There Will Be Blood - la recensione di "HORNS"

There Will Be Blood - la recensione di "HORNS"

"Horns" è il titolo scelto dai There Will Be Blood, band varesina formata nel 2009 da Davide Pacioretti, Mattia Castiglioni e Riccardo Giacomin, per il loro terzo album. Dodici pezzi blues, chiamati a chiudere cosiddetta trilogia del viaggiatore solitario, la fine di un lungo percorso che consegna al protagonista raccontato nel disco la sua agognata vendetta, non prima di aver percorso una strada costellata da ogni tipo di mostri, prodigi, miracoli e catastrofi. A differenza dei precedenti album "Horns" è un disco più articolato, che ha permesso alla band di confrontarsi con nuovi stili ed influenze . Registrato e mixato a La Sauna Recording Studio di Varese, il nuovo lavoro vede la collaborazione di diversi musicisti ai cori, armoniche (lo straordinario armonicista blues Marco Pandolfi), trombe (Massimo Marcer, trombettista per Moni Ovadia tra gli altri), sax, pianoforti, tastiere e synth, che si vanno ad aggiungere a quello che è il marchio di fabbrica della formazione varesina, un blues energico e coinvolgente fatto di riff potenti e ritornelli accattivanti.

Personalmente ho iniziato a seguire i There Will Be Blood ai tempi di “Wherever you go”, nel 2011, ad un paio di anni dalla nascita della band. Un Ep sporco, ruvido ed estremamente blues, quel blues unico da delta del Mississippi che è difficile immaginare dislocato. Eppure i TWBB mi colpirono proprio per la grande padronanza del mezzo, se mi è passate l’espressione: grande abilità tecnica, grandi riff, tantissima energia.

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