Vinicio Capossela: la recensione dello Sponz Fest (con Gianni Morandi e...) - FOTOGALLERY

Vinicio Capossela: la recensione dello Sponz Fest (con Gianni Morandi e...) - FOTOGALLERY

Alla fine il treno è arrivato, alzando un po’ di polvere, come da programma. Vinicio Capossela è tornato con lo Sponz Fest, il festival da lui ideato e diretto nella sua Irpinia, invitando tutti all’azione. “Chi tiene polvere spara” è stato il tema dell’edizione 2016, vecchio detto popolare di Calitri che suona come “chi ha qualcosa da dire lo dica”. E’ dunque una chiamata alle armi, a rimboccarsi le maniche e darsi da fare, anche con i pochi mezzi che si hanno a disposizione. Chi è già stato da queste parti sa che la rassegna voluta dal cantautore di origini irpine (nella foto, di  di Vito Galgano, con Gianni Morandi) è una singolare bizzarria nel circuito dei festival italiani. Non c'è nulla che combini allo stesso modo le arti più disparate, rifrullate e offerte a volontà al pubblico, secondo quella poetica di frontiera e a tratti un po’ sconclusionata tanto cara al suo direttore artistico. Il tema della polvere, dicevamo, è stato il filo conduttore di tutti gli eventi in cartellone quest’anno, a partire da quella sollevata con l’assalto al treno dello scorso 22 agosto, una avventurosa cerimonia di apertura che ha visto per un giorno alcune stazioni della tratta ferroviaria Foggia-Avellino riempirsi ancora una volta di persone, portando di nuovo vita in posti dove non c’erano che erbacce ed edifici in rovina.

GUARDA LA FOTOGALLERY COMPLETA DELLO SPONZ FEST DI VINICIO CAPOSSELA

Vinicio alla fermata di Conza-Andretta-Cairano (luogo simbolo del recupero di uno spazio altrimenti abbandonato al suo nulla, nonché location privilegiata della passata edizione) ci è arrivato a cavallo, in contemporanea con il ritorno del treno, dopo anni di assenza. La sua incursione, con l’espressione gioiosa di chi ha il cappello giusto e l’accolita migliore di briganti al seguito, ha reso omaggio alle comunità che hanno vissuto la diaspora dei cittadini andati altrove in cerca di un futuro migliore, spolpando della propria energia queste zone - tra i tanti a bordo, anche il padre del poliedrico artista. E’ un festival di confine, pionieristico e per certi versi affine a quelli della grande epopea rock. Una rivoluzione di intenti e di idee, con il suo primo bandido saldamente in testa, pronto a far mettere i punti esclamativi dove occorrono, con la speranza che queste zone, lontane dal chiasso delle città, siano di nuovo in grado di far sentire la propria voce e valorizzare il proprio territorio. Togliere finalmente la polvere sedimentata dal tempo, insomma.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/PSvfEeNCtjiXUuVl2FsWp3UxKyg=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fimg-1583.jpg

In una Arizona tutta italiana, quella dell’Alta Irpinia dei grandi spazi (non a caso Sergio Leone era di queste parti), le comunità della Valle dell’Ofanto sono state protagoniste per una settimana di eventi di ogni sorta: tra trekking e reading letterari, c’è posto per passeggiate a dorso di mulo, attività enogastronomiche, cinema, letteratura e, naturalmente, musica, secondo le variegate quanto sghembe passioni del suo istrione. Una rassegna nata nel 2012 per raccontare gli antichi riti degli sposalizi e che rapidamente si è evoluta in qualcos’altro, in grado di veicolare messaggi extra-musicali utilizzando la grande cassa di risonanza offerta dalla figura di Capossela. All’appello del direttore hanno risposto in tanti, da Gavino Murgia e la sua musica da spavento - a notte fonda nei luoghi dove “Canzoni della Cupa” ha tratto la sua linfa vitale - al texano Micah P. Hinson e le sue ballate noise nel freddo pungente della serata lungo la tratta ferroviaria che fa da spina dorsale allo Sponz. E poi, ancora, i reading di Ascanio Celestini, l’omaggio a Jon e Dan Fante, i racconti di viaggio lungo l’Appia Antica del giornalista e scrittore Paolo Rumiz e Calitri trasformata per una notte in ballodromo con la maratona danzante di orchestre da ogni dove, con la Banda della Posta ma anche gli Arizona Dream dalla Serbia e L’Orchestrina di Molto Agevole di Enrico Gabrielli.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/iU1ikVADzXqh2wfPcUHvR-1-R94=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fimg-2105.jpg

La parte da gigante è toccata, infine, al grande concerto-evento di Vinicio allo Stadio Comunale di Calitri, ribattezzato per l’occasione Sponz A-rena, in un palco allestito di spighe di grano, a rimarcare in modo tangibile quella simbologia agreste che ne permea la musica. Una data unica all’interno del tour “Polvere” a sostegno di “Canzoni della Cupa”, l’album uscito quest'anno e legato a doppia trama ai suoni e ai canti della sua terra di origine. Una serata speciale, che nell’arco di quattro ore ha messo in fila ospiti, musica e anche un paio di diavoli e diavolerie assortite. Capossela, sciamano misterioso e seducente, ha chiamato a raccolta il suo pubblico, che ha risposto in massa, con almeno tre generazioni presenti allo spettacolo. Ad accoglierli, un'arena da battaglia e un saloon di dimensioni ciclopiche: ottanta metri di bar pronto a togliere polvere alle gole di tutti i presenti. In assenza di dati ufficiali, la voce di corridoio più diffusa parla di almeno quindicimila biglietti staccati. Si comincia alle dieci, un’ora dopo il tramonto, con una breve introduzione del sindaco e un doveroso minuto di silenzio per le vittime del violento terremoto che ha colpito il centro Italia questa settimana: una realtà ben conosciuta dagli Irpini sulla propria pelle con gli eventi tragici del novembre 1980.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/xRKbt748C745Ez5oghoiXxlV1Gg=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fimg-2615.jpg

“Non c’è nulla di rassicurante nella musica folk” diceva Bob Dylan, e a ben vedere, anche in questo caso di sicurezza ce n’è poca. Si comincia con "La bestia nel grano”, Capossela è trasfigurato in una creatura grottesca, metà umana e metà demonio, si agita nel campo del palco con corna e lunghi artigli. Sonetti e canti tradizionali sono di scena nella personale elaborazione del mito di queste terre, tra atmosfere mariachi, cun-cun lucani e folclore irpino riuniti in un solo spazio. La lunga notte dell’A-rena ha visto sul palco l’icona della musica popolare Giovanna Marini, che Vinicio considera la madrina spirituale del suo ultimo disco per averlo esortato a ultimare i lavori; poi come sempre l’inossidabile Banda della Posta con il mattatore Matalena al violino; il “maestro” Cicc Bennett alias Ciccillo Di Benedetto con la sua anarchia musicale per “Il veglione”; Micah P. Hinson, nuovamente sul palco dopo la già citata data personale del 25 agosto e, via, fino al grande apice con la performance di Gianni Morandi, definito dallo stesso Capossela come “l’uomo che ha fatto da colonna sonora alla nazione e riempito di sogni le valige degli emigranti”.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/LkcvscIG2EOr7R4-XxsS5neOFYs=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fimg-2630.jpg

Una prima volta insieme per i due artisti, dopo i reciproci scambi di cover diffusi via internet questa estate: “Se perdo anche te” e “La padrona mia”, dai rispettivi canzonieri e lo standard calitrano “Zompa la rondinella”, a tre voci con Giovanna Marini, tra l’entusiasmo di una folla a metà tra lo stupito e il nostalgico. La festa di Capossela va avanti “sponzata come un baccalà” fino alle due di notte, lasciando spazio alle hit del passato (“Che cossé l’amor”, “Il ballo di San Vito”) per chiudersi con “La golondrina” e una evocativa “Ovunque Proteggi”. La lunga notte non accenna però a fermarsi e l’invito di mettere a ferro e fuoco il paese viene accolto con grande entusiasmo dai Diables de l’Onyar, gruppo di saltimbanchi e mangiafuoco spagnoli che con mortaretti e altri trucchi esplosivi guida il pubblico fuori dal campo sportivo e lo conduce in una sorta di processione pagana lungo le vie del centro storico. Canti, balli, cantine aperte, vino e quella poetica godereccia di Capossela trasformata in realtà secondo il suo dettame. E' d'obbligo arrivare fino all’alba, alzando polvere al cielo con il proprio sudore e facendosi rispondere con i fuochi d’artificio.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/Y6DLPLz_vIeFzJpWwNTVlbcfdzI=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fcdnrockol.rockolcomsrl.netdna-cdn.com%2FekbG0LL85I6V46hSrdpnc7-iFKM%3D%2F100x100%2Fsmart%2Fhttp%253A%252F%252Fwww.rockol.it%252Fimg%252Ffoto%252Fupload%252Fimg-2565.jpg

I battenti del festival si chiudono il 28 agosto, con gli ultimi eventi in programma: l’incontro con il poeta siriano Khaled Alnassiry e il concerto di chiusura di Mario Brunello, già ospite ieri sera sul palco di Vinicio a cui è stata affidata l’apertura dello spettacolo. Ora che il polverone è stato sollevato, l’importante è non farlo ricadere ancora una volta.

(Marco Di Milia)


SETLIST
“La bestia nel grano”
“Femmine”
“Dagarola del Carpato (con Giovanna Marini e Matalena)”
“Lu cacciatore Gaetano (Giovanna Marini)”
“L’acqua chiara alla fontana”
“Componidori”
“Scorza di mulo”
“La notte di San Giovanni”
“Signora Luna”
“Maddalena la castellana (con Mario Brunello)”
“Il lamento dei mendicanti (con Mario Brunello)”

“Lu polverone (Giovanna Marini)”
“Il forastiero (con Giovanna Marini)”

“Taresuccia”
“Nachecici (medley con Knockin’ oh heaven’s doors)”
“Rapatatumpa”
“Faccia di corno (con Matalena)”
“Pettarossa (con Matalena)”
“Sonetti (con Matalena)”
“Lo sposalizio di Maloservizio”

“Marcia del camposanto”
“L’uomo vivo (inno alla gioia”)

“Adelita (Mariachi Tres Rosas)”
“Che coss’è l’amor (con Mariachi Tres Rosas) (medley con “24.000 baci” e “Pryntyl”)”

“Franceschina la Calitrana (con la Banda della Posta)”
“Te dejo a Carvunara (con la Banda della Posta)”
“Al veglione (con la Banda della Posta e Cicc Bennett)”
“Al Colosseo”
“Il ballo di San Vito”

“In ginocchio da te (Gianni Morandi)”
Un mondo d’amore (Gianni Morandi)”
“Fatti mandare dalla mamma (Gianni Morandi)”
“C’era un ragazzo… (Gianni Morandi)”

“Se perdo anche te (con Gianni Morandi)”
“La padrona mia (con Gianni Morandi)”
“Zompa la rondinella (con Gianni Morandi e Giovanna Marini)”

“This land is your land” (cover Woody Guthrie) (Micah P. Hinson & Giovanna Marini)”
“The possibilities (Micah P. Hinson)”
“Patience (Micah P. Hinson)”

“I treni per Reggio Calabria (Giovanna Marini)”

“Il treno”
“La golondrina”
“Ovunque proteggi”

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/hlD12P-l5FatDhZjmx_ItVl7daM=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fimg-2730.jpg
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
23 feb
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.