Startup musicali: "tutti delle pippe"? La risposta a Enzo Mazza di FIMI

Startup musicali: "tutti delle pippe"? La risposta a Enzo Mazza di FIMI

In seguito all'articolo su Rockol di Giampiero Di Carlo "Startup musicali, che imbarazzante fiasco mondiale. E l’industria? Se ne frega" è giunta una risposta di Enzo Mazza (CEO di FIMI). E ne è nato un piccolo scambio.

“Ciao Enzo, cosa prendi da bere?”
“E’ giovedì”.

Eccomi trascinato in una non-conversazione, nella quale a chi ha parlato viene consegnata una risposta fuori tema.
Quando un imprenditore sbaglia e fallisce, la colpa è sua. Sottolinearlo sembra pleonastico. Quando nessuno fa profitti, ho cercato di argomentare, il modello di business ha qualcosa che non va e in quel modello di business le royalties sono centrali (oltre che sacrosante). Dunque ho suggerito che all’industria - preso atto di una situazione scabrosa -  farebbe comodo riflettere se sia meglio avere 2–3 gateway al mondo in antitesi a un’arena competitiva sana e a una pluralità di opzioni.

Non ho scritto che la colpa è dei discografici: se avessi voluto lo avrei fatto in maniera netta, guadagnandomi magari una risposta pertinente (anche se straordinariamente anni ’90). Il pezzo mi è stato ispirato dal senso di appartenenza all'ecosistema musicale, del quale mi sento con tutta Rockol parte integrante, e si basa su una conoscenza molto profonda della materia anche se, purtroppo, non arriva a rivelare alcuna verità - nemmeno “tristi verità”.
Comunque, questa pervenutaci è la prima riflessione ufficiale: la registriamo e la consegnamo al lettore. Notando, incidentalmente, che pare assecondare una delle ipotesi contemplate nel pezzo: quella secondo la quale "tutti gli startupper sono delle pippe”.

(gdc)

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