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NEWS   |   Italia / 29/08/2016

Concerti e beneficenza, cosa è successo negli anni passati. Parla Beppe Carletti: 'Indispensabile avere le spalle coperte, sennò è solo pubblicità'. E sul prossimo evento per il terremoto del 24 agosto: 'Lo faremo, anche dovessimo esserci solo noi Nomadi'

Concerti e beneficenza, cosa è successo negli anni passati. Parla Beppe Carletti: 'Indispensabile avere le spalle coperte, sennò è solo pubblicità'. E sul prossimo evento per il terremoto del 24 agosto: 'Lo faremo, anche dovessimo esserci solo noi Nomadi'

L'ondata emotiva, si sa, è solita mettere in pausa la razionalità, che però - seppure in background, come dicono gli informatici - dovrebbe sempre rimanere accesa. Fiorello, nelle ultime ore, ha richiamato l'attenzione sull'efficacia degli eventi benefici che coinvolgono i personaggi dello spettacolo, e che sicuramente verranno annunciati nelle prossime settimane per raccogliere fondi da devolvere alla ricostruzione dei centri colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto (causa per la quale - è notizia di oggi - la Carosello Records ha fatto sapere di voler donare gli incassi dallo streaming e dalle vendite del proprio catalogo maturati tra il 24 agosto e il 7 settembre: un'iniziativa simile è stata attivata qualche giorno fa dalla Newtopia di J-Ax e Fedez in collaborazione con Il Fatto Quotidiano)

Musicalmente parlando, sono tre le grandi manifestazioni dal vivo organizzate negli ultimi anni da artisti e società italiane in frangenti tragicamente analoghi. La prima, "Amiche per l'Abruzzo", si tenne allo stadio Meazza di San Siro il 21 giugno 2009, qualche mese dopo il terremoto che distrusse L'Aquila: benché le pagine con il consuntivo dell'evento live non siano più attive (qui e qui), la parata di star voluta da Laura Pausini (che nelle ultime ore, dopo la pubblicazione di questo articolo, sulla sua pagina Facebook ha pubblicato il rendiconto delle operazioni di benefiche) e organizzata da Roberto De Luca e Live Nation raccolse - al netto delle spese - un milione e 183.406,52 euro, che vennero destinati alla ricostruzione della Scuola Elementare Edmondo de Amicis a L'Aquila e alla costruzione di un centro pulifunzionale nella frazione di Camarda.

Nel 2012, in seguito al sisma che devastò la pianura padana emiliana, Beppe Carletti dei Nomadi organizzò alla stadio Dall'Ara di Bologna il Concerto per l'Emila: i sessantamila accorsi a vedere le esibizioni di - tra gli altri - Ligabue, Laura Pausini, Stadio, Modena City Ramblers e Zucchero fruttarono al botteghino un milione e 189.896,18 euro, poi devoluti alla Asl di Modena per la ristrutturazione degli ospedali di Carpi e Mirandola. Qualche settimana dopo, a Campovolo per Italia loves Emilia andò anche meglio, in termini di incasso: il mega evento organizzato dal manager di Ligabue Claudio Maioli in collaborazione con F&P Group che ebbe per protagonisti, oltre che lo stesso rocker di Correggio, i Nomadi e Zucchero, Litfiba, Renato Zero, Jovanotti, Negramaro, Giorgia, Elisa e altri big del panorama italiano racimolò al botteghino quattro milioni e 305.058,77 euro, che vennero tutti impiegati in progetti di ricostruzione nelle zone colpite da sisma (le cifre e le destinazioni delle donazioni sono disponibili presso la pagina con il consuntivo online).

E' polemica, quindi, quella dello showman siciliano, o solo del sano pragmatismo? "Non si può dargli torto, ma generalizzare è sbagliato", ha spiegato a Rockol Beppe Carletti, che di eventi benefici ne ha visti o organizzati più d'uno: "Un concerto di beneficenza bisogna metterlo in piedi con la sicurezza di avere le spalle coperte finanziariamente, altrimenti è solo pubblicità". Ma se organizzato all'insegna del no cost e della totale trasparenza, ci spiega il leader dei Nomadi, può essere un ottimo modo per raccogliere fondi rapidamente: "Ho organizzato due eventi importanti, in questo senso: uno a Modena, nel 2009, per le popolazioni colpite dal sisma a L'Aquila, e uno allo stadio Dall'Ara di Bologna, nel 2012, per quelle del terremoto in Emilia: con il primo concerto ho raccolto 60mila euro al botteghino, che ho devoluto interamente in beneficenza, e con il secondo un milione e 250mila euro, tutte versate per la ristrutturazioni degli ospedali di Carpi e Mirandola. L'incasso non è stato utilizzato per coprire le spese dell'evento, perché io sono riuscito ad avere tutto gratis, dal noleggio delle attrezzature alle location, anche grazie a degli sponsor, che si sono offerti di coprire le spese extra". Da questo punto di vista, riguardo anche a Italia Loves Emilia, Carletti è più che sicuro che i soldi versati dal pubblico per acquistare i biglietti non siano finiti nelle casse degli alberghi che hanno ospitato gli artisti e i loro staff, ma in quelle degli enti impegnati nella ricostruzione: "Abbiamo avuto anche il controllo dei comitati del Movimento Cinque Stelle, sia per il concerto di Bologna che per quello a Campovolo nel 2012 [al quale i Nomadi hanno partecipato in veste di ospiti, non di organizzatori], e nessuna irregolarità è mai stata rilevata. Ripeto, Fiorello ha ragione, ma fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato. Credo che ognuno debba fare il suo mestiere: le onlus facciano le onlus, i promoter facciano i promoter e cantanti facciano i cantanti".

Carletti è stato il primo, all'indomani del terremoto del 24 agosto, a spendersi in prima persona, lanciando un appello ai colleghi per un evento benefico da organizzare a breve: a che punto sono i lavori, in questo senso? Quante adesioni sono arrivate? "Se ho parlato con qualcuno per organizzare un concerto di beneficenza per questo ultimo sisma? Oltre che con me stesso, con Paolo Belli, che è l'unico che mi ha chiamato". La cosa, però, non lo scoraggia: "Io questo concerto lo farò, anche se dovessimo esserci solo noi Nomadi. Entro la fine di questa settimana vi faremo avere notizie".

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(dp)

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