27 luglio 1986, uccidersi a un concerto dei Cure

27 luglio 1986, uccidersi a un concerto dei Cure

Lo scorso 10 giugno è stata uccisa a Orlando in Florida, dopo un suo concerto, la 22 enne cantante statunitense Christina Grimmie, mentre era intenta a firmare autografi ai suoi fans all’interno del Plaza Live. Un uomo di 27 anni, tale Kevin James Loibl, le si è avvicinato e l’ha freddata a colpi di pistola. La medesima pistola, qualche istante dopo, l’ha rivolta contro se stesso togliendosi la vita.

Non è la prima volta che uno squilibrato, un fan, un mitomane, un qualcosa che è molto difficile definire mette fine alla vita di un musicista. Nel dicembre 2004 l’ex chitarrista dei Pantera Dimebag Darrell venne ucciso mentre si stava esibendo sul palco con i Damageplan. Il suo assassino, ucciso da un poliziotto qualche minuto più tardi, sembra imputasse al musicista di avere la colpa per lo scioglimento, nel 2003, dei già citati Pantera, sua band preferita.
In un dicembre di molti anni prima, nel 1980, Mark David Chapman, che si definiva un suo fan, mise fine alla vita di John Lennon, sparandogli contro cinque volte davanti al Dakota Building di New York, dove l’ex Beatles abitava. Dopo l’assassinio il 25enne Chapman si sedette a leggere “Il giovane Holden” di J.D. Salinger in attesa della polizia. Lennon, a suo dire, era colpevole di avere tradito alcuni ideali nei quali Chapman credeva fermamente. Principalmente religiosi.

Le tragedie ricordate sono accomunate dall’evidente delirio di un fan che, per un qualche motivo, quasi sempre ossessionato dalla figura del musicista vuole colpire l’oggetto della propria ossessione e liberarsi finalmente di quest’ultima. Per trovare, forse, pace. Anche il 27 luglio 1986 al Forum di Los Angeles ci scappò, purtroppo, il morto ma la trama fu diversa. Quel giorno il grande evento musicale fu il teatro per l’ultima recita di una persona che non sappiamo quanto amava e quanto si identificava con le canzoni della band che si sarebbe esibita quella sera ma che sicuramente amava molto una ragazza di nome Andrea che non voleva corrispondere quell’amore. La persona in questione si chiamava Jonathan Moreland. La band che si sarebbe esibita quella sera, i Cure.

Il concerto del 27 luglio 1986 al Forum di Los Angeles – arena nota, per i grandi concerti, ma ancora di più, in quegli anni, per essere la ‘casa’ della squadra di basket dei Los Angeles Lakers degli impareggiabili ‘Magic’ Johnson e Kareem Abdul Jabbar – era quello che chiudeva il tour americano della band inglese a supporto del loro sesto album “The head on the door”. Nella discografia della band di Robert Smith “The head on the door” chiude il periodo più dark (sembra un eufemismo) della formazione inglese, che da lì in avanti si spingerà a flirtare maggiormente con il pop. Non è infatti casuale che il disco – che contiene alcune delle loro maggiori hits come “Close to me” e “In between days” - sia il primo dal quale verrà estratto più di un singolo. Era stato un tour trionfale quello negli Stati Uniti nel 1986, la band era distesa, molte delle nubi che indissolubilmente i Cure si portavano dietro sin dagli esordi sembravano essersi finalmente dissolte. Un periodo felice, così viene riportato dalle cronache. Un raro periodo di tranquillità. Che si concluse quella sera. Le luci si abbassarono i Cure stavano lasciando il backstage per fare il loro ingresso sul palco.

Le luci si abbassarono e il 38enne Jonathan Moreland, vestito con stivali e cappello da cowboy, in netto contrasto con le decine di ragazzi che aveva intorno che, in onore della band e, soprattutto, del frontman Robert Smith, si erano dipinti il volto di bianco e le labbra con il rossetto rosso, si alzò dal suo posto a sedere. Levò al cielo un coltello da caccia, introdotto superando i controlli all’interno dell’arena, e iniziò a pugnalarsi il petto e lo stomaco. Il sangue schizzò tutto intorno. In preda alla adrenalina salì in piedi sulla sua poltroncina, si strappò la camicia e si inferse altri colpi di coltello. Le persone intorno erano sotto choc. Alcune atterite e sporche di sangue, altre invece pensavano che facesse tutto parte dello spettacolo e incitavano Jonathan a continuare il suo sacrificio. La confusione regnava sovrana. Poi arrivò la sicurezza, poi arrivò la polizia. Il sergente di polizia Norman Brewer riuscì a parlare con Moreland mentre veniva portato via sulla barella. Il ferito gli riuscì a dire che i fan dei Cure lo avevano incoraggiato e reso euforico. “Più le grida della folla divenivano forti e più lui si pugnalava con veemenza e in profondità”, disse il poliziotto. Jonathan Moreland venne trasportato in ospedale, ma purtroppo non ci fu nulla da fare. Furono nove i colpi di coltello. Prima di morire però confessò: “L’ho fatto perchè la donna che amo non potrà mai essere mia”. Nel suo furgone parcheggiato fuori dal Forum venne rinvenuto un foglio dove erano riportati i suoi propositi suicidi.

Anni dopo Perry Bamonte - che fece parte dei Cure dal 1990 al 2005 - ma che all’epoca era un roadie della band, quella sera era sul palco: “Ho visto la confusione, ho sentito le urla e guardavo la folla che scansandosi si è aperta intorno a quel tipo quand’è saltato sulla sedia e ha cominciato a piantarsi il coltello nella pancia. E’ stato uno spettacolo surreale e agghiacciante. Poi un poliziotto l’ha colpito con uno storditore elettrico e quello è crollato a terra”. Il concerto si svolse regolarmente ma quella tragedia non lasciò indifferenti i Cure e portò sgomento all’interno del gruppo. La loro etichetta rilasciò un comunicato dichiarando che: “Non riusciva a credere (la band) che qualcuno avesse potuto fare una cosa simile durante un loro concerto. E’ stata una conclusione molto spiacevole per il gruppo, perchè l’evento si è verificato durante l’ultima serata di un tour americano che aveva riscosso un grande successo.”

(Paolo Panzeri)

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Questa la setlist del concerto al Forum di Los Angeles il 27 luglio 1986:

Shake Dog Shake
Piggy in the Mirror
Play for Today
A Strange Day
Primary
Kyoto Song
Charlotte Sometimes
In Between Days
The Walk
A Night Like This
Push
One Hundred Years
A Forest
Sinking
Encore:
Close to Me
Let's Go to Bed

Encore 2:
Six Different Ways
Three Imaginary Boys
Boys Don't Cry

Encore 3:
Give Me It
10:15 Saturday Night
Killing an Arab

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