Diritto d'autore: il Senato dà l'ok definitivo al recepimento della direttiva europea Barnier, ma l'esclusiva SIAE resta?

Diritto d'autore: il Senato dà l'ok definitivo al recepimento della direttiva europea Barnier, ma l'esclusiva SIAE resta?

Il Senato della Repubblica ha votato - con 141 sì, 35 no e 42 astenuti - per il recepimento della direttiva Barnier dell'Unione Europea, riguardante il mercato dei diritti d'autore.

Ora la palla passa al Governo, a cui ora spetta il compito di trasporre le indicazioni europee in legge - il testo della quale, peraltro, ha visto mesi di polemiche, scontri, accese discussioni. Gli attori in campo sono da una parte la Siae - che desidera difendere la propria storica posizione privilegiata nell'arena del diritto d'autore - e dall’altra nuovi operatori (fra cui Soundreef, la startup che negli ultimi mesi è divenuta il manifesto per la liberalizzazione del collecting del diritto d'autore).

Ad ogni modo, almeno per ora, la SIAE pare destinata a non vedersi spodestare dal proprio ruolo di principale soggetto - in pratica quasi monopolista - nella gestione del diritto d'autore in Italia: la direttiva Barnier, infatti, non impone l'abolizione del monopolio, ma chiede solo di garantire agli artisti la facoltà di scegliere a chi affidare la gestione dei propri diritti.
Un'indicazione che, però, è aperta ad almeno due interpretazioni con risvolti decisamente contrastanti: da una parte quella offerta da chi auspica una liberalizzazione - con l’Antitrust in testa - secondo cui la direttiva tende senza dubbio all'abolizione di ogni esclusiva in campo di collecting. Dall'altra, invece, c' è chi come la SIAE interpreta la direttiva come un'apertura agli operatori internazionali, ma con facoltà spettante ai singoli Paesi di decidere come organizzare il proprio mercato interno. Di questo avviso pare essere anche il ministro della Cultura Dario Franceschini e la legge delega, così come è stata approvata, riflette questo indirizzo. Resta però, come sottolineato da Filippo Santelli su "Repubblica", il fatto che il Governo ora ha una notevole gatta da pelare:

Ora spetta al governo esercitare la delega. Un intervento che stabilirà le linee guida di riforma della Siae, ma che non risolverà il paradosso giuridico per cui una società di raccolta straniera può offrire i suoi servizi in Italia, ma a una italiana non è consentito operare. Certo, c’è quell’ordine del giorno in cui l’esecutivo si impegna a liberalizzare. Ma quanto vincolante? Molto secondo Pietro Ichino (Pd), che ha presentato e poi ritirato l’emendamento pro apertura, mentre Soundreef parla di un "cambio di atteggiamento" dell'esecutivo. Poco o nulla secondo i 5Stelle, visto che vincola solo il governo in carica. E non è certo tra le priorità di Matteo Renzi.

Quindi, in pratica, almeno per ora il monopolia di SIAE sembra saldo e salvo.

L'AD di Soundreef Davide D'Atri offre, però, un diverso punto di vista sulla faccenda, spiegando ad "ADNKronos" che il monopolio è salvo, ma solo in una fase transitoria - e ci penserà il mercato a operare i cambiamenti auspicati:

Certamente il testo della legge che detta i principi al Governo per il recepimento della direttiva Barnier non prevede la liberalizzazione, ma neanche la esclude. Né era la legge di delegazione la sede per decretare la fine formale dell’esclusiva Siae. I fan del monopolio potrebbero cantare vittoria ma è una vittoria di Pirro.
L’appuntamento col mercato è infatti ineluttabile. Anche perché non è pensabile che, dovendosi comunque consentire l’attività in Italia di altre Società di Gestione di Collettiva dei Compensi ed Enti di Gestione Indipendenti stabilite in altri paesi dell’Ue, per non incorrere in violazione del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, si arrivi al paradosso che solo alle società italiane sia precluso il mercato italiano. Su questo c’è stata la mobilitazione dell’Authority per la Concorrenza e il Mercato, di migliaia di autori, di moltissimi gruppi d’interesse e di un gruppo trasversale di molte forze politiche, dai Cinque Stelle alla destra allo stesso Pd, che chiedono il rispetto della Direttiva Barnier e del mercato.
Certo, noi volevamo maggiore decisione ed un impegno chiaro. Tuttavia non si può non prendere atto che l’esito finale attraverso i decreti attuativi della legge delega è ancora lontano e che la politica italiana sta, con ritmo lento ma inesorabile, prendendo atto che è la via della libertà e della sana competizione quella che è più giusto percorrere, per tutelare al meglio i titolari dei diritti e gli utilizzatori

 

 

 

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.