La polemica sul ‘value gap’: cosa sono Safe Harbor e DMCA e come sono legati a Youtube DMCA

La polemica sul ‘value gap’: cosa sono Safe Harbor e DMCA e come sono legati a Youtube DMCA

Safe Harbor e DMCA sono due 'tag' essenziali per orientarsi nella polemica sul 'value gap' che vede protagonisti industria discografica da un lato e YouTube dall'altro.

Per comprendere meglio il concetto di Safe Harbor occorre ricollocarsi ai primi tempi del “fenomeno digitale”. Il 1998 è stato un anno-spartiacque per il futuro della musica ed ha fatto registrare cambiamenti che avrebbero  avuto un impatto forte su tutta la cultura e, in particolare, sull’industria musicale. La diffusione globale dei contenuti liquidi evidenziò l’inadeguatezza della normativa. Alla discografia si contrapponeva un’industria tecnologica connotata da caratteristiche di innovazione rapida e costante sul fronte digitale, protagonista di un processo di trasformazione che -  come altre volte in passato – anticipava di gran lunga l’adeguamento dell’ordinamento giuridico, a sua volta frammentato in realtà locali non del tutto omogenee.

 

DMCA

Fu in questo contesto che le leggi sul diritto d’autore vennero aggiornate tramite il Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Come si legge all’inizio del documento, “A causa della facilità con cui le opere in formato digitale possono essere copiate e distribuite virtualmente e istantaneamente in tutto il mondo, gli aventi diritto non renderanno disponibili di buon grado i loro lavori su Internet senza una ragionevole garanzia che essi saranno protetti da massiccia pirateria”. Nel DMCA, in buona sostanza, si indica che ogni Internet Service Provider (ISP, ovvero i fornitori di accesso alla rete) e Online Service Provider (OSP, chiunque offra un servizio specifico all’interno di Internet) deve adoperarsi affinché non ci sia alcuna violazione del diritto d’autore.

Il DMCA, nella prassi, stabilisce che le piattaforme non sono legalmente responsabili per il materiale protetto da copyright a meno che non ricevano delle segnalazioni. Il processo di segnalazione con richiesta di esclusione del contenuto rivendicato è noto come "notice and takedown".

 

SAFE HARBOR

La responsabilità di detti service providers per la violazione di copyright viene inoltre temperata da alcune eccezioni: sono i safe harbors.

I safe harbors sono “porti sicuri”  che limitano la possibilità per i service providers di essere accusati di infrazioni come quelle elencate nel DMCA. Il passaggio fondamentale, soprattutto alla luce della polemica intorno al ‘value gap’, è che essi riguardano solamente i service providers, “la cui attività [secondo quanto recita l’Act stesso] è limitata al processo tecnico di operare e dare accesso ad una rete di comunicazione, all’interno della quale l’informazione resa disponibile da terze parti viene trasmessa o archiviata temporaneamente, con l’unico obiettivo di rendere la trasmissione più efficiente; questa attività è di natura meramente tecnica, automatica e passiva, il che implica che il service provider non abbia alcuna conoscenza o controllo sull’informazione che viene trasmessa o archiviata.” Per fare un esempio, un service provider  che si occupa di messaggistica e web mailing non viene ritenuto responsabile per lo scambio di materiale protetto da copyright tra gli utenti. Gran parte della polemica recente sull’argomento riguarda in effetti quei siti e piattaforme Internet che, pur non essendo effettivi service providers, operano nello streaming musicale appellandosi ad alcune esenzioni del safe harbor.

L’argomento forte della discografia contro questo atteggiamento è l’obsolescenza tecnologica e culturale di uno scenario fotografato ormai nel lontano 1998 e, di nuovo se non soprattutto, la non appartenenza di società come YouTube o SoundCloud alla categoria dei service providers. L’accusa che la discografia rivolge alle piattaforme è quella di operare in un mondo totalmente diverso da quello di allora in cui essi riescono a diffondere sul Web molta musica non licenziata o senza disporre di un’autorizzazione concordata con gli aventi diritto (lo User Generated Content, ovvero tutto ciò che viene caricato online ed è direttamente creato dagli utenti, ricorre spesso a materiale protetto da copyright). La ridefinizione di service provider escluderebbe servizi come YouTube, dai safe harbors: Frances Moore, CEO dell’International Federation for the Phonographic Industry (IFPI) si è pronunciata in merito: “…possono essere applicate solo a quei service provider che sono davvero neutrali e passivi, e non a servizi che giocano un ruolo attivo nella distribuzione, promozione e monetizzazione dei contenuti”.

La difesa e la replica di Youtube sono affidate all’utilizzo ed all’efficacia del proprio meccanismo di “Content ID”.

Questo articolo fa parte dello speciale dedicato da Rockol al tema del “value gap”, al centro di una rovente polemica tra il settore tecnologico e quello musicale, e raccoglie contributi di base e didattici arricchiti da dati e elementi di indagine. Gli articoli di questo speciale sono raccolti nella pagina-hub dedicata al Value Gap ed identificabili dalla stessa immagine a corredo di questo articolo. Lo speciale sul value gap è opera della redazione di Rockol. Alla ricerca ha contribuito Tommaso Pavarini.

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.