File sharing illegale: nuove denunce, in Italia e nel resto d'Europa

File sharing illegale: nuove denunce, in Italia e nel resto d'Europa
E’ più che mai guerra aperta, tra industria discografica e “pirati” del Web. Guerra estesa a tutto il fronte europeo (oltre che statunitense), con 459 azioni legali attualmente in corso in Inghilterra, Francia e Austria (le prime del genere in tutti e tre i paesi), oltre che in Germania, Danimarca e Italia.
Le iniziative giudiziarie, spiega una nota della federazione internazionale IFPI, sono di carattere sia civile che penale a seconda delle legislazioni in vigore nei diversi paesi e hanno per bersaglio gli “uploaders”, coloro cioè che “caricano” e rendono disponibili sulle piattaforme peer-to-peer centinaia di canzoni senza chiedere il consenso dei titolari dei diritti: in Italia le nuove denunce della Guardia di Finanza hanno raggiunto 7 persone (altre 30 erano state denunciate in marzo), tra “uploaders” e gestori di server OpenNap e eDonkey: se riconosciute colpevoli, rischiano una multa tra i 2 mila e 500 e i 15 mila euro. “Anche in Italia”, ha dichiarato il direttore generale della FIMI Enzo Mazza, “si sta consolidando un mercato legale di musica on-line dal notevole potenziale. Ostacolare lo scambio illegale dei file in rete diventa un passo fondamentale affinché il mercato della musica del futuro possa realmente decollare”.
Secondo un recente sondaggio ACNielsenCRA, sono oltre 3,8 milioni gli italiani che scaricano abusivamente musica da Internet (e, tra questi, il 55,4 % è consapevole di commettere un'illegalità). Ma l'impiego a questo scopo delle reti p2p sarebbe in diminuzione (-35/40 % tra il dicembre e l'aprile scorso, proprio per effetto delle campagne antipirateria), mentre cresce il numero di coloro, oltre 1,9 milioni di persone, che dichiarano di essere disposti a comprare file musicali dai siti legali.
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