Classifiche UK: rivoluzione, scattano al 1° posto Robbie Williams ed i R.E.M.

Classifiche UK: rivoluzione, scattano al 1° posto Robbie Williams ed i R.E.M.
Rivoluzione nella classifica britannica dei singoli: decapitata la vecchia cupola, ci sono dodici nuovi arrivi nella Top 20. Più "conservatrice" quella degli album, con 5 new entries tra i primi venti. La nuova regina dei singoli è "Radio" di Robbie Williams, un pezzo anomalo e definito "difficile" che assomiglia vagamente a certe cose (Human League) da primi anni Ottanta. "Radio" fa da traino al "Best of" che l'ex Take That pubblicherà giusto in tempo per i regali natalizi. Scende dal vertice alla piazza d'onore "Call on me" di Eric Prydz, poi altre tre novità in Top 5. Al 3 approda "More more more" di Rachel Stevens: la cantante, che sembrava destinata ad un precocissimo prepensionamento a causa di un paio di singoli poco brillanti, risorge. I lettori meno giovani (o forse anche giovanissimi, se cultori della vecchia discomusic) ricorderanno probabilmente il pezzo, visto che si tratta di una cover: è proprio quella "More more more" targata 1976 e firmata Andrea True Connection. Plana al 4 un disco destinato a qualche polemica: si tratta di "My neck my back (lick it)" della stellina rap Khia. Il singolo apparve negli USA nel 2002, per qualche oscura ragione giunge sul mercato della Union Jack solo ora e descrive come la signora vuole che il suo uomo la soddisfi. Non esattamente "Non ho l'età" della Cinquetti. Dopo 19 anni senza entrate in Top 5, finalmente i Duran Duran ce la fanno e piazzano il singolo del loro trionfale ritorno, "(Reach up for the) Sunrise", al suo interno. "A view to a kill" è l'ultimo riferimento valido per quanto riguarda le alte sfere: correva l'anno 1985. Scende dal 3 al 6 "Flashdance" del team di remixer Deep Dish, entra al 7 la ballata "What you're made of" di Lucie Silvas, 24enne compositrice britannica che in passato ha scritto per, tra gli altri, Gareth Gates e Rachel Stevens. Debutti anche per "Do you know (I go crazy)" (8) degli Angel City, che è stata sviluppata sulla base di "Children" di Robert Miles, e per "Whatever U want" (9) di Christina Milian. Precipita dal 2 al 10 "I hope you dance" di Ronan Keating. "Afrodisiac" di Brandy si ferma al numero 11, debutta al 12 "Predictable" dei Good Charlotte, così così il tredicesimo posto guadagnato da Marilyn Manson con la cover di "Personal Jesus" dei Depeche Mode. Crolla dal 5 al 26 "Leaving New York" dei R.E.M.; ma poco male, visto il loro risultato nella chart degli album.
Per quanto riguarda gli album, schizza al top "Around the sun", il nuovo CD del gruppo di Athens. L'album che marca il ritorno di Michael Stipe e soci fa calare sulla trincea della seconda posizione "Mind, body & soul" di Joss Stone. L'ex regina "American idiot" firmata Green Day scende dal 2 al 3, e scende anche, dal 3 al 4, "Songs about Jane" dei Maroon 5. Fermo al 5 l'omonimo CD di Tom Jones e Jools Holland. Nella parte bassa della Top 10 ritroviamo al 6 "The best of" dei Groove Armada ed al 7 "Hopes and fears" dei Keane. Arretra dal 4 all'8 "Lest we forget - The best of Marilyn Manson", debutta al 9 "Ultimate Manilow" di Barry Manilow, chiude, con una rimonta straordinaria dal numero 32 al 10, il non più nuovo "Confessions" di Usher. Non è brillante, dato il nome, l'esordio di "Palookaville" di Fatboy Slim: numero 14. Nelle classifiche UK in passato ha fatto di meglio anche Tom Waits, che piazza il suo nuovo "Real gone" al 16. Entra al 18 la raccolta dei singoli dei Super Furry Animals, non va oltre il 22 il "Greatest hits" dei Korn. Tra gli scivoloni della settimana: "Shangri-La" di Mark Knopfler, che passa dall'11 al 29, "Studio 150" di Paul Weller, dal 18 al 34, "Room service" di Bryan Adams, dal 15 al 35, ed "Antics" degli Interpol, dal 21 al 64.
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