NEWS   |   Italia / 04/08/2016

Da riscoprire: la storia di “In faccia” di Piero Pelù

Da riscoprire: la storia di “In faccia” di Piero Pelù

La carriera solista di Piero Pelù, tra l’uscita e il ritorno dei Litfiba, non è stata semplicissima. Nel 1999 violenta separazione da Ghigo Renzulli, culmine di anni di tensioni e idee diverse sulla direzione del gruppo. Il chitarrista conserva il marchio della band, il cantante debutta da solo nel 2000 con una nuova casa discografica, la Warner: “Né buoni né cattivi”, mostra il tentativo di trovare una propria strada, senza rifare i Litfiba, ma senza perdere la propria identità. Poi “U.D.S.- l'uomo della strada”, che punta ancora di più su toni politici e segna un ritorno al rock. Il terzo lo riporta ai Litifiba: in “Soggetti smarriti” c’è addirittura una canzone della band reincisa (“Re del silenzio”), ma meno politica. E poi nel 2005, una raccolta, per chiudere il rapporto con la Warner. In 5 anni la carriera solista di Pelù è su un binario a senso unico.

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Il Pierò Pelù del 2006 è quello che rilancia la sua carriera: firma un nuovo contratto con la Sony/BMG e segna una nuova fase non solo discografica ma anche musicale. L’album è inciso con una nuova band in cui spicca il lavoro alla chitarra di Saverio Lanza, nome storico della scena musicale fiorentina, assieme a Alfredo Golino, Mao Granata, Fortu Saccà, Celso Valli. Gente che fa un lavoro senza fronzoli, capace di arrivare dritto al punto.

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