Tricarico racconta ‘Da chi non te lo aspetti prima parte’: “Non toglietemi la magia” – INTERVISTA

Tricarico racconta ‘Da chi non te lo aspetti prima parte’: “Non toglietemi la magia” – INTERVISTA

“Volevo solo una vita tranquilla, l’ho pure scritto in una canzone”, dice Tricarico. Non l’ha avuta, non di recente almeno, e ora il cantautore milanese racconta il periodo tumultuoso da cui sta uscendo – “Una situazione famigliare che non hai idea” – in un disco diviso in due parti. La prima metà di “Da chi non te lo aspetti” è uscita in digitale il 24 giugno. È una sorta di EP che contiene sei inediti tra cui il singolo “Brillerà”, con una parte comica recitata da Ale & Franz che compaiono anche nel video, e due interpretazioni per voce e pianoforte di “Mi chiamo Francesco” e “Musica”. La seconda parte, con altri cinque inediti e due reinterpretazioni, uscirà in settembre unitamente alla versione su CD che conterrà le canzoni di entrambi i volumi.

“L’ho diviso in due per una questione di urgenza”, racconta Tricarico alla Fabbrica Eos di Milano dove ha presentato il disco e dove sono esposti alcuni suoi dipinti. “Avevo fretta di far sentire la mia nuova musica, di darle visibilità, ma non avrei fatto in tempo a pubblicare tutto assieme prima dell’estate. Volevo far accadere qualcosa, che è poi la magia della musica”. E perché ha inserito il rifacimento di due pezzi vecchi? “Volevo testimoniare il lavoro che io e Michele Fazio portiamo in giro da un paio d’anni, concerti per voce e pianoforte lontani dal pop. Nella seconda parte metterò ‘Luminosa’, forse ‘La pesca’ oppure ‘La situazione non è buona’, ma è presto per dirlo”. Intanto, Tricarico è in giro per concerti con due formule, da solo con Fazio e con una piccola band. “Poi, dal gennaio 2017 sarò a teatro, in un altro spettacolo dopo ‘Solo per pistola’ in cui s’incrociano musica e recitazione. Ci sto lavorando col regista Renzo Martinelli del Teatro i di Milano”.

Pur essendo stato lanciato da un singolo di pop elettronico leggero come “Brillerò”, il disco racconta gli ultimi tre anni del cantante fatti di disillusioni e problemi. “È diverso rispetto ai precedenti perché ho dovuto affrontare problemi sentimentali in cui non voglio entrare, è una storia troppo fresca. Ho dovuto accettare l’idea che l’amore, che pensavo eterno, fosse finito. Di questo parla il disco: di relazioni”. L’album parte col racconto di una disillusione e procede verso l’ottimismo. Più che una fotografia di quei problemi, sembrerebbe una reazione ad essi. “È estroverso. E del resto io ho vissuto cose disastrose, come la morte di mio padre quand’ero bambino, ma dentro di me ho sempre avuto una gran voglia di vivere. Quel che l’album vuole comunicare è: non caricate gli altri di aspettative. Non chiedete quel che gli altri non possono darvi. Ognuno fa quel che può, fa quel che riesce. Sai, in dicembre sembrava tutto finito. Mi sono detto: o muoio o cerco di rinascere. Da questo mio grande disastro personale ha preso forma qualcosa”.

In copertina Tricarico posa di fronte a uno dei suoi quadri. Li ha presentati recentemente a Milano nella mostra “Da chi non te lo aspetti” che ha poi dato il titolo a una canzone e all’intero album. Quadri e canzoni condividono lo stesso spirito giocoso, naïf, infantile. “Nella nostra società, se dici a un adulto che è un bambino lo offendi. Ed è tremendo. Essere grandi non vuol dire rinunciare alla magia. La società ti fotte togliendoti la magia, l’immaginazione, la creatività, perché rimangano in possesso di pochi. Ma sono l’inventiva e la magia che trasformano il mondo, migliorandolo. Fin dall’età di 5 anni ti ripetono che la magia non esiste e così quando ne hai 45 sei bello che morto. Quindi, sì, sono naïf: do spazio all’imprevisto”.

(Claudio Todesco)

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