Milano, il giallo dei concerti a San Siro a rischio. Il Comune: 'Grave perdere i live al Meazza'. I club smentiscono di aver rifiutato richieste. Ma il rischio che la musica venga sfrattata c'è davvero?

Milano, il giallo dei concerti a San Siro a rischio. Il Comune: 'Grave perdere i live al Meazza'. I club smentiscono di aver rifiutato richieste. Ma il rischio che la musica venga sfrattata c'è davvero?

Sempre dalle pagine del Giorno l'assessore del Comune di Milano Roberta Guarnieri ha risposto a M-I Stadio, società controllata da Inter e Milan che - come riferito ieri 23 agosto dal quotidiano meneghino - avrebbe fatto muro contro i promoter musicali chiudendo alla programmazione di eventi musicali dal vivo a partire dall'estate del 2018: "Nessuna comunicazione in questo senso è arrivata al Comune da parte di Inter e Milan", ha spiegato la Guarnieri, "Il tema sarà sicuramente affrontato nell’ambito del primo incontro tra la nuova amministrazione e le società che gestiscono San Siro. Questi concerti non interferiscono con l’attività calcistica e sono ben regolati a livello amministrativo per limitare il loro impatto sulla vita dei residenti. Si tratta di ottime occasioni di aggregazione e di promozione della città perché portano a Milano grandi artisti di qualità internazionale. Vietare la disponibilità dell’impianto per questi eventi sarebbe una grave perdita".

Sul versante opposto, la società controllata dai due storici club milanesi ha smentito al Corriere della Sera di essersi mai opposta ad alcuna richiesta fatta pervenire da promoter musicali e non, compreso il test match tra la nazionale italiana di rubgy e i neozelandesi All Blacks, indicato nel primo articolo del Giorno come il primo rifiuto di M-I Stadio a proposte extra calcistiche. Anzi: la concessionaria ha addiruttura fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcuna richiesta da parte dei promoter musicali per le prossime stagioni. Versione, questa, che - se reale - farebbe del tutto perdere alla querelle la propria ragion d'essere.

I prossimi, tuttavia, saranno mesi decisivi per definire l'aspetto amministrativo di San Siro. Lo stadio Meazza, di proprietà del Comune, è concesso in uso ai due club cittadini (consorziatisi per mezzo della M-I Stadio) dietro il pagamento di nove milioni di euro di affitto l'anno: negli ultimi anni, nell'ottica di riqualificazione della struttura in vista della finale di Champions League disputatasi lo scorso maggio, il 70% del canone annuale viene utilizzato dai due club allo scomputo degli onori per i lavori di ammodernamento dell'impianto, mentre il 30% viene versato in liquido direttamente nelle casse di Palazzo Marino. Entro la fine dell'anno, tuttavia, dovrà essere approvata dalle parti una rinegoziazione per la gestione dello stadio, la gestione del quale - salvo clamorose svolte - sarà regolata dalla convenzione che si protrarrà fino al 2030.

Nel dibattito è intervenuto, per mezzo di un post pubblicato sulla sua pagina personale Facebook, anche Claudio Trotta, veterano del live promoting milanese che con Barley Arts ha portato per ben sette volte Bruce Springsteen ad esibirsi nella Scala del Calcio:

"La convenzione trentennale fra Comune di Milano e Inter e Milan per la gestione dello Stadio non permette alle squadre di rifiutare l'utilizzo a terzi se non per acclarati motivi di utilizzo proprio e/o di rifacimento e manutenzione delle strutture. Nel caso la giunta non lo sapesse, posso far avere io all'assessore allo sport una copia della convenzione stipulata al tempo da Sergio Scalpelli [assessore alla Cultura del Comune di Milano nella giunta Albertini, ndr]"

(dp) 

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