Comunicato Stampa: 'Porta Sud Europa' dal 19 al 22 ottobre a Roma

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 PortaSudEuropa

Scritto e diretto
da Maria Pia Daniele
con Laura Lattuada

Una giornalista algerina contro l’integralismo islamico per la libertà di stampa e di espressione delle donne

al Teatro Valle di Roma
dal 19 al 22 ottobre

La Deep presenta uno spettacolo teatrale d’impegno civile che intende non solo rinnovare l’attenzione sull’integralismo islamico, dall’11 settembre 2001 tragicamente di attualità anche nel mondo occidentale, ma vuole inoltre portare avanti un discorso sulla libertà di stampa e di espressione delle donne, sul rispetto delle diversità e la conoscenza delle culture: contro le minacce di ogni integralismo, offrire cioè elementi per dialogare con chi, sull’altra sponda del Mediterraneo, in nome degli ideali civili ancora lotta strenuamente contro la barbarie.

Portasudeuropa, scritto e diretto da Maria Pia Daniele e interpretato da Laura Lattuada, ha debuttato il 17 novembre 2003 a Parigi all’Istituto Italiano di Cultura nell’anno che la Francia ha dedicato all’Algeria e nel quadro delle attività proposte dall’associazione “Les Italiens” diretta da Maurizio Scaparro. Lo spettacolo, che si avvale del sostegno della Commissione delle Elette del Comune di Roma e della collaborazione del Museo Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi di Gibellina, sarà in scena al Teatro Valle di Roma (via del Teatro Valle, 21), in programmazione ETI, dal 19 al 22 ottobre prossimi.

SCHEDA E NOTE DI REGIA di Maria Pia Daniele

Porta Sud d’Europa per Tahar Djaout è l’Algeria. Ho fatto mia questa definizione per indicare che quella porta, per noi occidentali, si apre invece sul mondo islamico. Scritto nel 1996 Portasudeuropa si ambienta in quella stagione di persecuzioni con oltre centomila morti, nel parossismo di un conflitto “a porte chiuse” in cui precipitava il Paese, vittima di un processo di democratizzazione bruscamente interrotto.

Ho provato a immaginare cosa volesse dire per una donna emancipata, un’intellettuale del nostro tempo, vivere in Algeria - porta istoriata di antiche e variegate espressioni della cultura laica – dove una fazione politica vuole negarle il diritto di esistere, vuole impedirle di lavorare, di esprimere opinioni e perfino di amare liberamente.

In Algeria – tra i primi Paesi a riconoscere come partito politico un gruppo a dichiarato progetto islamista – il FIS, Fronte Islamico di Salvezza, ha vinto le elezioni, poi annullate; si assiste così all’inesorabile e cieca violenza di diverse formazioni estremiste che, rivendicando il potere, tentano di cancellare il passato. Khalida è una giornalista che fino a pochi anni prima ha vissuto in una società multiculturale e ora, nella stagione segnata dall’escalation di violenza, dal massacro indiscriminato, dalla ferocia di un conflitto “senza nome” che sembra appartenere soltanto alla nebulosa Islam, diventa testimone critica. Per Khalida – sulla scena Laura Lattuada, una delle interpreti italiane più intense - bloccare gli integralisti è un dovere, ma è anche una battaglia personale: continua a vestire all’occidentale perché il suo corpo non è peccaminoso; ferma nell’identità di donna evoluta non fugge, resta nella sua città a lottare contro il Codice della famiglia - tutt’oggi in vigore - che viola i diritti delle donne. Ella adopera le armi della ragione scrivendo un’ultima denuncia che ha il valore di un’incisiva battaglia per la civiltà, la stessa portata avanti dai 70 giornalisti algerini uccisi e dagli italiani Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli a cui dedico questo monologo. Il teatro si fa così odierna tribuna per rivendicare il diritto di Khalida ad esserci. Nello spettacolo, la musica di Luigi Cinque significativamente traccia un possibile incontro tra Occidente e Oriente, lo scenografo Enzo Fiammetta e la costumista Antonella Caraceni restituiscono uno sguardo su Algeri, il movimento di Adriana Borriello rende in chiave iperreale l’atto orrendo degli aguzzini, impersonati da Massimo Borriello e Alessandro Mor e Mirko De Martino. .


Pochi anni prima dell’11 settembre a New York, della strage di Nassiriya, di Madrid, dell’uccisione di Enzo Baldoni, del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta, in cui l’Occidente drammaticamente scopre l’estremismo islamico internazionale, Khalida, donna emancipata, facile preda di chi nel farla tacere pianifica il terrore per imporre la propria barbarie, viene lasciata sola. La sua parola però sopravvive, emblema del dialogo, della tolleranza e del confronto fra le culture.

MARIA PIA DANIELE

La Deep presenta
Portasudeuropa
scritto e diretto da Maria Pia Daniele
interpretato da
Laura Lattuada
con Massimo Borriello, Alessandro Mor, Mirko De Martino
musiche: Luigi Cinque
scene: Enzo Fiammetta

costumi: Antonella Caraceni e Maria Sabato
movimento: Adriana Borriello
luci: Chiara Martinelli
Samia, voce registrata: Ilaria Stagni
Si ringraziano Mario Maldesi , la C.T.A. di Roma
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