Fabri Fibra condannato: dovrà risarcire Valerio Scanu per le frasi di 'A me di te' - ASCOLTA

Fabri Fibra condannato: dovrà risarcire Valerio Scanu per le frasi di 'A me di te' - ASCOLTA

Una sentenza del Tribunale di Milano ha condannato Fabri Fibra a pagare una multa e una provvisionale di 20mila euro come risarcimento per Valerio Scanu, che nel 2013 aveva agito per vie legali quando il rapper pubblicò la canzone "A me di te", il cui testo conteneva una serie di allusioni sessuali rivolte proprio a Scanu (il cui nome e cognome, quando pronunciato da Fibra nella canzone, veniva deformato):

"Vengo in bocca, come a Valerio/che in verità è una donna/a me sta bene, il mondo è vario./Vladimiro era invertito, un travestito al contrario/Davvero? Certo, l’ho visto a Porto Cervo/esplodevo come a Chernobyl, dopo il suo concerto/eravamo nel suo camerino a bere vino/io l’ho spinto in bagno, lui m’ha detto/'in tutti i mari, in tutti i laghi, non capisci, mi bagno'./Con una corda l’ho legato sul divano/lui mi ha detto 'Questa corda mi ricorda/il mio compagno di scuola media/si chiamava Massimo, chiavava al massimo/una media alta, mi incul*va come i Mass Media'./Gli ho risposto 'Complimenti'/gli ho abbassato i pantaloni/e sotto aveva un tanga e quattro assorbenti/giù le mutande, liquido fuori da questo glande/tira su tutto come le canne/mi sono fatto Valeria Scanner".



Ora, dopo tre anni, il Tribunale di Milano ha stabilito che il testo di "A me di te" offende la reputazione di Valerio Scanu. A niente è servito l'intervento dell'avvocatessa di Fibra, Antonella Rizzi, la quale ha sostenuto di fronte ai giudici che una delle caratteristiche fondamentali del rap è proprio il ricorso a immagini forti e l'uso di un linguaggio piuttosto esplicito. I legali di Scanu hanno commentato la sentenza così:

"Le espressioni utilizzate dal cantante Fabri Fibra sono diffamatorie in maniera oggettiva, come ha stabilito il giudice. Ed è la prima sentenza in Italia che vede la condanna per diffamazione di un cantante di musica rap. La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona".



La sentenza era stata in realtà emessa qualche mese fa, ma dal momento che nel corso di questi mesi Fabri Fibra non ha fatto niente per impugnarla, essendo ora scaduti i tempi è diventata definitiva. Scanu e i suoi legali si sono detti pronti ad agire eventualmente anche in sede civile per ottenere il pieno risarcimento.

Qui sotto potete ascoltare il brano "incriminato", "A me di te", contenuto all'interno dell'album "Guerra e pace" del 2013:



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Dall'archivio di Rockol - Fabrizio Tarducci in arte Fabri Fibra
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