maior…) si è fatto carico del pasticciaccio e ha appianato ogni alterco contattando Bianco e regalando così ai partecipanti della Festa dell’Unità di Torino la presenza del cantante.


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