Earth Wind And Fire e Lionel Richie a Lucca: la recensione del concerti

Earth Wind And Fire e Lionel Richie a Lucca: la recensione del concerti

 In questa estate di live, tranne rare eccezioni, sono le vecchie glorie a fare la parte da leone. Retromania diffusa, ricco repertorio, capacità di tenere il palco e pubblico disposto a comprare biglietti dai prezzi non popolari: sono questi più o meno gli ingredienti che assicurano il successo dal vivo degli artisti over 65. Il tema è sempre più o meno lo stesso, ovvero la celebrazione di una carriera di 30-40-50 anni: questo significa generalmente una scaletta da greatest hits (“Commodores, '80, '90... sarà una notte piena di hits, e voi le canterete tutti con me!” dichiara Lionel Richie dopo la prima canzone) poche sorprese, ma grande professionalità. Il rischio dietro l'angolo è il puro concerto revival, quello sui bei tempi andati che non torneranno più, ma che il concerto fa ancora assaporare. Ogni tanto qualcuno ci cade, anche se il pubblico non si scompone, anzi fa parte del patto non scritto con l'audience.

Non è il caso degli Earth Wind & Fire che alle 21:00 in una piazza Napoleone rovente aprono le danze e rendono, se possibile, l'atmosfera ancora più bollente. Dopo una strana e rockeggiante “Africano/Power” tratta da “Gratitude”, e qualche problema di audio e monitor, parte un lunga session funk che va da “Boogie Wonderland” a “Shining Star” fino a “Sing a Song”, ed è tutto coretti con il pubblico e sing along, con il basso del tarantolato Verdine White a scandire il ritmo e la classica sezione fiati a dare il marchio di fabbrica della band. Si passa poi a un ricca parte di ballad, che di certo non mancano nel repertorio, da “Devotion” a “That's the way” fino a “Reason” dove il cantante Philip Bailey sfoggia falsetti ed estensioni vocali che infiammano la platea (non manca una vibrante citazione di Burt Bacharach da “What the world needs now is love” che forse faceva riferimento alle tensioni di questi giorni in America). La grande famiglia degli Earth Wind & Fire, composta da membri originali, figli, fratelli e fan diventati parte integrante della band, gira che è una meraviglia.


La terza parte della scaletta è la classica party playlist da festa in casa degli anni 80: “September”, “Let's groove” “Fantasy” “In the stone”, canzoni immortali che costringono tutta Piazza Napoleone ad alzarsi a ballare, nonostante il caldo e un'età media piuttosto alta. Il bello del soul funk degli EWF è che continua ad essere attuale e fresco senza cadere nella trappola del revival. La band alla fine ha fatto un set della stessa lunghezza (1 ora e 40) di quello di un concerto singolo, anche con una carica maggiore rispetto a quello visto sempre a Lucca tre anni fa: quindi alla fine la formula del double bill proposta dal Lucca Summer Festival risulta efficace, stimolando anche una sorta di battle con l'altro artista che, in questo caso, era un altro veterano della black music e del pop, ovvero Lionel Richie.
Il suo set è decisamente più pop, lo si vede anche dal set up del palco: spazi larghi, pochi strumenti e un grande videowall alle spalle che manda immagini patinate del cantante originario dell'Alabama. Il concerto alterna classici dei Commodores (“Brick House”, “Sail on” “3 times a lady”) a quelli della carriera solista anni 80 e 90 (“Penny lover”, “Ballerina girl” “You're my destiny”, “Hello”). Lionel Richie è sorridente ed esuberante, il suo timbro sempre limpido e cristallino, al punto da essersi prestato a ricantare nel 2012 i suoi successi in versione country (operazione solo per il mercato bianco USA, ma molto efficace). Certo, di fronte a capolavori come “Easy” e “All Night long” ci si può solo inchinare, ma in generale la band di 4 elementi che accompagna Richie in questo tour, molto muscolare e dalle tinte AOR, elimina del tutto quella impronta Motown che caratterizzavano le sue composizioni; in particolare l'assenza di una sezione fiati – relegata da un tamarrissimo e impreciso sassofonista/armonicista – si fa sentire.


Il pubblico però è felicissimo, canta a squarciagola le parti di Diana Ross in “Endless Love” e ha quel che si aspetta: un concerto pop e autocelebrativo dell'autore di “We are the world”.

(Michele Boroni)
SETLIST
EARTH WIND AND FIRE
Power Africano / Faces
Boogie Wonderland
Sing a song
Shining Star
On Your Face
Serpentine Fire v Devotion
That’s The Way
After The Love
Reasons
Got To Get You
Fantasy
September
Let’s Groove
In the stone
In The Stone

LIONEL RITCHIE
Running with the night
Penny Lover
Easy / My Love
Ballerina Girl
You are the sun
Stuck On You
Brick House / Fire
3 Times A Lady / Sail On
Lady
Endless Love
Angel
My Destiny
Say You Say Me
Dancing On The Ceiling
Hello
We Are The World
All Night Long

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